Degrassatore a Palermo: allaccio AMAP, autorizzazione e modelli inox

A Palermo, per una trattoria o una pizzeria che serve da 60 a 90 coperti al giorno, consigliamo il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, a 499 € IVA esclusa: è il modello che vendiamo di più. Va descritto nel progetto di scarico che il Comune autorizza dopo il parere tecnico di AMAP.

Aggiornato il 6 ottobre 2026.

Quale degrassatore serve a un ristorante di Palermo?

Per la maggior parte delle cucine palermitane la scelta si gioca tra tre taglie sottolavello: 60, 70 e 100 litri. Il criterio è uno solo, il numero di coperti serviti nel giorno più pieno della settimana, e non la media. Una pizzeria che il sabato sera arriva a 85 coperti ha bisogno del 70 litri anche se il martedì ne fa 40.

Il degrassatore inox da 70 litri tratta da 60 a 90 coperti al giorno, con una portata massima di 140 litri all'ora. Misura 60 × 40 × 30 cm (lunghezza, larghezza, altezza), ha l'ingresso a 244,5 mm e l'uscita a 214,5 mm misurati in asse, raccordi da 50 mm ed è in acciaio inox 304. Costa 499 € IVA esclusa.

Preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026; poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi. Garanzia 2 anni.

Le due taglie vicine coprono i casi di confine. Sotto i 60 coperti basta il 60 litri, un cubo di 39 cm di lato da 120 litri all'ora, a 459 € IVA esclusa. Sopra i 90 coperti serve il 100 litri, 65 × 45 × 42 cm e 200 litri all'ora, a 639 € IVA esclusa.

Il 70 litri ha un vantaggio pratico nei locali con poco spazio: è basso, solo 30 cm, e si infila sotto un lavello a due vasche dove il 60 litri, più alto, non entrerebbe. Il prezzo della differenza di taglia conta poco rispetto a un mobile da rifare.

Modello Coperti al giorno Posa Portata massima Dimensioni L × l × H Prezzo
Inox 30 L 15 a 25 sottolavello 60 L/h 40 × 30 × 25 cm 295 € IVA esclusa
Inox 40 L 25 a 40 sottolavello 80 L/h 45 × 30 × 30 cm 345 € IVA esclusa
Inox 60 L 40 a 60 sottolavello 120 L/h 39 × 39 × 39 cm 459 € IVA esclusa
Inox 70 L 60 a 90 sottolavello 140 L/h 60 × 40 × 30 cm 499 € IVA esclusa
Inox 100 L 90 a 140 sottolavello 200 L/h 65 × 45 × 42 cm 639 € IVA esclusa
Inox 120 L 140 a 220 a pavimento 240 L/h 70 × 50 × 35 cm 799 € IVA esclusa
Inox 200 L 250 a 400 a pavimento 400 L/h 70 × 55 × 50 cm 1.049 € IVA esclusa
Su misura oltre 400 su preventivo su progetto su progetto da 990 € IVA esclusa

Tutti i modelli sono in acciaio inox 304 e si appoggiano, senza scavi né opere murarie. Se non siete sicuri della fascia, il calcolatore di capacità vi restituisce la taglia partendo dai coperti; per più cucine o un laboratorio separato, richiedete un preventivo.

Chi decide sugli scarichi di un locale a Palermo?

A Palermo decidono in tre: AMAP gestisce la rete e dà il parere tecnico, il Comune rilascia l'autorizzazione allo scarico, l'Assemblea Territoriale Idrica (ATI) di Palermo governa l'ambito e fissa le tariffe. Per un ristoratore l'interlocutore quotidiano resta AMAP, con sede in via Volturno 2.

Secondo la sua carta del servizio, approvata nel maggio 2023, AMAP gestisce captazione, potabilizzazione, distribuzione, fognatura e depurazione per la città e per altri comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale 1 Palermo, con un bacino di oltre un milione di abitanti.

L'affidamento è stato deciso dall'ATI Palermo con la delibera n. 5 del 14 luglio 2021, che individua AMAP come gestore unico del servizio idrico integrato; la convenzione di gestione è stata firmata il 22 dicembre 2021. Lo ricorda la deliberazione n. 151 del 24 ottobre 2023 dell'Amministratore Unico di AMAP.

La carta del servizio aggiunge un dettaglio che interessa chi apre un locale: l'attivazione del servizio di fognatura è subordinata alla realizzazione delle opere di allacciamento, a carico dell'utente, secondo il Regolamento del servizio idrico integrato e il Regolamento fognario tipo allegato alla circolare del 17 novembre 1997 dell'Assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente.

La stessa carta stabilisce che AMAP effettua, sulla base di specifici programmi, controlli periodici sugli scarichi degli insediamenti allacciati alla pubblica fognatura. In altre parole, il vostro scarico può essere verificato anche dopo l'autorizzazione, e il degrassatore è ciò che tiene il grasso fuori dal campione.

Come si chiede un nuovo allaccio fognario per un locale a Palermo?

Per un allaccio nuovo sul territorio della città si parte dal Comune, non da AMAP. La pagina di AMAP sul nuovo allaccio fognario precisa che la domanda va presentata all'azienda soltanto dopo il rilascio del nulla osta da parte dell'Ufficio Edilizia Privata del Comune di Palermo, condizione indispensabile per avviare la pratica.

L'istanza all'Edilizia Privata è in bollo e va accompagnata da un progetto firmato da un professionista abilitato, con lo schema della rete fognaria dell'immobile e il punto di scarico. È il disegno in cui il vostro tecnico deve far comparire il degrassatore, con la sua posizione sotto il lavello o a pavimento.

Ottenuto il nulla osta, si stipula presso AMAP la convenzione per il nuovo allaccio fognario con il modulo aziendale, allegando il nulla osta, la ricevuta di un bonifico di 34,99 euro come diritti di sopralluogo, un documento di identità e il codice fiscale.

AMAP comunica poi l'importo dell'anticipo lavori. Pagato l'anticipo, l'azienda esegue l'allaccio, contabilizza i costi effettivi ed emette un'eventuale fattura di saldo, a debito o a credito. A lavori pagati, AMAP comunica l'avvenuto allaccio all'Edilizia Privata, che conclude l'iter con il rilascio dell'autorizzazione allo scarico del refluo.

Le comunicazioni con AMAP passano dagli sportelli sul territorio, dall'indirizzo assistenza.web@amapspa.it, dalla PEC clienti.amapspa@pec.it, dal fax 091.279228 o per posta a via Volturno 2, 90138 Palermo. Conservate le ricevute: servono anche in caso di subentro.

Chi rileva un locale con un allaccio non in regola può chiedere ad AMAP la regolarizzazione dell'allaccio idrico e fognario con un modulo apposito, indicando nell'oggetto della mail o della PEC la dicitura richiesta dall'azienda. È il momento giusto per verificare anche il trattamento dei reflui della cucina.

Che cosa chiede AMAP nel progetto di scarico?

AMAP chiede di descrivere l'eventuale impianto di depurazione interno, con la sua scheda tecnica. Lo prevede il riepilogo delle modalità di richiesta del parere tecnico preventivo all'autorizzazione allo scarico nella fognatura comunale, redatto ai sensi dell'articolo 124 del D.Lgs. 152/2006 e degli articoli 38, 39 e 40 della legge regionale siciliana 27/1986.

Il documento precisa che queste modalità valgono nelle more dell'approvazione del Regolamento del sistema idrico integrato da parte dell'ATI Palermo. Fino ad allora, le regole pratiche dello scarico di una cucina sono quelle del riepilogo e le prescrizioni scritte nella vostra autorizzazione comunale.

Prima fase: il nulla osta di fattibilità

Il progetto è firmato dal tecnico abilitato e dal richiedente e si consegna in formato digitale. La relazione descrive l'immobile e la sua regolarità urbanistica, le lavorazioni, le opere di smaltimento dei reflui, il tipo e la quantità di refluo in metri cubi al giorno, il dimensionamento dell'allaccio, condotte e pozzetti, e l'approvvigionamento idrico.

Per una cucina professionale la voce sull'impianto interno è quella del degrassatore: modello, capacità, portata, posizione in pianta e scheda tecnica. Per le attività produttive vanno allegate anche le convenzioni per lo smaltimento dei rifiuti speciali, quindi il contratto con l'operatore che svuota il separatore.

Gli elaborati grafici richiesti sono l'estratto di mappa catastale in scala 1:2.000, la corografia in scala 1:10.000, lo stralcio planimetrico in scala 1:500 con collettore comunale, tracciato dell'allaccio e pozzetto di ispezione, e i particolari dell'allaccio in scala 1:20, in formato A4 o A3.

AMAP esamina la documentazione, può effettuare sopralluoghi con il proprio personale e rilascia o rigetta il nulla osta. Prima di aprire il cantiere va comunicata la data di inizio lavori con i dati della ditta esecutrice; le autorizzazioni degli enti proprietari delle aree interessate restano a carico del richiedente.

Seconda fase: il parere tecnico a lavori finiti

A lavori ultimati si invia, tramite gli uffici comunali, la comunicazione di fine lavori con la dichiarazione di regolare esecuzione della ditta (modello SCF 02) e l'asseverazione di un professionista sulla regolarità tecnico funzionale dell'allaccio (modello SCF 03). AMAP trasmette poi al Comune il parere tecnico, riservandosi verifiche sul posto.

Come deve essere fatto l'allaccio e dove va il pozzetto di ispezione?

Il riepilogo AMAP fissa le caratteristiche dell'allaccio che il vostro idraulico deve rispettare. Il degrassatore sta a monte di tutto questo, dentro il locale, ma conoscere il tratto esterno aiuta a capire perché il grasso trattenuto in cucina fa risparmiare interventi sulla strada.

  • condotta in PVC serie pesante, diametro esterno minimo 160 mm, classe SN 4 kN/m²;
  • almeno 1 metro tra piano stradale e generatrice superiore del tubo, compatibilmente con la quota del canale;
  • pendenza sufficiente e, preferibilmente, angolo inferiore a 45° rispetto all'asse della fognatura comunale, nel verso della corrente;
  • immissione nella fognatura comunale tramite pozzetto cieco;
  • pozzetto di ispezione dell'utente su suolo pubblico, al confine della proprietà, accessibile per il prelievo dei campioni;
  • chiusino carrabile in ghisa classe D400.

Il pozzetto di ispezione su suolo pubblico è il punto in cui chi controlla può prelevare un campione senza entrare nel locale. Quello che si trova lì dentro è il risultato della vostra gestione in cucina: un separatore della taglia giusta, svuotato con regolarità, è la differenza tra un campione pulito e una contestazione.

Per riparare il tratto privato di un allaccio esistente, AMAP ha una seconda procedura, la razionalizzazione del ramo fognario privato. Anche qui la relazione descrive opere di smaltimento, quantità e l'eventuale impianto di depurazione interno con scheda tecnica, e a fine lavori servono dichiarazione della ditta e asseverazione del tecnico.

Quali locali palermitani rientrano nella ristorazione secondo il regolamento edilizio?

Il Regolamento Unico Edilizio del Comune di Palermo, nella versione 2022 emendata, dedica l'articolo 43 alle strutture per la ristorazione e la somministrazione. L'elenco, non esaustivo, comprende bar, ristoranti, trattorie e osterie, pizzerie e sushi bar, self service e take away, sale per trattenimenti, mense aziendali e sociali, chioschi di bar, frutta, gelati e rosticceria.

Lo stesso articolo stabilisce che, di norma, l'apertura di questi pubblici esercizi è compatibile con tutte le destinazioni residenziali e produttive dello strumento urbanistico. Per il ristoratore significa che un locale può nascere al piano terra di un palazzo abitato, dove lo scarico della cucina spesso confluisce in una colonna comune.

Il regolamento richiama tra le norme di settore l'allaccio degli scarichi in pubblica fognatura secondo il D.Lgs. 152/2006. Non fissa una capacità per il degrassatore: la taglia resta una scelta tecnica, da motivare nel progetto, ed è qui che il calcolo sui coperti diventa utile anche per il vostro tecnico.

I chioschi su suolo pubblico, secondo il comma 4 dell'articolo 43, sono soggetti a concessione temporanea e non a permesso di costruire. Un chiosco di rosticceria con friggitrice e lavello ha comunque uno scarico da gestire: per volumi piccoli, da 15 a 25 coperti, il 30 litri misura solo 40 × 30 × 25 cm.

Quanto lavorano le cucine di Palermo nei periodi di punta?

Il carico delle cucine segue anche i flussi turistici, e a Palermo sono in crescita. Il Repertorio statistico 2023 del Comune, capitolo Turismo, registra 836.292 arrivi e 1.885.278 presenze nel 2023, con un aumento del 15,8% degli arrivi e del 14,3% delle presenze rispetto al 2022.

Lo stesso capitolo conta 85 esercizi alberghieri e 692 extra alberghieri nel 2023, con 8.286 posti letto negli alberghi e 5.764 nelle altre strutture. I turisti stranieri sono il 53,4% degli arrivi, e rispetto al 2019 le presenze sono cresciute del 18,3%. La permanenza media è di 2,3 giorni.

Per il dimensionamento la conseguenza è concreta: un locale in una zona frequentata dai visitatori può avere giornate estive molto più piene della media annuale. Contate i coperti in quei giorni, non in un martedì di febbraio. Se il conteggio cade a cavallo di due fasce, scegliete quella superiore.

Le cucine degli alberghi con ristorante hanno un profilo diverso: colazioni, pranzi e cene sullo stesso lavaggio. Sopra i 140 coperti al giorno si passa al 120 litri da appoggio a pavimento, 70 × 50 × 35 cm, a 799 € IVA esclusa; da 250 a 400 coperti al 200 litri, a 1.049 € IVA esclusa.

Come si sceglie la taglia per pizzerie, rosticcerie e bar di Palermo?

Quattro esempi, costruiti sulle tipologie dell'articolo 43 del regolamento edilizio, mostrano come si applica la regola del giorno più carico. I numeri di coperti sono ipotesi di lavoro: sostituiteli con i vostri dati di cassa.

Una pizzeria con forno a legna, 50 posti a sedere e asporto serale che il sabato arriva a 80 coperti sta nella fascia da 60 a 90: il modello è il 70 litri, a 499 € IVA esclusa. Il lavaggio di teglie e taglieri porta poco grasso, ma la friggitrice dei fritti di accompagnamento ne porta molto.

Una rosticceria con banco caldo e friggitoria che serve 110 coperti nei giorni di punta, tra sala e asporto, supera i 90 coperti: serve il 100 litri, a 639 € IVA esclusa. Qui la frittura intensa non cambia la taglia ma la frequenza di svuotamento, che va portata oltre il minimo settimanale.

Un bar con tavola calda a pranzo che non supera i 35 coperti sceglie il 40 litri, a 345 € IVA esclusa, largo 45 cm e alto 30. Una trattoria da 55 coperti nel giorno pieno resta sul 60 litri, a 459 € IVA esclusa.

Un ristorante con sala per ricevimenti, che in un sabato di matrimoni serve 300 coperti, entra nella fascia del 200 litri. Oltre i 400 coperti, o con più cucine su piani diversi, si progetta un modello su misura, su preventivo, da 990 € IVA esclusa.

Dove si installa il degrassatore in una cucina palermitana?

I modelli da 30 a 100 litri si installano sotto il lavello e ricevono direttamente lo scarico della vasca. Il 120 e il 200 litri si appoggiano a pavimento nel punto in cui convergono più scarichi. In ogni caso il separatore sta dentro il locale, a monte del pozzetto di ispezione richiesto da AMAP.

Prima dell'ordine misurate l'altezza utile sotto il lavello e confrontatela con le quote di ingresso. Nel 70 litri l'ingresso è a 244,5 mm dal fondo, misurato in asse: il tubo di scarico del lavello deve arrivare almeno a quella quota, con la pendenza necessaria, altrimenti conviene alzare il lavello o passare a un modello a pavimento.

Lasciate spazio sopra il coperchio per aprirlo e togliere il cestello: lo svuotamento settimanale si fa lì, e un mobile che obbliga a smontare il separatore ogni volta porta a saltare gli interventi. Nei locali al piano terra di edifici storici lo spazio sotto i lavelli è spesso ridotto: il 70 litri, alto 30 cm, è nato per questi casi.

La lavastoviglie scarica acqua calda con grasso disciolto e detergenti. Se ha uno scarico proprio, fatela passare dal separatore; se l'acqua esce molto calda, il grasso resta in sospensione più a lungo, quindi una taglia in più dà margine. Bagni e acque piovane restano su un'altra linea. Le indicazioni operative sono nella pagina installazione e manutenzione.

Come si paga lo scarico di un ristorante nella bolletta AMAP?

La fognatura e la depurazione si pagano in bolletta in proporzione all'acqua consumata. La carta del servizio AMAP spiega che la tariffa di fognatura ha una quota fissa e una quota variabile commisurata al 100% dei volumi prelevati dall'acquedotto o da altra fonte, e che la tariffa di depurazione segue i volumi registrati per la fognatura.

Le tariffe sono determinate dall'ATI di Palermo e approvate in via definitiva dall'ARERA, e AMAP le pubblica sul proprio sito. Per un locale questo significa che ogni litro di acqua di lavaggio ha un costo di scarico: ridurre gli sprechi al lavello riduce anche la bolletta di fognatura.

Cosa succede se la fognatura si intasa davanti al locale?

Un'occlusione della condotta fognaria è una situazione di pericolo per la carta del servizio AMAP. Per le segnalazioni di guasto o occlusione di condotta o canalizzazione fognaria, e per gli interventi di pulizia e spurgo dopo esondazioni e rigurgiti, lo standard di pronto intervento è di 180 minuti al massimo.

Il pronto intervento risolve l'emergenza sulla rete pubblica, ma non il tratto dentro la proprietà, che è a carico vostro. Un tubo interno incrostato di grasso blocca il servizio in cucina nelle ore di lavoro: è il costo che un separatore svuotato ogni settimana evita.

I reclami si presentano agli sportelli, via mail o PEC, via fax o al numero verde 800.915.333, come indica la stessa carta. Conservate data e numero di ogni segnalazione insieme ai documenti del locale.

L'acqua che lascia il vostro locale arriva ai depuratori della città. Nell'aprile 2025 il Comune ha comunicato due interventi di AMAP in via Messina Marine per eliminare scarichi a mare di reflui non trattati e convogliarli in fognatura verso il depuratore di Acqua dei Corsari, nel piano di riqualificazione della Costa Sud.

Ogni quanto va svuotato il degrassatore e quali documenti tenere?

Lo svuotamento completo almeno una volta a settimana è il minimo, più spesso se la cucina frigge molto. Va affidato a un operatore autorizzato, che ritira il contenuto come rifiuto e vi lascia il formulario di identificazione da conservare per tre anni, come prevede l'articolo 193 del D.Lgs. 152/2006.

Tenete un registro interno semplice: data dello svuotamento, nome dell'operatore, numero del formulario, eventuali anomalie come odori o rallentamenti dello scarico. In caso di controllo sugli scarichi è la prova più rapida che il trattamento interno descritto nel progetto funziona davvero.

Archiviate nello stesso fascicolo l'autorizzazione allo scarico, la scheda tecnica del degrassatore presentata con il progetto e il contratto con l'operatore. Tra un ritiro e l'altro, cestello e pareti si puliscono con il kit di manutenzione, a 49,90 € IVA esclusa.

Che cosa si fa dell'olio di frittura a Palermo?

L'olio esausto della friggitrice non va mai nel lavello: va consegnato a parte. L'articolo 233, comma 12, del D.Lgs. 152/2006 obbliga chiunque detenga oli e grassi vegetali e animali esausti per la propria attività professionale a conferirli al consorzio nazionale direttamente o tramite soggetti incaricati dal consorzio.

Per le famiglie, RAP, l'azienda dei rifiuti di Palermo, elenca tra le raccolte differenziate quella degli oli vegetali esausti, il residuo di frittura, presso i Centri Comunali di Raccolta. Per un ristorante la strada è il ritiro professionale, con il documento che lo attesta.

Versare olio nel lavandino satura il degrassatore in poche ore e lo trasforma in un serbatoio di olio, che poi richiede uno svuotamento straordinario. Separare bene i due flussi è la prima regola per far durare la frequenza settimanale.

Quali sanzioni rischia uno scarico irregolare a Palermo?

AMAP non pubblica un elenco proprio di sanzioni: si applica l'articolo 133 del D.Lgs. 152/2006. Il comma 1 punisce il superamento dei valori limite di emissione con una sanzione amministrativa da 3.000 a 30.000 euro.

Il comma 2 prevede da 6.000 a 60.000 euro per chi apre o mantiene scarichi senza l'autorizzazione dell'articolo 124, o dopo che l'autorizzazione è stata sospesa o revocata. Il comma 3 prevede da 1.500 a 15.000 euro per chi non osserva le prescrizioni dell'autorizzazione.

A Palermo le prescrizioni del comma 3 sono quelle del vostro provvedimento comunale. Leggetelo riga per riga, soprattutto le parti sul trattamento interno e sul pozzetto di campionamento, e tenetene una copia in cucina.

Quali norme nazionali e regionali valgono a Palermo?

L'articolo 124 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce al comma 1 che tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati, e al comma 4 che le acque reflue domestiche in rete fognaria sono sempre ammesse nell'osservanza dei regolamenti del gestore. L'articolo 107 sottopone gli scarichi industriali in fognatura alle prescrizioni dell'ente d'ambito e vieta di smaltire rifiuti in fognatura.

L'articolo 101, comma 7, lettera e), affida alla normativa regionale l'individuazione delle acque assimilate alle domestiche. In Sicilia il documento AMAP richiama la legge regionale 27/1986, che disciplina gli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili. Il nostro riepilogo nazionale è nella pagina normativa in vigore.

Nessuno di questi testi indica la capacità del degrassatore. Per motivare la taglia nel progetto, il vostro tecnico può usare la UNI EN 1825-2, che ricava la dimensione nominale del separatore dalla portata di punta dei lavaggi, considerando temperatura, densità del grasso e presenza di detergenti.

Rilevate un locale già avviato a Palermo: che cosa controllare?

Chi subentra in un ristorante esistente eredita anche il suo scarico. Prima di firmare chiedete al cedente l'autorizzazione allo scarico, la convenzione di allaccio con AMAP, la scheda tecnica del degrassatore installato e gli ultimi formulari di svuotamento. Se manca uno di questi documenti, il problema diventa vostro dal primo giorno di apertura.

Verificate poi che la taglia del separatore sia coerente con il vostro progetto di locale, non con quello del gestore precedente. Un bar che diventa trattoria passa facilmente da 35 a 70 coperti nel giorno pieno, e il 40 litri lasciato sotto il lavello non basta più: va sostituito con il 70 litri prima della riapertura.

Se l'allaccio non risulta in regola, AMAP prevede la richiesta di regolarizzazione dell'allaccio idrico e fognario da parte dell'avente diritto, proprietario o inquilino. Se invece il tratto privato tra rete pubblica e immobile è danneggiato, la strada è la razionalizzazione del ramo fognario privato, con relazione tecnica e asseverazione.

Si consegna anche nei comuni intorno a Palermo?

Sì, la consegna con BRT copre tutta la Sicilia con le stesse condizioni di preordine. Abbiamo guide dedicate per Monreale, comune servito anch'esso da AMAP, per Bagheria e per Misilmeri.

Domande frequenti sul degrassatore a Palermo

Chi rilascia l'autorizzazione allo scarico di un ristorante a Palermo?

La rilascia il Comune, tramite l'Ufficio Edilizia Privata, dopo il nulla osta comunale, la convenzione con AMAP e la realizzazione dell'allaccio; nella procedura del parere tecnico preventivo AMAP trasmette al Comune il proprio parere sulla regolare esecuzione.

Quale degrassatore serve a una pizzeria di Palermo da 80 coperti?

Il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, per 60 a 90 coperti al giorno, con portata di 140 litri all'ora, a 499 € IVA esclusa; se nel giorno più pieno superate i 90 coperti, passate al 100 litri.

Quanto costa il sopralluogo AMAP per un nuovo allaccio fognario?

Alla firma della convenzione AMAP chiede la ricevuta di un bonifico di 34,99 euro per i diritti di sopralluogo; l'importo dei lavori viene comunicato dopo, come anticipo, con eventuale saldo a consuntivo.

Devo indicare il degrassatore nel progetto presentato ad AMAP?

Sì: la relazione tecnica deve descrivere l'eventuale impianto di depurazione interno con la sua scheda tecnica, e per una cucina professionale questo è il degrassatore, con modello, capacità e posizione in pianta.

Ogni quanto si svuota un degrassatore a Palermo?

Almeno una volta a settimana con svuotamento completo, più spesso se friggete molto, da parte di un operatore autorizzato; il formulario di ogni ritiro si conserva per tre anni.

Esiste un regolamento di fognatura dell'ATI Palermo con regole sui grassi?

Il documento AMAP sul parere tecnico indica che il Regolamento del sistema idrico integrato dell'ATI Palermo era in attesa di approvazione e la carta del servizio richiama il Regolamento fognario tipo regionale del 1997; non abbiamo trovato un testo che fissi la capacità del degrassatore, quindi valgono le prescrizioni della vostra autorizzazione.

Fonti ufficiali consultate

Vedi anche