A Torino, per un ristorante che serve da 60 a 90 coperti al giorno, consigliamo il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, a 499 € IVA esclusa: è il modello che vendiamo di più. L'articolo 32 del Regolamento SMAT impone di pretrattare con un separatore di grassi le acque reflue di cucine collettive e ristoranti.
Aggiornato il 6 ottobre 2026.
Quale degrassatore serve a un ristorante di Torino?
La capacità si sceglie sui coperti del giorno più carico, non sulla media della settimana. Una trattoria torinese che arriva a 80 coperti il sabato lavora nella fascia del 70 litri anche se il martedì ne serve 45, perché il grasso che entra nella vasca dipende dal volume di stoviglie e pentole lavate in quelle ore.
Il degrassatore inox da 70 litri è pensato per 60 a 90 coperti al giorno e accetta una portata massima di 140 litri all'ora. Misura 60 × 40 × 30 cm, ha l'asse dell'entrata a 244,5 mm e quello dell'uscita a 214,5 mm dal fondo, con raccordi da 50 mm di diametro. Costa 499 € IVA esclusa.
Preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026; poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi. Il degrassatore arriva pronto da collegare allo scarico del lavello: non servono scavi né opere murarie.
Se il vostro giorno di punta resta sotto i 60 coperti, il modello da 60 litri è un cubo di 39 cm di lato, tratta 120 litri all'ora e costa 459 € IVA esclusa.
Se superate i 90, il 100 litri misura 65 × 45 × 42 cm, tratta 200 litri all'ora, copre fino a 140 coperti e costa 639 € IVA esclusa. Tutta la gamma è in acciaio inox 304, con garanzia 2 anni.
| Capacità | Coperti al giorno | Posa | Portata massima | Dimensioni (L × P × H) | Prezzo |
|---|---|---|---|---|---|
| 30 litri | 15 a 25 | sottolavello | 60 L/h | 40 × 30 × 25 cm | 295 € IVA esclusa |
| 40 litri | 25 a 40 | sottolavello | 80 L/h | 45 × 30 × 30 cm | 345 € IVA esclusa |
| 60 litri | 40 a 60 | sottolavello | 120 L/h | 39 × 39 × 39 cm | 459 € IVA esclusa |
| 70 litri | 60 a 90 | sottolavello | 140 L/h | 60 × 40 × 30 cm | 499 € IVA esclusa |
| 100 litri | 90 a 140 | sottolavello | 200 L/h | 65 × 45 × 42 cm | 639 € IVA esclusa |
| 120 litri | 140 a 220 | a pavimento, da appoggio | 240 L/h | 70 × 50 × 35 cm | 799 € IVA esclusa |
| 200 litri | 250 a 400 | a pavimento, da appoggio | 400 L/h | 70 × 55 × 50 cm | 1.049 € IVA esclusa |
| Su misura | oltre 400 | secondo progetto | su preventivo | su preventivo | da 990 € IVA esclusa |
Per un conto rapido inserite i coperti nel calcolatore di capacità. Se la cucina ha più linee di scarico, una lavastoviglie a nastro o un laboratorio separato, mandateci la pianta dalla pagina richiedi un preventivo e lo verifichiamo insieme.
Il degrassatore è obbligatorio per un locale a Torino?
Sì: il Regolamento del servizio idrico integrato di SMAT lo scrive in modo esplicito. Nell'articolo 32, dedicato alle prescrizioni tecniche per gli allacciamenti in pubblica fognatura, il paragrafo «Cucine collettive e ristoranti» stabilisce che le acque reflue delle cucine collettive, cioè stabilimenti pubblici o privati, ospedali e imprese di ristorazione, devono essere pretrattate con un separatore di grassi.
SMAT, Società Metropolitana Acque Torino, gestisce il servizio idrico integrato dell'ambito ATO 3 Torinese. Il suo Regolamento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione il 13 giugno 2017 e aggiornato sette volte; l'ultimo aggiornamento è del 1° agosto 2025 ed è la versione pubblicata oggi sulla pagina dedicata del sito del gestore.
Lo stesso articolo mette il degrassatore accanto agli altri pretrattamenti imposti per categoria: impianti idonei per officine, carrozzerie e autolavaggi, separatori di idrocarburi per parcheggi sotterranei e garage. Per SMAT, quindi, il separatore di grassi fa parte dell'allaccio di una cucina come la valvola antiriflusso fa parte di un locale sotto il piano stradale.
L'obbligo di portare gli scarichi in fognatura viene prima ancora. L'articolo 30 richiama l'articolo 8 della legge regionale piemontese n. 13 del 1990: le acque usate degli edifici collegabili alla rete pubblica vanno condotte al punto di scarico fissato da SMAT. L'articolo 29 aggiunge che le acque inquinate devono finire in fognatura nera o mista allacciata a un depuratore centrale.
L'articolo 28 chiarisce di chi è l'allaccio: le condotte private di allacciamento fognario, anche quando passano sotto il suolo pubblico, sono proprietà dell'utente, che ne paga costruzione, manutenzione e funzionamento e risponde dei danni che possono causare alle infrastrutture e agli altri utenti della strada.
Un ristorante torinese scarica acque domestiche o industriali?
Per SMAT un ristorante scarica acque reflue domestiche, purché consumi sul posto ciò che produce. L'articolo 35 adotta per il settore alimentare un criterio netto: sono domestiche le acque degli insediamenti che distribuiscono i beni solo nel luogo di produzione, «quali gastronomie, macellerie, ristoranti, self-service, mense aziendali»; sono industriali quelle di chi distribuisce il prodotto finito a terzi.
La conseguenza pratica è nell'articolo 37. Gli scarichi domestici che arrivano in una rete servita da un depuratore terminale sono sempre ammessi e non richiedono un'autorizzazione esplicita allo scarico, ma serve l'autorizzazione all'allacciamento. Per le acque assimilate alle domestiche SMAT può fissare oneri aggiuntivi legati al carico inquinante, dettare prescrizioni tecniche e chiedere pozzetti di campionamento e misuratori di portata.
Chi produce per altri cambia regime. Un centro di cottura che porta pasti in altre sedi, o una gastronomia che vende all'ingrosso, scarica acque industriali: secondo l'articolo 38 SMAT esprime un parere nel procedimento di autorizzazione unica ambientale della Città Metropolitana di Torino, e lo scarico deve rispettare i limiti della tabella 3 dell'allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/2006.
In quel caso l'articolo 38 chiede anche un pozzetto per il prelievo dei campioni conforme all'Allegato 4 del Regolamento, posto alla fine della rete interna prima dell'immissione in fognatura, costruito e mantenuto a spese dell'utente. Il parere può fissare un numero di autocontrolli in base all'indice di priorità dell'insediamento, con data comunicata in anticipo a SMAT.
Le attività che rientrano nel Regolamento CE 1069/2009 sui sottoprodotti di origine animale hanno una regola in più. L'articolo 40 vieta di mandare in fognatura sottoprodotti come sangue, siero e siero di latte, anche in forma liquida, e chiede un pretrattamento che trattenga i materiali di origine animale. Una macelleria con laboratorio deve quindi leggere entrambi gli articoli.
Come si chiede l'allacciamento fognario a SMAT per una cucina?
La pratica parte dal Comune, ma a Torino l'istanza di allacciamento si presenta a SMAT. L'articolo 31 prevede una pratica edilizia comunale e, nei comuni che hanno delegato il procedimento al gestore, una domanda diretta a SMAT; nessun lavoro può iniziare senza autorizzazione. Il modulo pubblicato da SMAT per la Città di Torino porta il codice I_RFMO005/A.
Il costo d'istruttoria è fisso. Il Regolamento indica 285 euro oltre IVA e il modulo precisa l'importo da versare: 313,50 euro, cioè 285 euro più IVA al 10%, come diritto fisso non restituibile, per i nuovi allacci e per le regolarizzazioni. La domanda di sola riparazione di un allaccio esistente nella Città di Torino è invece esente dalle spese d'istruttoria.
Il modulo elenca la documentazione tecnica da allegare: estratto cartografico della rete SMAT, estratto catastale, pianta del fabbricato in scala 1:100 con le colonne di scarico, profilo longitudinale con quote e pendenze, schema di allaccio della rete privata in scala 1:20 e indicazione dei pozzetti d'ispezione fino al canale ricevente, con il confine di proprietà evidenziato.
Disegnate il degrassatore in quella pianta. Mostrare dove si trova il separatore richiesto dall'articolo 32 e come si collega alla colonna di scarico evita domande del tecnico istruttore e rende il progetto coerente con la dichiarazione, firmata nel modulo, di conoscere il Regolamento e le specifiche tecniche di allacciamento.
Se il locale ha già un allaccio ma non ne trovate l'autorizzazione, il modulo prevede la regolarizzazione. In questo caso servono anche le fotografie del pozzo di allaccio, se presente, e del sifone sull'allacciamento delle acque nere. Il proprietario dichiara da quale anno l'allaccio è in uso e che non ha mai danneggiato il collettore comunale.
Quando trasformate un negozio in cucina, ricordate la regola finale dell'articolo 31: se la trasformazione dei locali modifica il sistema di smaltimento o la natura delle acque usate, va presentata una nuova istanza. Anche il Regolamento Edilizio della Città, all'articolo 63, ricorda che gli allacciamenti alle fognature comunali si chiedono con istanze apposite.
Quali regole tecniche deve rispettare lo scarico di una cucina a Torino?
Le misure minime dell'allaccio sono scritte nell'articolo 32. Il diametro interno delle canalizzazioni per le acque reflue non scende sotto i 160 mm, la pendenza va dal 3% al 10% per le acque reflue e parte dall'1,5% per le acque chiare, e i tratti sotto il suolo pubblico sono rivestiti con 10 cm di calcestruzzo.
Le acque chiare e le acque reflue non possono condividere lo stesso pozzetto d'ispezione, nemmeno con una separazione interna. Se c'è rischio di rigurgito dalla fognatura, SMAT prescrive apparati antirigurgito a spese del proprietario, che devono restare accessibili e controllati con regolarità, come le pompe ad avviamento automatico.
Molti locali storici del centro hanno la cucina in un piano interrato. Quando gli apparecchi di scarico stanno sotto il piano stradale e l'acqua non scende per gravità, l'articolo 32 impone il sollevamento con pompe dotate di avviamento e arresto automatici e di un allarme di mancato funzionamento; l'immissione in fognatura deve comunque avvenire a gravità, con un pozzetto di rilascio in proprietà.
In un locale interrato il degrassatore va messo a monte della stazione di sollevamento. Così la pompa riceve acqua già separata dal grasso, che altrimenti si deposita sulla girante e sui galleggianti e fa scattare l'allarme proprio nelle sere di servizio pieno.
Il Regolamento Edilizio di Torino completa il quadro. L'articolo 124, comma 8, chiede pozzetti d'ispezione con chiusura idraulica nei punti in cui le condutture interrate cambiano direzione o si uniscono ad altre, e un pozzetto finale d'ispezione al limite della proprietà prima dell'allacciamento alla fognatura pubblica.
Dove si posa il degrassatore in una cucina torinese?
Sotto il lavello di lavaggio, nella maggior parte dei casi. Dal 30 al 100 litri i nostri degrassatori entrano nel vano del mobile sotto la vasca e ricevono direttamente lo scarico, così il grasso viene trattenuto prima che l'acqua si raffreddi lungo le tubazioni dell'edificio e si attacchi alle pareti dei tubi.
Prima di ordinare misurate due quote. La prima è l'altezza utile sotto il lavello, che per il 70 litri deve superare i 30 cm del corpo; la seconda è la quota della colonna di scarico a muro, che deve trovarsi sotto l'asse dell'uscita, a 214,5 mm dal fondo, perché l'acqua possa defluire per gravità.
La lavastoviglie merita attenzione a parte. Il suo scarico porta acqua calda e detergente con grasso sciolto: se la macchina scarica in un punto diverso dal lavello, collegatela a un degrassatore sulla stessa linea oppure valutate due apparecchi più piccoli, uno per linea, invece di un solo modello grande lontano da entrambe.
Il 120 litri e il 200 litri si appoggiano a pavimento, in cucina o in un vano tecnico dove confluiscono più scarichi, come in una mensa. Vanno sempre a monte del pozzetto d'ispezione e dell'eventuale dispositivo antirigurgito. Le istruzioni di montaggio sono nella pagina installazione e manutenzione.
Lasciate spazio sopra il coperchio. Lo svuotamento settimanale richiede di aprire la vasca, togliere il cestello e aspirare il contenuto: se il mobile è troppo basso o chiuso da un ripiano fisso, l'operatore perde tempo e la tentazione di rimandare cresce. Un vano con anta apribile per tutta la larghezza risolve il problema.
Cosa controlla SMAT durante un sopralluogo in un ristorante?
SMAT controlla l'allaccio prima e dopo l'apertura. Secondo l'articolo 33 può verificare le installazioni prima del rinterro, chiedere prove di tenuta a carico del proprietario e deve poter accedere in ogni condizione agli impianti privati; se trova difetti ne ordina la riparazione entro un termine e, in caso di inerzia, fa eseguire i lavori a spese del proprietario.
L'articolo 43 definisce SMAT autorità di controllo per tutti gli scarichi che arrivano in rete fognaria. L'articolo 44 consente al personale incaricato sopralluoghi e campionamenti anche senza preavviso, a campione, in base all'indice di priorità dello scarico o dopo anomalie rilevate nella rete e all'ingresso dei depuratori.
L'ispezione segue una procedura scritta. Il tecnico mostra la tessera, chiede l'assistenza del responsabile degli scarichi e accede all'ultimo punto accessibile prima della fognatura; nei controlli senza preavviso vi diffida dal cambiare le condizioni operative durante la verifica. Alla fine redige un verbale, lo legge e ve ne consegna una copia dopo la firma (articolo 45).
Quando si preleva, ogni campione elementare supera i 6 litri e per gli scarichi soggetti a limiti si forma di norma un campione medio composito nell'arco di tre o più ore (articolo 46). Un degrassatore pieno fino all'orlo, in quelle ore, lascia passare grasso nel campione: per questo conviene arrivare al sopralluogo con la vasca svuotata secondo calendario.
Tenete libero il passaggio verso il pozzetto finale e verso il degrassatore. Un vano sotto lavello pieno di detersivi o un pozzetto coperto da scaffalature allunga la verifica e finisce nel verbale come ritardo nell'assistenza, che l'articolo 45 prevede di annotare.
Conservate nello stesso punto la copia dell'autorizzazione all'allacciamento, lo schema della rete interna e i giustificativi degli svuotamenti. Sono i documenti che il personale incaricato può chiedere durante la verifica, e averli in cucina evita di dover recuperare tutto dal commercialista o dal proprietario dei muri.
Ogni quanto va svuotato il degrassatore a Torino e chi paga se si intasa?
Lo svuotamento completo va fatto almeno una volta a settimana, più spesso se friggete molto. Il Regolamento SMAT non fissa un intervallo, ma all'articolo 34 mette a carico degli utenti manutenzione, pulizia e riparazione delle opere di allacciamento, anche quando si trovano su suolo pubblico, e li rende responsabili del regolare deflusso delle acque.
Lo stesso articolo addebita all'utente ogni danno a terzi o alle infrastrutture pubbliche causato da carente manutenzione e pulizia. Il Comune può emettere un'ordinanza con un termine per i lavori; scaduto il termine interviene d'ufficio, mette i costi a carico dell'utente inadempiente o applica le sanzioni previste.
Affidate lo svuotamento a un operatore autorizzato e conservate ogni giustificativo. Un registro semplice, con data, nome dell'operatore, quantità ritirata e numero del documento di trasporto, vi permette di dimostrare in pochi minuti, durante un controllo, che il pretrattamento richiesto dall'articolo 32 funziona davvero.
Fra uno svuotamento e l'altro bastano gesti quotidiani: raschiare i piatti nei rifiuti prima del lavaggio, svuotare il cestello dei solidi, non versare mai olio di frittura nel lavello. Il kit di manutenzione per la pulizia ordinaria costa 49,90 € IVA esclusa.
Dove va l'olio di frittura di un ristorante torinese?
L'olio esausto di un ristorante non va né nel lavello né nel degrassatore: va consegnato al sistema dei consorzi. L'articolo 233 del D.Lgs. 152/2006 obbliga chiunque detenga oli e grassi vegetali e animali esausti per la propria attività professionale a conferirli al Consorzio e, in attesa del ritiro, a stoccarli in un apposito contenitore.
Il Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani, n. 280, modificato con la deliberazione 85/2025 esecutiva dall'11 marzo 2025, elenca gli oli e grassi commestibili esausti fra i rifiuti che si possono portare nei centri di raccolta (articolo 13 bis). Le utenze non domestiche vi accedono solo con sede operativa a Torino, iscrizione TARI e per i rifiuti urbani ammessi dal Codice dell'ambiente.
Per le quantità di una cucina professionale il canale ordinario resta il ritiro da parte di un operatore incaricato, perché l'articolo 13 bis chiede a chi conferisce quantitativi rilevanti di contattare prima il gestore. L'articolo 23 bis, dedicato agli oli domestici, ribadisce il divieto di sversarli negli scarichi idrici.
Il conferimento sbagliato ha una sanzione propria. L'allegato A del Regolamento rifiuti punisce il conferimento scorretto delle frazioni soggette a raccolta differenziata e l'uso improprio dei contenitori, previsto dall'articolo 9, comma 4, con una sanzione da 100 a 500 euro.
Quali sanzioni rischia a Torino chi scarica grasso in fognatura?
Le sanzioni sono quelle nazionali, applicate da SMAT. L'articolo 59 del Regolamento rinvia all'articolo 133 del D.Lgs. 152/2006 e affida a SMAT la determinazione dell'importo con i criteri dell'Allegato 7; i casi penali dell'articolo 137 vengono comunicati all'autorità giudiziaria.
L'articolo 133 prevede da 3.000 a 30.000 euro per il superamento dei valori limite di emissione, da 6.000 a 60.000 euro per chi apre o effettua scarichi senza l'autorizzazione dell'articolo 124 dove è richiesta, e da 1.500 a 15.000 euro per chi scarica senza osservare le prescrizioni dell'autorizzazione.
A questo si aggiungono i provvedimenti amministrativi dell'articolo 60 e i costi dell'articolo 34. Per un ristorante il conto più pesante, di solito, non è la sanzione ma lo spurgo d'urgenza di un allaccio ostruito, i lavori d'ufficio addebitati e le serate di cucina chiusa.
Quanti coperti contare a Torino nei giorni di punta?
Contate i coperti del giorno di massimo lavoro, perché a Torino i picchi sono reali e in crescita. La città aveva 853.196 residenti al 1° gennaio 2025 secondo l'ISTAT, ma il flusso dei visitatori pesa sulle sale quanto quello dei residenti.
Secondo la Regione Piemonte, nel 2024 l'area Turismo Torino e Provincia ha registrato quasi 2,89 milioni di arrivi e oltre 7,58 milioni di presenze, con aumenti del 5,7% e del 6,9% sul 2023.
La stessa nota regionale indica Torino come destinazione principale per eventi nazionali e internazionali. Nei giorni di grandi eventi la sala può riempirsi anche a pranzo: un degrassatore scelto sulla media lavorerebbe saturo proprio in quei giorni, e il grasso in eccesso passerebbe nell'allaccio di cui l'articolo 34 vi rende responsabili.
Per una gastronomia che serve da 15 a 25 coperti basta il 30 litri, a 295 € IVA esclusa; tra 25 e 40 coperti il 40 litri, a 345 € IVA esclusa. Una piola o una trattoria da 50 coperti nel giorno di punta usa il 60 litri; se il sabato arriva a 85, il 70 litri.
Una mensa aziendale, che l'articolo 32 nomina espressamente fra le cucine collettive, ragiona in pasti. Con 300 pasti al giorno su due turni il 200 litri, per 250 a 400 coperti, a 1.049 € IVA esclusa, lavora al centro della sua fascia; se la cucina scarica da due zone lontane, due apparecchi sulle due linee possono essere più efficaci.
Fra 140 e 220 coperti, come in una pizzeria grande o in un locale con due sale, si passa al 120 litri da appoggio, a 799 € IVA esclusa. Oltre i 400 coperti al giorno serve un degrassatore su misura, su preventivo, da 990 € IVA esclusa.
Per una mensa o un centro di cottura il progettista può verificare la scelta anche con il metodo di dimensionamento della UNI EN 1825-2: stima la portata massima dei lavaggi, la corregge con i fattori della norma per temperatura dell'acqua, densità del grasso e detergenti, poi confronta il risultato con la portata ammessa dall'apparecchio.
Cosa cambia per un laboratorio o un centro di cottura a Torino?
Cambiano gli obblighi annuali e i limiti, perché lo scarico diventa industriale. L'articolo 49 del Regolamento SMAT chiede a tutti gli utenti produttivi con scarico in fognatura di presentare entro il 31 marzo una denuncia delle acque prelevate e della quantità e qualità delle acque scaricate nell'anno precedente, sui modelli forniti da SMAT.
La denuncia serve a calcolare la tariffa. Il volume scaricato si considera di norma pari all'acqua prelevata dall'acquedotto; se manca un dato attendibile, SMAT prende il valore più alto fra il volume autorizzato e quello dell'ultima fattura. Le modifiche di processo che cambiano la qualità dello scarico vanno segnalate prima, e la nuova tariffa decorre dal mese successivo.
Per le produzioni alimentari industriali l'articolo 41 rinvia ai limiti di concentrazione della tabella 2 dell'allegato 6 del Regolamento, fermi restando quelli della tabella 3 nazionale per gli altri parametri. Gli scarichi verso i depuratori principali, cioè quelli da almeno duemila abitanti equivalenti, possono chiedere limiti in deroga con un'istanza motivata.
La deroga, quando concessa, ha un prezzo e una condizione. L'articolo 41 la subordina all'accettazione di nuove condizioni economiche per la depurazione e consente di revocarla se viene meno il buon funzionamento del depuratore. Un degrassatore ben dimensionato a monte riduce il carico di grasso e rende più semplice restare nei limiti ordinari.
Le tariffe di fognatura e depurazione per le utenze civili e produttive sono approvate dall'Autorità d'Ambito e fatturate da SMAT sui volumi calcolati come sopra (articolo 51). Per le acque assimilate alle domestiche, ricordate che l'articolo 37 permette a SMAT oneri aggiuntivi commisurati al carico inquinante dei reflui.
Lavorate nei comuni vicini a Torino?
Se il vostro locale è nella prima cintura, abbiamo pagine dedicate ai comuni vicini: degrassatore a Venaria Reale, degrassatore a Collegno e degrassatore a Grugliasco. Il quadro nazionale e le norme di riferimento sono riassunti nella pagina normativa in vigore.
Domande frequenti sul degrassatore a Torino
Il degrassatore è obbligatorio per un ristorante a Torino?
Sì. L'articolo 32 del Regolamento del servizio idrico integrato di SMAT stabilisce che le acque reflue delle cucine collettive e dei ristoranti devono essere pretrattate con un separatore di grassi prima dell'immissione in fognatura.
Quale degrassatore serve a un ristorante torinese da 80 coperti?
Il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, pensato per 60 a 90 coperti al giorno e 140 litri all'ora, a 499 € IVA esclusa, con svuotamento completo almeno una volta a settimana.
Quanto costa l'istruttoria SMAT per l'allacciamento in fognatura?
Il diritto fisso è di 285 euro oltre IVA al 10%, cioè 313,50 euro, per nuovi allacci e regolarizzazioni; la sola riparazione di un allaccio esistente nella Città di Torino è esente dalle spese d'istruttoria.
Serve un'autorizzazione allo scarico per un ristorante a Torino?
Per SMAT un ristorante scarica acque domestiche (articolo 35): in una rete servita da depuratore lo scarico è ammesso senza autorizzazione esplicita, ma serve l'autorizzazione all'allacciamento (articolo 37).
SMAT può controllare il mio locale senza preavviso?
Sì. L'articolo 33 le garantisce l'accesso agli impianti privati e l'articolo 44 consente sopralluoghi e campionamenti senza preavviso, con verbale firmato e copia consegnata al titolare.
Chi paga se il grasso intasa l'allaccio fognario?
L'utente. L'articolo 34 del Regolamento SMAT mette a suo carico manutenzione e pulizia delle opere di allacciamento e i danni dovuti a carente manutenzione; il Comune può intervenire d'ufficio addebitando i costi.
Posso buttare l'olio di frittura nel degrassatore?
No. L'olio esausto di un'attività professionale va stoccato in un contenitore apposito e conferito al Consorzio, come prevede l'articolo 233 del D.Lgs. 152/2006; il degrassatore tratta solo il grasso che resta nelle acque di lavaggio.
Fonti ufficiali consultate
- SMAT, Regolamento del servizio idrico integrato, aggiornamento del 1° agosto 2025, consultato il 6 ottobre 2026
- SMAT, pagina Regolamento del servizio idrico integrato, consultato il 6 ottobre 2026
- SMAT, Domanda di autorizzazione per nuovo allacciamento fognario, regolarizzazione, riparazione (modulo I_RFMO005/A), consultato il 6 ottobre 2026
- Città di Torino, Regolamento Edilizio n. 381, consultato il 6 ottobre 2026
- Città di Torino, Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani n. 280, consultato il 6 ottobre 2026
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, articolo 133, Sanzioni amministrative, consultato il 6 ottobre 2026
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, articolo 233, Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, consultato il 6 ottobre 2026
- ISTAT, Popolazione residente per età, sesso e stato civile al 1° gennaio 2025, comuni, consultato il 6 ottobre 2026
- Regione Piemonte, Nel 2024 un turismo da record, consultato il 6 ottobre 2026