Una domanda che ci arriva quasi ogni settimana suona così: "ho due lavelli, una vasca di risciacquo e la lavastoviglie, posso collegarli tutti a un solo separatore di grassi?". La risposta è sì, un unico separatore ben dimensionato basta e avanza. Il punto delicato non è il numero di tubi che entrano, è la portata che quei tubi scaricano insieme nel momento peggiore. Quando lavello, vasca e lavastoviglie partono nello stesso minuto, le portate si sommano, e se il separatore è tagliato solo su un apparecchio va in saturazione. Ecco perché, collegando più apparecchi, spesso conviene salire di una taglia: dal 70 L al 100 L. Qui spieghiamo come si collega tutto a un solo pozzetto, come si somma la portata di punta e quale capacità scegliere per non intasare gli scarichi.
Risposta rapida: più lavelli, vasche e la lavastoviglie si collegano a un solo separatore di grassi tramite una linea comune a monte dell'ingresso. Il dimensionamento non si fa sul singolo apparecchio ma sulla portata di punta sommata, cioè su quanti scarichi possono aprirsi insieme. Per una cucina con lavello doppio più lavastoviglie il 70 L (499 €) copre la fascia 60-90 coperti; se aggiungi una vasca di risciacquo o la lavastoviglie scarica acqua bollente, il 100 L (639 €) dà il margine giusto.
Da ricordare
- Un solo separatore serve più apparecchi: si collegano tutti a monte, su una linea comune verso l'ingresso.
- La taglia si sceglie sulla portata di punta sommata, non sul singolo lavello: più apparecchi insieme spingono a salire di una fascia.
- Lavello doppio più lavastoviglie normale: 70 L (499 €). Aggiungi vasca di risciacquo o acqua bollente: 100 L (639 €).
Posso collegare più lavelli e la lavastoviglie a un solo separatore?
Sì, ed è la soluzione che consigliamo nella grande maggioranza delle cucine. Un unico separatore di grassi, posizionato a valle degli apparecchi che producono acqua grassa, raccoglie gli scarichi di lavelli, vasche e lavastoviglie e li tratta insieme prima della fognatura. Non serve un pozzetto per ogni lavello: sarebbe uno spreco di spazio e di soldi.
La logica è semplice. Tutti gli scarichi grassi convergono su una linea comune che arriva all'ingresso del separatore; l'acqua attraversa il pozzetto, i grassi risalgono e restano intrappolati, l'acqua chiarificata prosegue verso la rete. Un solo apparecchio, un solo punto di manutenzione, un solo svuotamento. Quello che cambia rispetto al collegamento di un singolo lavello è la portata che il separatore deve reggere: più bocche a monte, più litri al secondo nel picco.
Attenzione a una cosa che vediamo spesso: i wc e gli scarichi delle acque nere non vanno mai nel separatore di grassi. Lì entrano solo le acque grigie grasse della cucina, cioè lavelli di lavaggio, vasche, lavastoviglie e, se c'è, la doccetta di prelavaggio. Gli scarichi dei servizi igienici seguono un'altra linea.
Perché più apparecchi fanno salire di taglia?
Perché il separatore si dimensiona sulla portata di punta, e la portata di punta è la somma degli apparecchi che possono scaricare nello stesso istante. Un lavello da solo butta pochi litri al secondo. Ma se in pieno servizio il cuoco svuota una pentola nel lavello, il lavapiatti apre la vasca di risciacquo e la lavastoviglie chiude il ciclo scaricando tutta la vasca in una volta, quelle portate si accavallano. Il picco reale è molto più alto di quello del singolo rubinetto.
Ed è il picco a comandare, mai la media della giornata. Un separatore va in crisi nell'ora peggiore, non nel pomeriggio vuoto. Se lo tagli su un solo lavello ma nella pratica lavorano tre bocche insieme, l'acqua lo attraversa troppo in fretta: i grassi non fanno in tempo a risalire e proseguono verso le tubazioni. Il risultato lo raccontano i clienti che ci richiamano dopo qualche mese: lavello che rallenta, gorgoglii, odori dai sifoni, autospurgo ravvicinato.
La lavastoviglie merita un discorso a parte. Non scarica un filo d'acqua continuo, scarica a scatti, svuotando tutta la vasca in pochi secondi a fine ciclo. Quello è uno degli scarichi più violenti della cucina come portata istantanea, e va sempre considerato quando si somma. Per il metodo completo di calcolo taglia rimandiamo alla guida su come dimensionare un separatore di grassi.
La scelta sicura: collegando lavello doppio e lavastoviglie, il degrassatore inox 70 L a 499 € copre la fascia 60-90 coperti. Aggiungi una vasca di risciacquo o acqua molto calda e il 100 L a 639 € ti dà il margine sui picchi.
Come si sommano le portate degli apparecchi?
Si guarda quanti scarichi possono aprirsi insieme nel picco e si sommano le loro portate, non si prende il più grande e basta. La norma UNI EN 1825-2 lo fa in modo formale, partendo dalla portata di scarico di ogni apparecchio e da un fattore di contemporaneità. Nella pratica di cucina, però, ragioniamo per apparecchi collegati, e la tabella qui sotto traduce le combinazioni più comuni in una fascia di coperti e in una taglia.
| Apparecchi sulla linea comune | Coperti al giorno | Taglia consigliata | Prezzo |
|---|---|---|---|
| Lavello singolo, cucina leggera | 25-40 coperti/g | 40 L | 345 € |
| Lavello doppio, niente lavastoviglie | 40-60 coperti/g | 60 L | 459 € |
| Lavello doppio + lavastoviglie | 60-90 coperti/g | 70 L (best-seller) | 499 € |
| Lavello doppio + vasca risciacquo + lavastoviglie | 90-140 coperti/g | 100 L | 639 € |
| Più lavelli + doppia lavastoviglie, alto volume | 140-220 coperti/g | 120 L (da posare) | 799 € |
Due letture veloci. La riga chiave è quella del 70 L: lavello doppio più lavastoviglie è la configurazione più diffusa nella ristorazione indipendente, e il best-seller a 499 € la copre bene. Appena aggiungi una terza bocca importante, la vasca di risciacquo separata, o la lavastoviglie scarica acqua molto calda, il picco sommato spinge oltre e il 100 L diventa la scelta prudente. Se non sei sicuro della fascia, il calcolatore di capacità parte dai coperti e dal tipo di cucina e ti dà la taglia in un minuto.
La lavastoviglie professionale cambia il dimensionamento?
Sì, per due motivi che si sommano tra loro. Il primo è la portata istantanea: come dicevamo, la lavastoviglie svuota la vasca a fine ciclo tutta in una volta, quindi pesa nel picco più di quanto lascerebbe pensare il suo consumo medio. Il secondo è la temperatura: una lavastoviglie da ristorazione scarica a 60 gradi o più, e l'acqua calda mantiene i grassi liquidi, quindi meno separabili.
Questo secondo effetto è proprio il fattore di temperatura della norma UNI EN 1825-2. Sotto i 60 gradi la separazione lavora bene; oltre, i grassi restano fusi e faticano a risalire, e conviene vedere più grande per compensare. È il motivo per cui, a parità di coperti, una cucina con lavastoviglie che gira tutto il servizio a temperatura alta è un candidato tipico al salto verso il 100 L.
Un accorgimento dal campo: quando è possibile, facciamo entrare lo scarico bollente della lavastoviglie sulla linea comune dopo che si è un minimo raffreddato nel tratto di tubo, mai a getto diretto dentro il separatore. Piccola cosa, ma aiuta la separazione. E se la cucina ha due lavastoviglie, il conto cambia davvero: lì il 100 L è quasi sempre il minimo, e sopra i 140 coperti si guarda al 120 L da posare.
Come si collegano fisicamente più scarichi a un separatore?
Si portano tutti gli scarichi grassi su una linea comune che arriva all'ingresso del separatore, rispettando pendenza e senso di flusso. In concreto, i sifoni dei lavelli, l'uscita della vasca e lo scarico della lavastoviglie si raccordano a una tubazione unica che scende con la giusta pendenza verso l'ingresso del pozzetto. Il separatore va sempre a valle degli apparecchi e a monte della rete fognaria.
Tre regole pratiche che diamo sempre. La pendenza deve essere costante e sufficiente, così l'acqua scorre e i grassi non ristagnano nel tubo prima di arrivare al separatore. Il senso entrata-uscita non si inverte: l'ingresso raccoglie l'acqua sporca, l'uscita manda quella chiarificata alla rete. I raccordi devono tenere: usiamo i raccordi EPDM a 29,90 €, che restano elastici e stagni anche con l'acqua calda della lavastoviglie, dove una guarnizione economica si secca e trafila in fretta.
Nella maggioranza dei casi non serve opera muraria: si lavora sui collegamenti esistenti sotto il lavello. Per la sequenza completa passo passo vedi la guida all'installazione sotto lavello. Se la disposizione delle bocche è complicata, o gli scarichi arrivano da punti lontani, conviene farsi aiutare: ne parliamo nell'articolo su quando serve un idraulico.
Quando conviene salire al 100 L o valutare il su misura?
Conviene salire al 100 L ogni volta che la somma degli apparecchi porta il picco oltre quello che il 70 L gestisce con margine. In pratica: lavello doppio più vasca di risciacquo più lavastoviglie, oppure lavastoviglie ad acqua molto calda che lavora tutto il servizio, oppure cucina grassa (frittura, griglia, wok) con più bocche collegate. In tutti questi casi il 100 L a 639 € resta sotto il lavello e allunga l'intervallo tra due svuotamenti.
Il su misura entra in gioco quando la configurazione esce dalla griglia. Un esempio che ci capita: una cucina con quattro o cinque bocche, due lavastoviglie e una doccetta di prelavaggio, dove il picco sommato è alto ma lo spazio sotto il lavello è vincolato. Lì costruiamo il separatore su misura sulla portata reale e sulle quote esatte, invece di forzare un modello standard. Anche una nicchia bassa o un passaggio di tubi obbligato può richiedere il su misura.
La regola che ripetiamo a ogni cliente: quando sei sul confine tra due taglie collegando più apparecchi, sali di un gradino. Il margine si paga una volta sola; un tappo di grasso solidificato lo paghi a ogni intervento dell'autospurgo, e in inverno, con la rete fredda, anche di più. Non sei sicuro? Scrivici per un preventivo con la lista dei tuoi apparecchi: dimensioniamo insieme.
Un solo separatore per più apparecchi è a norma?
Sì, servire più apparecchi con un unico separatore ben dimensionato è la prassi corretta e conforme. La norma UNI EN 1825 non chiede un pozzetto per ogni lavello: chiede che il separatore sia costruito bene (parte 1) e dimensionato sulla portata di punta reale, quella sommata di tutti gli apparecchi collegati (parte 2). Un unico apparecchio della taglia giusta rispetta entrambe le condizioni.
Il quadro attorno resta quello di sempre. Lo scarico delle acque reflue è regolato dal D.Lgs 152/2006 e l'autorizzazione la rilascia il gestore del servizio idrico o il Comune, mentre l'igiene alimentare segue le regole HACCP. Il separatore è il pretrattamento che tiene i grassi fuori dalla fognatura, ed è spesso richiesto per ottenere o mantenere l'autorizzazione allo scarico. Quello che un controllo guarda è che il pozzetto ci sia, che sia coerente con l'attività e che venga svuotato con regolarità: un separatore sottodimensionato per gli apparecchi collegati è un rilievo che salta all'occhio.
Sulla manutenzione, un solo separatore vuol dire un solo punto da tenere pulito. Il nostro kit di manutenzione a 49,90 € aiuta tra due svuotamenti completi. La regola d'oro non cambia: non aspettare che il lavello rallenti o che risalgano gli odori, perché a quel punto il grasso è già passato oltre.
Quali apparecchi non vanno collegati al separatore?
Prima di ragionare su quanti scarichi far confluire in un apparecchio, conviene chiarire quali non devono arrivarci affatto. Collegare più del necessario è un errore frequente e ha una conseguenza precisa: consuma portata utile senza alcun beneficio.
| Apparecchio o scarico | Va collegato? | Motivo |
|---|---|---|
| Lavello di lavaggio stoviglie e pentolame | Sì, è la priorità | È la sorgente principale di grasso della cucina |
| Lavastoviglie professionale | Sì | Porta grassi e rappresenta il picco di portata |
| Lavello di preparazione con cottura grassa vicina | Sì, se ci si lavano recipienti unti | Il criterio è cosa ci si lava, non dove si trova |
| Lavello per verdure | No | Porta terra e residui vegetali, non grassi |
| Lavamani | No | Nessun apporto di grasso, solo portata sottratta |
| Servizi igienici | No, mai | Scarico di natura diversa, con percorso separato |
| Pilette a pavimento di aree non di cottura | No | Raccolgono acqua di lavaggio pavimenti e solidi |
La terza riga è quella che genera più dubbi. Il criterio non è la posizione del lavello nella cucina ma cosa ci si lava dentro: se in quel punto finiscono teglie e recipienti unti, va intercettato; se ci si lavano solo verdure e insalata, no.
Cosa succede se un apparecchio scarica con la pompa?
È l'aspetto tecnico più trascurato quando si collegano più utenze allo stesso separatore, e riguarda soprattutto le lavastoviglie professionali dotate di pompa di scarico.
Un lavello scarica per gravità: l'acqua scende progressivamente, con una portata determinata dalla sezione del tubo. Una lavastoviglie con pompa scarica in modo diverso, cioè spingendo il contenuto della vasca in un tempo breve e con una certa energia.
Nella camera di separazione questo si traduce in due effetti. Il primo è un picco di portata istantaneo, molto superiore alla media del ciclo, che è il valore da confrontare con la portata trattata dall'apparecchio. Il secondo è la turbolenza: un ingresso violento agita il contenuto della camera e riduce, in quel momento, l'efficacia della separazione, perché i grassi già risaliti in superficie vengono rimescolati.
Le indicazioni pratiche che ne derivano sono due. Conviene che il collegamento della lavastoviglie non entri direttamente e in linea con l'uscita del separatore, ma rispetti il verso e il punto di ingresso previsti dal costruttore. E conviene, quando lavello e lavastoviglie condividono lo stesso tratto, salire di taglia per avere il margine di portata necessario: il 70 L tratta 140 L/h, il 100 L arriva a 200 L/h.
Come si verifica che la somma delle portate sia sostenibile?
Il calcolo formale spetta al tecnico che segue la pratica, ma esiste una verifica di buon senso che chiunque può fare in dieci minuti e che evita gli errori più grossolani.
Elenca gli apparecchi che scaricano sul tratto intercettato. Solo quelli, non tutti quelli della cucina. La tabella qui sopra serve proprio a questo.
Individua quali possono funzionare nello stesso momento. Non è un esercizio teorico: nel momento di punta della tua cucina, quali sono realmente attivi insieme? In molte cucine sono il lavello del pentolame e la lavastoviglie, contemporaneamente, per una finestra precisa della serata.
Considera il picco, non la media. Una lavastoviglie che consuma poco per ciclo può comunque scaricare tutta la vasca in pochi secondi. È quel momento a contare.
Confronta con la portata trattata dall'apparecchio. Se il valore che ottieni è vicino al limite, la scelta prudente è salire di una taglia. Un separatore che lavora costantemente al limite della portata separa peggio proprio quando serve.
Valuta l'alternativa delle due unità. Quando i punti da intercettare sono distanti tra loro, due apparecchi più piccoli vicini alle rispettive sorgenti sono spesso più semplici da installare e più comodi da pulire di un solo apparecchio grande raggiunto da tubazioni lunghe.
Per una verifica sul tuo caso scrivi a assistenza@separatorigrassi.it elencando quali apparecchi scaricano sullo stesso tratto e quali lavorano insieme nel momento di punta.
Domande frequenti
Posso collegare due lavelli e la lavastoviglie a un solo separatore di grassi?
Sì, è la soluzione corretta. Gli scarichi grassi si portano su una linea comune verso l'ingresso del separatore. Un solo pozzetto ben dimensionato tratta tutti gli apparecchi: per lavello doppio più lavastoviglie il 70 L a 499 € copre la fascia 60-90 coperti.
Perché collegando più apparecchi devo salire di taglia?
Perché il separatore si dimensiona sulla portata di punta, che è la somma degli apparecchi che scaricano insieme nel picco. Più bocche collegate significa più litri al secondo nel momento peggiore, quindi spesso serve passare dal 70 L al 100 L (639 €) per mantenere il margine.
La lavastoviglie conta molto nel dimensionamento?
Sì. Scarica tutta la vasca in pochi secondi a fine ciclo, quindi pesa parecchio nel picco, e lo fa con acqua a 60 gradi o più, che rende i grassi meno separabili. Una cucina con lavastoviglie che gira a temperatura alta tutto il servizio è un candidato tipico al 100 L.
Serve un separatore per ogni lavello?
No. Un unico separatore della taglia giusta serve più lavelli, vasche e la lavastoviglie insieme. Un pozzetto per ogni bocca sarebbe uno spreco di spazio, di denaro e di manutenzione. La norma UNI EN 1825 chiede la taglia corretta sulla portata sommata, non un apparecchio per scarico.
Che taglia scelgo per lavello doppio, vasca e lavastoviglie?
Con tre bocche importanti collegate il picco sommato sale: il 100 L a 639 € è di solito la scelta giusta, e resta sotto il lavello. Il 70 L basta quando le bocche sono due (lavello doppio più lavastoviglie normale). Nel dubbio, usa il calcolatore o mandaci la lista degli apparecchi.
Il lavello delle verdure va collegato al separatore?
No. Porta terra e residui vegetali ma non grassi, quindi consumerebbe portata utile senza alcun beneficio. Il criterio non è la posizione del lavello in cucina ma cosa ci si lava dentro: se ci finiscono teglie e recipienti unti, allora va intercettato.
La lavastoviglie con pompa di scarico crea problemi?
Genera un picco di portata istantaneo molto superiore alla media del ciclo e una turbolenza che rimescola i grassi già risaliti in superficie. Va rispettato il verso di ingresso previsto e, se condivide il tratto con il lavello, conviene salire di taglia.
Come si verifica che le portate sommate siano sostenibili?
Elencando gli apparecchi che scaricano sul tratto intercettato, individuando quali funzionano insieme nel momento di punta, considerando il picco e non la media e confrontando il risultato con il risultato con la portata trattata dal separatore che stai valutando di acquistare.
Fonti ufficiali
- Norma tecnica UNI EN 1825-1 e -2: UNI, Ente Italiano di Normazione
- Scarichi di acque reflue, D.Lgs 152/2006: Normattiva
- Igiene alimentare e HACCP, Reg. CE 852/2004: Ministero della Salute
- Tutela delle acque e ambiente: ISPRA
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L'installazione è la stessa ovunque, ma l'autorizzazione allo scarico dipende dal vostro comune e dal gestore del servizio idrico. Le nostre pagine locali riassumono le regole di ogni zona, per esempio a Torino, Palermo o Genova, e per la provincia di Torino e la provincia di Palermo.
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