Asilo nido con cucina interna: serve il degrassatore per pappe e merende?

Risposta rapida: un asilo nido che prepara in cucina interna da 25 a 40 pasti al giorno, contando bambini, educatrici e personale, monta il degrassatore inox 40 L sottolavello a 345 € IVA esclusa. Un micronido con meno di 25 pasti può bastare il 30 L (295 €); da 40 a 60 pasti, il 60 L a 459 €.

Aggiornato il 6 ottobre 2026, a cura del team tecnico di Separatori Grassi.

Il degrassatore inox 40 L · Fate il conto con il calcolatore · Preventivo per il nido

Chi apre o gestisce un asilo nido si trova spesso davanti a una domanda che nessuno aveva previsto nel progetto: il lavello della cucina deve avere un degrassatore? La cucina di un nido è piccola, i piatti sono semplici, le pappe sembrano tutto tranne che grasse. Eppure a fine giornata nel lavello finiscono pentole di brodo vegetale con olio extravergine, teglie di pesce al forno, frullatori, biberon da sciacquare, ciotole di yogurt e piatti del pranzo delle educatrici.

Questa guida è costruita come un percorso a domande: in pochi passaggi capite se il degrassatore serve davvero al vostro servizio, quale taglia scegliere e come montarlo senza fermare il nido. In fondo trovate le norme nazionali che contano e le domande che pongono più spesso coordinatrici, cooperative e uffici tecnici comunali.

Prima domanda: il vostro servizio prepara pasti?

Il degrassatore riguarda solo i servizi che cucinano o porzionano pasti sul posto. Il decreto legislativo 65/2017, che organizza il sistema integrato da zero a sei anni, distingue chiaramente i servizi. All'articolo 2, comma 3, descrive i nidi e i micronidi, che accolgono bambine e bambini tra tre e trentasei mesi di età e funzionano assicurando il pasto e il riposo. Lo stesso comma descrive gli spazi gioco e i centri per bambini e famiglie, precisando che non prevedono il servizio di mensa.

La conseguenza è semplice. Uno spazio gioco senza mensa ha al massimo un angolo per la merenda e un lavello per le mani: il problema del grasso in pratica non si pone. Un nido o un micronido, invece, serve un pasto ogni giorno, e la domanda successiva è come arriva quel pasto.

L'albero di decisione per il nido

Rispondete alle domande nell'ordine. Ogni risposta vi porta a un esito preciso, che poi approfondiamo nelle sezioni seguenti.

  1. Il servizio prevede il pasto? No: spazio gioco o centro bambini e famiglie, nessun degrassatore necessario per la merenda, salvo diversa richiesta del gestore. Sì: passate alla domanda 2.
  2. I pasti sono cucinati nel nido o arrivano già pronti in multiporzione? Cucinati nel nido: passate alla domanda 3. Arrivano pronti da un centro cottura: passate alla domanda 4.
  3. Quanti pasti si preparano nel giorno più pieno, contando bambini e adulti? Fino a 25: 30 L. Da 25 a 40: 40 L. Da 40 a 60: 60 L. Oltre 60: 70 L o più, vedi tabella.
  4. Nel nido si lavano le stoviglie e i contenitori del pasto veicolato? No, tutto torna sporco al centro cottura: il carico di grasso è minimo, verificate solo cosa chiede il regolamento del gestore. Sì: contate i pasti e scegliete come al punto 3, restando nella fascia bassa.
  5. C'è una lavastoviglie? Se sì e siete vicini al limite alto della fascia, salite di una taglia per avere più portata.
  6. Lo spazio sotto il lavello è sufficiente? Confrontate le misure del modello scelto con il mobile; se non basta, valutate il modello con la stessa capacità e forma diversa, oppure un su misura.

L'albero non sostituisce il regolamento del gestore del servizio idrico: è il gestore, per gli scarichi in fognatura, a stabilire se e quale separatore di grassi è obbligatorio. L'albero vi serve a scegliere la taglia giusta quando il separatore c'è o quando decidete di installarlo per proteggere lo scarico.

Come contare i pasti di un nido

Nel nido il pasto del bambino è piccolo, ma per lo scarico conta il numero di preparazioni e di stoviglie, non il peso della porzione. La regola pratica che proponiamo: ogni bambino che pranza conta come un pasto, ogni adulto che mangia in struttura conta come un pasto, la merenda del pomeriggio non si conta se è frutta o yogurt, si conta per metà se è una preparazione cotta come una torta o un pane fatto in casa.

Il giorno da considerare è quello con più iscritti presenti, di solito a metà anno educativo, quando gli inserimenti sono conclusi. Se il nido ha anche una sezione primavera o un servizio estivo con altri bambini, sommateli nel giorno in cui sono tutti presenti.

Tabella: pasti al giorno e modello consigliato

La tabella collega le dimensioni tipiche dei servizi per l'infanzia alle taglie del catalogo. I prezzi sono IVA esclusa.

Servizio Pasti preparati al giorno (bambini e adulti) Modello Posa Prezzo IVA esclusa
Micronido con cucina interna 15 a 25 Degrassatore inox 30 L Sottolavello 295 €
Nido di piccole dimensioni 25 a 40 Degrassatore inox 40 L Sottolavello 345 €
Nido con più sezioni 40 a 60 Degrassatore inox 60 L Sottolavello 459 €
Polo per l'infanzia, nido e scuola dell'infanzia con una cucina 60 a 90 Degrassatore inox 70 L Sottolavello 499 €
Polo grande o cucina che serve più plessi 90 a 140 Degrassatore inox 100 L Sottolavello 639 €

Per un centro cottura comunale che prepara pasti per molte scuole valgono le taglie da appoggio, il 120 L a 799 € IVA esclusa o il 200 L a 1.049 € IVA esclusa; l'argomento è trattato nella pagina dedicata alla mensa aziendale e scolastica.

Due calcoli di esempio

Un micronido con 18 bambini, 4 educatrici e una cuoca che pranzano in struttura prepara 23 pasti: il 30 L, fascia 15 a 25, va bene. Un nido con 36 bambini e 9 adulti a pranzo arriva a 45 pasti: siamo nella fascia del 60 L. Sono calcoli costruiti per illustrare il metodo, non servizi reali.

Che cosa manda grasso nello scarico di un nido

Il grasso di una cucina per l'infanzia è poco visibile ma costante. Le fonti principali sono quattro, e conoscerle aiuta a ridurle prima ancora di installare il separatore.

Preparazione Da dove arriva il grasso Come ridurlo alla fonte
Brodi e passati di verdura Olio extravergine aggiunto a fine cottura, pentole grandi lavate a mano Lasciare raffreddare, raccogliere con la carta il velo d'olio prima del lavaggio
Pesce, carne e polpette al forno Fondo delle teglie con olio e sughi Raschiare la teglia a secco con la spatola
Latte, yogurt, formaggi, biberon Grasso del latte che si deposita nei tubi a contatto con l'acqua fredda Sciacquare biberon e ciotole dopo averli svuotati nei rifiuti organici
Dolci della merenda Burro e olio negli stampi e nelle fruste Pulire gli stampi con carta prima dell'acqua

Il latte merita una nota. Non sembra un grasso, ma lo è: nei nidi con molti lattanti, il risciacquo di biberon e tettarelle porta ogni giorno una piccola quantità di grasso lattico che, nei tubi freddi, si lega ai residui di cibo. Il degrassatore trattiene anche questa parte, purché il cestello sia pulito ogni giorno.

Niente omogeneizzati e avanzi nel lavello

Gli avanzi delle pappe vanno nei rifiuti organici, non nello scarico. L'articolo 107, comma 3, del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti in fognatura, anche se triturati. Nella pratica quotidiana significa: piatti e ciotole vengono svuotati nel bidone dell'umido prima di arrivare al lavello.

Le regole nazionali che riguardano lo scarico del nido

Le acque di una cucina di nido sono in genere trattate come acque domestiche o assimilate, e quindi seguono il regolamento del gestore del servizio idrico. Il D.P.R. 227/2011, articolo 2, comma 1, lettera b), assimila alle acque reflue domestiche quelle degli insediamenti di prestazione di servizi i cui scarichi terminali provengono esclusivamente da servizi igienici, cucine e mense. Un nido ha esattamente questi scarichi. Il comma 2 precisa che questi criteri si applicano in assenza di disciplina regionale: la vostra Regione può avere regole proprie.

Per lo scarico in fognatura, l'articolo 124, comma 4, del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi nell'osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato. È quindi il regolamento del gestore del vostro comune il testo da leggere: alcuni impongono una vasca condensagrassi esterna, altri ammettono il degrassatore sottolavello, altri fissano le modalità di pulizia. Una vasca esterna, se richiesta, è un'opera edile a cura dell'impresa, non un prodotto del nostro catalogo.

Sul fronte igienico, il regolamento (CE) 852/2004, allegato II, capitolo I, punto 8, chiede che i sistemi di scarico delle acque reflue siano adeguati, progettati e costruiti in modo da evitare il rischio di contaminazione. In una cucina che prepara pasti per bambini sotto i tre anni, uno scarico che rigurgita è un problema di igiene prima ancora che ambientale. Per una visione d'insieme leggete scarico acque reflue nella ristorazione.

Nido comunale, in concessione o privato

Il D.Lgs. 65/2017, articolo 2, comma 4, prevede che i servizi educativi per l'infanzia siano gestiti dagli enti locali in forma diretta o indiretta, da altri enti pubblici o da soggetti privati. Per il degrassatore cambia chi decide e chi paga: in un nido comunale gestito direttamente l'installazione passa dall'ufficio tecnico; in un nido in concessione conviene chiarire nel contratto chi si occupa della manutenzione e del ritiro del grasso; in un nido privato la scelta è del titolare. In tutti i casi qualcuno deve essere indicato per iscritto come responsabile della pulizia settimanale.

Installazione passo per passo in una cucina piccola

Il montaggio di un degrassatore sottolavello è un intervento idraulico semplice, da programmare in un giorno di chiusura del nido. Ecco la sequenza, dal sopralluogo alla prima pulizia.

Passo 1: misurare lo spazio sotto il lavello

Larghezza, profondità e altezza libere, togliendo mentalmente il sifone esistente. Confrontate con le misure: 30 L 40 × 30 × 25 cm; 40 L 45 × 30 × 30 cm; 60 L 39 × 39 × 39 cm; 70 L 60 × 40 × 30 cm. Nelle cucine di nido spesso c'è uno scaldacqua o un addolcitore nel mobile: misurate quello che resta davvero libero.

Passo 2: verificare le quote di ingresso e uscita

Lo scarico del lavello deve entrare nel degrassatore dall'alto. L'ingresso è a 194,5 mm da terra nel 30 L, a 244,5 mm nel 40 L e nel 70 L, a 334,5 mm nel 60 L; l'uscita è 30 mm più in basso. L'uscita deve poi raggiungere il tubo a muro o a pavimento con una pendenza verso valle.

Passo 3: scegliere i raccordi

Tutti i modelli hanno attacchi Ø 50 mm. Se lo scarico esistente ha lo stesso diametro, i raccordi EPDM a 29,90 € IVA esclusa permettono un collegamento senza colla, facile da smontare per la pulizia.

Passo 4: decidere quali apparecchi collegare

Al degrassatore vanno il lavello delle pentole e, se c'è, la lavastoviglie. Non collegate i lavabi del bagno, il fasciatoio o il lavello delle mani dei bambini: aggiungono acqua senza grasso e riducono il tempo di separazione. Per più apparecchi leggete collegare più lavelli e lavastoviglie.

Passo 5: posare, collegare e riempire

Il degrassatore va appoggiato in piano sul fondo del mobile o a pavimento, collegato in ingresso e in uscita, poi riempito d'acqua pulita fino al livello di uscita prima del primo utilizzo. Un separatore vuoto lascerebbe passare il primo grasso.

Passo 6: provare e annotare

Fate scorrere acqua dal lavello e dalla lavastoviglie, controllate che non ci siano perdite ai raccordi e che il coperchio chiuda bene con la sua guarnizione. Annotate la data di installazione e il modello nel registro, e fotografate il montaggio: sono documenti utili in caso di controllo.

La guida completa è in installare il degrassatore sottolavello; se vi chiedete chi debba fare il lavoro, leggete serve un idraulico?

Pulizia e registro: chi fa cosa nel nido

In un servizio per l'infanzia la manutenzione del degrassatore va inserita nel piano di autocontrollo della cucina. Lo schema minimo:

  • A fine giornata: la cuoca o l'addetta svuota il cestello inox nell'umido, lo sciacqua e lo rimette.
  • Almeno una volta a settimana: svuotamento completo della vasca, rimozione del grasso in superficie, pulizia delle pareti, nuovo riempimento d'acqua.
  • Il grasso estratto: consegnato a un operatore autorizzato, conservando il documento del ritiro.
  • Ogni intervento: annotato nel registro con data e firma.

Scegliete il giorno della pulizia settimanale in modo che non coincida con la preparazione del pranzo: il venerdì pomeriggio, a bambini usciti, è spesso il momento più comodo. Il kit manutenzione a 49,90 € IVA esclusa contiene spazzola, schiumarola e spatola, da riservare solo a questo uso e conservare lontano dagli utensili per gli alimenti. Un modello di registro è nell'articolo registro di manutenzione del degrassatore.

Odori e chiusure estive

Durante la chiusura di agosto o le vacanze di Natale, svuotate completamente il degrassatore prima di chiudere. Un separatore lasciato pieno per due o tre settimane al caldo produce odori sgradevoli proprio al rientro dei bambini. Alla riapertura, riempitelo di acqua pulita prima del primo pasto.

Gli errori più comuni nelle cucine dei nidi

  1. Pensare che le pappe non siano grasse. Olio, latte e burro arrivano comunque al lavello ogni giorno.
  2. Collegare i lavabi dei bagni al separatore della cucina. Si aumenta l'acqua senza motivo.
  3. Sciacquare gli avanzi nel lavello. Vanno nell'umido, e lo scarico non è un rifiuto.
  4. Non indicare chi pulisce. Con turni e sostituzioni il compito si perde se non è scritto.
  5. Usare prodotti caustici per sturare. Spostano il grasso più avanti nel tubo e sono una presenza da evitare in una struttura per bambini.
  6. Scegliere la taglia sui soli bambini. Educatrici e personale che pranzano sono pasti a tutti gli effetti.

Una settimana di menu vista dal lavello

Il carico di grasso di un nido cambia da un giorno all'altro secondo il menu, e conoscere i giorni più pesanti aiuta a organizzare la pulizia. Prendiamo come esempio un menu invernale di cinque giorni, simile a quelli che molti servizi costruiscono con il pediatra o con la dietista dell'ente. Il menu è illustrativo: il vostro sarà diverso, ma il ragionamento resta lo stesso.

Lunedì: pasta al pomodoro e frittata al forno

Il pomodoro non preoccupa, la frittata sì. Le teglie della frittata escono dal forno con un fondo di olio e uova che si incolla al metallo. Se finiscono subito in ammollo nel lavello, quel fondo si scioglie nell'acqua calda e corre verso lo scarico. Meglio raschiarle a secco, quando sono ancora tiepide, e passare un foglio di carta prima del lavaggio.

Martedì: passato di verdure e formaggio fresco

Il passato si condisce con olio extravergine a crudo, quindi il grasso è soprattutto nei piatti e nelle ciotole dei bambini. Le pentole sono poco unte, ma molto grandi: occupano il lavello a lungo e mandano molta acqua in poco tempo. È uno dei giorni in cui conviene svuotare il cestello anche a metà pomeriggio.

Mercoledì: risotto alla parmigiana e carote

Il risotto si manteca con burro e formaggio: la pentola è tra le più grasse della settimana. Lasciatela raffreddare qualche minuto, togliete il residuo con la spatola nel bidone dell'umido e solo dopo lavatela.

Giovedì: polpette di carne o di legumi al sugo

Le polpette cotte in forno lasciano un fondo di grasso misto a sugo. Il giovedì è spesso il giorno in cui il degrassatore lavora di più: se la pulizia completa settimanale cade il venerdì, è il momento giusto.

Venerdì: pesce al forno e patate

Pesce e patate al forno con olio: altre teglie unte. Dopo il pranzo, a cucina chiusa, si fa lo svuotamento completo del separatore. Si ricomincia il lunedì con la vasca pulita e piena d'acqua.

Lavastoviglie, acqua calda e detersivi

Nella cucina di un nido la lavastoviglie lavora a temperature elevate per igienizzare piatti e posate dei bambini. L'acqua molto calda e il detersivo tengono il grasso in sospensione: nel degrassatore ha bisogno di più tempo per raffreddarsi e separarsi. Per questo, se la lavastoviglie scarica nel separatore, conviene scegliere la taglia superiore quando siete al limite alto della fascia, e far partire i lavaggi uno alla volta invece che in contemporanea con il lavello delle pentole.

I detersivi molto sgrassanti non sostituiscono il degrassatore: emulsionano il grasso, che passa nel tubo e si riforma più avanti quando l'acqua si raffredda. Usate i prodotti indicati dal piano di autocontrollo e non aggiungete enzimi o batteri nel separatore senza aver letto cosa chiede il gestore; il tema è spiegato in dosatori di batteri ed enzimi.

Quando conviene installarlo: apertura, ristrutturazione o subito

Il momento più semplice è la costruzione o la ristrutturazione della cucina, quando il mobile lavello e gli scarichi sono ancora da posare. L'idraulico può prevedere lo spazio giusto e le quote corrette, e il degrassatore entra nel progetto senza adattamenti. Per un nido già aperto, il montaggio si programma in un giorno di chiusura: ponti, vacanze di Natale o la settimana di agosto in cui il servizio è sospeso.

Un segnale che indica di non aspettare: lo scarico del lavello che rallenta o che emana odore nei giorni di risotto e polpette. Significa che il grasso si sta già depositando nei tubi. In quel caso conviene far pulire il tratto di tubo a valle e installare il separatore nello stesso intervento, altrimenti il vecchio deposito continua a creare problemi anche con il degrassatore nuovo. Le cause più frequenti sono spiegate in degrassatore otturato: cause e soluzioni.

Cosa tenere pronto per un sopralluogo

Durante una verifica igienico-sanitaria della cucina o un controllo del gestore dello scarico, a chi controlla interessano poche cose, e conviene tenerle nello stesso raccoglitore del piano di autocontrollo. La prima è il registro del degrassatore, con le date degli svuotamenti settimanali e le firme. La seconda sono i documenti dei ritiri del grasso da parte dell'operatore autorizzato. La terza è la scheda del modello installato, con capacità e portata, che dimostra che la taglia corrisponde ai pasti preparati.

Aggiungete le foto del montaggio e, se il nido è in concessione, la parte del contratto che indica chi si occupa della manutenzione. Con questi documenti la risposta alla domanda «come gestite lo scarico della cucina?» richiede un minuto. Una lista di preparazione completa è nell'articolo controllo ASL e gestore fognario.

Costi, materiale e consegna

Per la gran parte dei nidi la spesa è compresa fra il 30 L a 295 € e il 60 L a 459 €, IVA esclusa, a cui si aggiungono il kit manutenzione a 49,90 € e, se servono, i raccordi a 29,90 €. Tutti i degrassatori sono in acciaio inox 304L, con cestello rimovibile e coperchio a tenuta, facili da igienizzare. Garanzia 2 anni. Preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026; poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi. Spedizione gratuita in Italia sopra i 250 € IVA esclusa.

Per un ente pubblico o una cooperativa che deve inserire il degrassatore in un capitolato, l'articolo separatore di grassi per gara di appalto spiega come descriverlo. Il preventivo intestato all'ente si richiede dalla pagina contattateci, indicando pasti al giorno, apparecchi collegati e misure sotto il lavello.

Domande frequenti su degrassatore e asilo nido

Un asilo nido è obbligato ad avere il degrassatore?

L'obbligo, per gli scarichi in fognatura, lo stabilisce il regolamento del gestore del servizio idrico integrato del vostro comune, non una norma specifica sui nidi. Se il nido cucina i pasti in sede, molti regolamenti trattano la sua cucina come quella di una mensa.

Che taglia serve per un micronido da 20 bambini?

Con 20 bambini e 4 o 5 adulti a pranzo si arriva a circa 25 pasti: il 30 L sottolavello a 295 € IVA esclusa è al limite, il 40 L a 345 € IVA esclusa lascia margine se c'è la lavastoviglie.

Se i pasti arrivano da un centro cottura serve comunque?

Se nel nido si lavano solo poche stoviglie e i contenitori tornano al centro cottura, il carico di grasso è minimo. Se invece si lavano piatti e contenitori in sede, contate i pasti e scegliete la taglia come per una cucina interna.

Il latte dei biberon può intasare lo scarico?

Sì, il grasso del latte si deposita nei tubi freddi insieme ad altri residui. Svuotate i biberon nell'umido o nel lavandino delle mani prima del lavaggio in cucina e pulite ogni giorno il cestello del degrassatore.

Dove si mette il degrassatore in una cucina di 10 metri quadrati?

Sotto il lavello delle pentole, il più vicino possibile allo scarico. Il 40 L misura 45 × 30 × 30 cm e il 30 L 40 × 30 × 25 cm: entrano nella maggior parte dei mobili lavello standard.

Chi deve pulire il degrassatore di un nido in concessione?

Quello che dice il contratto di concessione. Se il contratto tace, conviene chiarirlo per iscritto con l'ente: la pulizia settimanale e il ritiro del grasso devono avere un responsabile con nome e cognome.

La lavastoviglie del nido si può collegare al degrassatore?

Sì, ed è consigliato, perché anche la lavastoviglie scarica acqua con grasso. Se siete vicini al limite della fascia di pasti, scegliete la taglia superiore e avviate i lavaggi uno alla volta.

Si può installare il degrassatore durante l'anno educativo?

Sì, il montaggio sottolavello è un intervento semplice, da programmare in un giorno di chiusura. Dopo la posa basta riempire la vasca d'acqua pulita prima del primo pranzo.

Ogni quanto va svuotato?

Il cestello a fine giornata, la vasca completa almeno una volta a settimana. Prima di ogni chiusura lunga, uno svuotamento completo evita gli odori al rientro.

Fonti normative consultate

Testi letti il 6 ottobre 2026. Fanno fede il regolamento del vostro gestore e la disciplina della vostra Regione; il quadro generale è nella pagina normativa in vigore.

Una cucina di nido in regola, senza lavori complicati. Degrassatore inox 40 L a 345 € IVA esclusa · Tutti i modelli sottolavello · Calcolatore · Richiesta di preventivo