Degrassatore inox 70 litri

Degrassatore, separatore di grassi, condensa grassi: che differenza c'è

In breve: degrassatore e separatore di grassi indicano lo stesso apparecchio: un contenitore sullo scarico della cucina che trattiene oli, grassi e residui prima della fognatura. Cambia il punto di installazione: il sottolavello e il modello da appoggio stanno in cucina, la vasca condensa grassi o il pozzetto degrassatore sono interrati all'esterno.

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Lo stesso apparecchio, tanti nomi

Chi cerca un degrassatore per la cucina trova sei o sette nomi diversi nei cataloghi, nei preventivi e nei regolamenti comunali. La confusione è comprensibile: la norma usa un termine, i ristoratori un altro, i regolamenti di fognatura un terzo. La funzione però è sempre la stessa: trattenere oli, grassi e residui solidi delle acque di cucina prima che arrivino in fognatura. Cambiano la taglia, il materiale e soprattutto il punto in cui l'apparecchio viene installato.

  • Separatore di grassi: il termine della norma UNI EN 1825, usato nei capitolati d'appalto, nelle relazioni tecniche e nelle schede dei produttori. Indica l'apparecchio nel suo insieme, piccolo o grande che sia.
  • Degrassatore: il nome più usato in Italia da ristoratori e idraulici, ed è anche la parola più cercata. Attenzione: lo stesso nome indica lo sgrassatore spray per la pulizia, che non c'entra nulla con lo scarico.
  • Vasca condensa grassi (o condensagrassi): il termine dei regolamenti di fognatura per il manufatto posto sulla rete delle acque saponate. Nella pratica è quasi sempre interrato, all'esterno dell'edificio.
  • Pozzetto degrassatore: la versione interrata in cemento o in plastica, con chiusino pedonale o carrabile.
  • Degrassatore sottolavello: il modello compatto che si mette sotto il lavello della cucina e si collega al suo scarico. Si svuota dall'interno della cucina.
  • Degrassatore da appoggio: il modello più capiente, posato a pavimento accanto alla zona lavaggio quando il volume non entra più sotto il lavello.
  • Disoleatore: di solito indica i separatori di idrocarburi (officine, autolavaggi, piazzali). Per le acque di cucina il termine corretto resta separatore di grassi.

Quando un preventivo parla di «separatore» e un altro di «degrassatore», verifica quindi tre dati prima di confrontare i prezzi: la capacità in litri, il materiale e il punto di installazione. Due offerte con lo stesso nome possono riguardare apparecchi molto diversi.

I termini a confronto

Termine Cosa indica Chi lo usa Dove si trova di solito
Separatore di grassi L'apparecchio nel suo insieme, di qualsiasi taglia Norma UNI EN 1825, progettisti, capitolati In cucina o interrato
Degrassatore Lo stesso apparecchio, nel linguaggio corrente Ristoratori, idraulici, rivenditori In cucina o interrato
Degrassatore sottolavello Il modello compatto collegato allo scarico del lavello Ristoratori, installatori Sotto il lavello o il banco lavaggio
Degrassatore da appoggio Il modello più grande posato a pavimento in cucina Ristoratori, installatori Accanto alla zona lavaggio
Vasca condensa grassi (condensagrassi) Il manufatto sulla rete delle acque saponate Regolamenti dei gestori del servizio idrico Di solito interrata, all'esterno
Pozzetto degrassatore La versione interrata con chiusino Edilizia, rivenditori di manufatti Interrato, in cortile o sotto il piazzale
Disoleatore Di norma il separatore di idrocarburi (oli minerali) Officine, autolavaggi, piazzali Interrato sulle acque di dilavamento
Sgrassatore (spray) Un detersivo, non un apparecchio Pulizie Sugli scaffali, non sullo scarico

Come funziona, in tutti i casi

Il principio fisico non cambia tra un sottolavello da 30 litri e una vasca interrata: oli e grassi sono meno densi dell'acqua (circa 0,9 kg per litro contro 1) e, se l'acqua resta abbastanza a lungo in un contenitore tranquillo, salgono in superficie. I residui pesanti scendono sul fondo, l'acqua chiarificata esce da un'uscita posta più in basso dello strato di grasso. Nessuna pompa, nessuna corrente elettrica, nessun filtro da cambiare: lavora la gravità.

Conta anche la temperatura. L'acqua del lavaggio arriva calda e tiene il grasso liquido e mescolato; raffreddandosi nel contenitore il grasso si rapprende e si separa meglio. Per questo un degrassatore della taglia giusta, che lascia all'acqua il tempo di calmarsi e di raffreddarsi, separa meglio di un contenitore troppo piccolo attraversato in pochi secondi. Spiegazione completa, passo per passo: degrassatore: cos'è e come funziona.

Le differenze che contano per un ristorante

Tra un degrassatore in cucina e una vasca condensa grassi interrata la differenza non è di principio, ma di installazione, di logistica e di costi di esercizio. Per chi gestisce un locale, sono questi i punti che pesano ogni settimana.

Criterio Degrassatore sottolavello o da appoggio Vasca condensa grassi / pozzetto interrato
Dove si trova In cucina, sotto il lavello o accanto alla zona lavaggio All'esterno, interrato sulla rete di scarico
Opere murarie Nessuna: si collega allo scarico esistente Scavo, posa, chiusino e allacciamenti
Svuotamento Dal personale di cucina, con il kit, almeno una volta alla settimana Con autospurgo
Percorso del grasso Fermato all'uscita del lavello, prima delle tubazioni interne Attraversa prima le tubazioni interne, dove può raffreddarsi e depositarsi
Accesso Coperchio a portata di mano Chiusino da aprire all'esterno
Materiale tipico Acciaio inox 304L (la nostra gamma) o plastica Cemento, polietilene, vetroresina
Nel nostro negozio Da 295 € a 1.049 € IVA esclusa, su misura da 990 € Non in vendita

Installazione. Il sottolavello e il modello da appoggio si collegano allo scarico esistente, senza scavi né demolizioni: è il caso tipico di un locale in un edificio esistente, dove aprire il pavimento o il cortile non è possibile. La vasca interrata richiede invece scavo, posa, chiusino e allacciamenti, e un accesso per l'autospurgo.

Gestione. Il degrassatore in cucina si svuota dal personale, con il kit manutenzione (49,90 € IVA esclusa), almeno una volta alla settimana. La vasca interrata dipende da una ditta con autospurgo e dai suoi tempi di intervento.

Tubazioni interne. Con il degrassatore in cucina il grasso si ferma all'uscita del lavello. Con la sola vasca interrata il grasso percorre prima le tubazioni interne dell'edificio, dove si raffredda e può depositarsi: è lì che nascono molti intasamenti e cattivi odori. Le due soluzioni possono anche convivere: il degrassatore in cucina protegge le tubazioni interne, la vasca esistente resta sulla rete.

Il confronto completo tra le due installazioni è nell'articolo degrassatore interrato o sottolavello: quale serve.

Inox, plastica, cemento, vetroresina: che cosa cambia

Il materiale decide la durata, l'igiene e la facilità di pulizia. In una cucina professionale il degrassatore riceve ogni giorno acqua molto calda dalla lavastoviglie, detergenti alcalini e urti di carrelli e cassette.

Materiale Dove si usa Punti di forza Limiti in cucina
Acciaio inox 304L Sottolavello e da appoggio, dentro la cucina Regge acqua calda e detergenti alcalini, superficie liscia che non trattiene odori, saldature a tenuta Costo d'acquisto più alto della plastica
Polietilene (plastica) Sottolavello leggeri, pozzetti interrati Leggero, economico, non arrugginisce Soffre l'acqua molto calda e gli urti, trattiene odori col tempo
Cemento Pozzetti e vasche interrate Robusto nel terreno Pesante, poroso, richiede scavo; non adatto all'interno della cucina
Vetroresina Vasche interrate di grande volume Leggera rispetto al cemento, resistente alla corrosione Richiede scavo e svuotamento con autospurgo

Per un apparecchio che sta dentro la cucina l'acciaio inox 304L è la scelta più solida: tutta la nostra gamma è in inox 304L, con coperchio a guarnizione, cestello di recupero estraibile e garanzia di 2 anni. Approfondimenti: inox o plastica, quale dura di più e inox, cemento e vetroresina.

Litri e grandezza nominale NS: due misure diverse

Nelle schede dei separatori di grandi dimensioni compare la sigla NS, grandezza nominale. La UNI EN 1825-2 la ricava dalla portata delle acque reflue moltiplicata per tre fattori correttivi: NS = Qs × ft × fd × fr, dove Qs è la portata massima, ft tiene conto della temperatura dell'acqua, fd della densità dei grassi e fr della presenza di detergenti e brillantanti. I litri indicano invece il volume del contenitore, cioè quanto grasso e quanti residui può accumulare tra uno svuotamento e l'altro.

Per un locale con un solo punto di lavaggio, ragionare in coperti al giorno e in litri è il metodo più pratico: è quello della nostra tabella e del calcolatore di capacità. Per impianti grandi, con più linee di scarico e portate elevate, il progettista applica il calcolo della norma. Tutti i dettagli: UNI EN 1825, guida completa.

Cosa chiede la normativa

La UNI EN 1825 è la norma tecnica dei separatori di grassi: la parte 1 fissa progettazione, prove e marcatura, la parte 2 la scelta della grandezza nominale, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione. L'obbligo di installarli non nasce dalla norma ma dalla legge e dai regolamenti locali. Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce che tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati (art. 124) e che gli scarichi in fognatura rispettano i regolamenti emanati dal gestore del servizio idrico integrato (art. 107). Sono questi regolamenti a imporre il pretrattamento dei grassi delle cucine.

Un esempio concreto è il regolamento di fognatura Veritas, art. 14: sulla rete delle acque saponate provenienti da cucine, lavanderie e bagni con lavatrice «è obbligatorio installare una vasca condensa grassi opportunamente dimensionata» (comma 2). In deroga, il gestore può autorizzare i degrassatori sottolavello, solo per utenze assimilate alle domestiche e se un tecnico abilitato assevera cause tecniche che impediscono la vasca condensa grassi (comma 3); in quel caso l'utente deve svuotare periodicamente il contenitore e consegnare il rifiuto, codice CER 200306, a una ditta specializzata.

Le conseguenze di uno scarico non in regola sono scritte nel art. 133 del D.Lgs. 152/2006: chi apre o mantiene scarichi di acque reflue domestiche o di reti fognarie senza l'autorizzazione dell'art. 124 rischia una sanzione amministrativa da 6.000 a 60.000 euro (comma 2); chi scarica senza osservare le prescrizioni dell'autorizzazione o quelle fissate ai sensi dell'art. 107, comma 1, rischia da 1.500 a 15.000 euro (comma 3), salvo che il fatto costituisca reato. Il grasso raccolto è un rifiuto: il trasporto da parte della ditta avviene con il formulario di identificazione e le copie del formulario vanno conservate per tre anni (art. 193, commi 1 e 4).

Il collegamento allo scarico è un lavoro su un impianto idrico e sanitario, che rientra nel D.M. 37/2008, art. 1, comma 2, lettera d): al termine dei lavori l'impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità (art. 7, comma 1). Conservala insieme al certificato di conformità del degrassatore e al registro di manutenzione.

Approfondimento: degrassatore obbligatorio nel ristorante e autorizzazione allo scarico e degrassatore.

Come leggere il regolamento del tuo gestore

Ogni gestore del servizio idrico integrato ha il proprio regolamento di fognatura, pubblicato sul suo sito. Prima di scegliere tra degrassatore in cucina e vasca interrata, cerca nel testo questi cinque punti:

  1. Il nome usato: condensa grassi, degrassatore, separatore di grassi. Spesso si trova nell'articolo sugli impianti privati di pretrattamento.
  2. Dove è obbligatorio: su quali scarichi (acque saponate, cucine, lavanderie) e per quali utenze (domestiche, assimilate, industriali).
  3. Le deroghe: se il sottolavello è ammesso e a quali condizioni (per esempio un'asseverazione tecnica, come nel regolamento Veritas).
  4. Il dimensionamento: se il regolamento rinvia alla UNI EN 1825 o a schemi allegati.
  5. Gli obblighi di gestione: svuotamento, consegna del rifiuto a ditta specializzata, documenti da conservare.

Se il regolamento non è chiaro, chiedi al gestore o al tuo tecnico prima di ordinare. Il registro degli interventi si imposta così: registro di manutenzione del degrassatore.

Quale serve alla tua cucina: esempi per tipo di locale

Per una cucina professionale fino a 400 coperti al giorno, quando il regolamento lo consente, il degrassatore in cucina è la soluzione più semplice: nessuno scavo, grasso fermato all'origine, svuotamento completo almeno una volta alla settimana fatto dal personale. La tabella dà un esempio per i locali più comuni.

Esempi indicativi ricavati dalla nostra tabella coperti e modelli; la taglia definitiva si conferma con il calcolatore.
Locale (esempio) Coperti al giorno Dove va il degrassatore Modello indicativo Prezzo IVA esclusa
Bar tavola calda con piccola cucina 20-40 Sotto il lavello del banco 30 L o 40 L 295 € o 345 €
Trattoria di quartiere 40-60 Sotto il lavello della zona lavaggio 60 L 459 €
Pizzeria con forno a legna, senza friggitrice 60-90 Sotto il lavello 70 L 499 €
Pizzeria con friggitrice o kebab con piastra tutto il giorno 60-90 Sotto il lavello, una taglia in più per i grassi 100 L 639 €
Ristorante con lavastoviglie a capote 90-140 Sotto il banco lavaggio 100 L 639 €
Hotel con ristorante e colazione 140-220 Da appoggio accanto alla zona lavaggio 120 L da appoggio 799 €
Mensa aziendale o scolastica 250-400 Da appoggio nella zona lavaggio 200 L da appoggio 1.049 €
Centro cottura o catering oltre 400 coperti oltre 400 Su progetto Su misura da 990 €

Due regole pratiche che applichiamo in tutti i preventivi: se la cucina frigge molto o lavora la piastra tutto il giorno, si sale di una taglia; se si collega una lavastoviglie professionale, si sale di una taglia. Quando sei tra due modelli, scegli il più grande.

Degrassatori in acciaio inox 304L, conformi alla UNI EN 1825. Prezzi del nostro negozio al 6 ottobre 2026, IVA esclusa.
Coperti al giorno Modello consigliato Dimensioni (cm) Prezzo IVA esclusa
15-25 30 L sottolavello 40 × 30 × 25 295,00 €
25-40 40 L sottolavello 45 × 30 × 30 345,00 €
40-60 60 L sottolavello 39 × 39 × 39 459,00 €
60-90 70 L sottolavello 60 × 40 × 30 499,00 €
90-140 100 L sottolavello 65 × 45 × 42 639,00 €
140-220 120 L da appoggio 70 × 50 × 35 799,00 €
250-400 200 L da appoggio 70 × 55 × 50 1.049,00 €
oltre 400 o spazi particolari Su misura su progetto da 990,00 €

La taglia si conferma con il calcolatore di capacità; le misure di ingombro e le quote sono in dimensioni dei degrassatori inox. Spedizione gratuita in Italia da 250 € IVA esclusa. Gamma completa: separatore di grassi inox.

Manutenzione: cosa cambia tra degrassatore in cucina e vasca interrata

Il gesto è lo stesso, togliere il grasso accumulato e i residui, ma l'organizzazione è diversa.

  • Ogni giorno, in cucina: si vuota il cestello di recupero dei solidi e l'olio della friggitrice non va mai nel lavello: si raccoglie a parte e si consegna a un raccoglitore di oli esausti.
  • Almeno una volta alla settimana, in cucina: svuotamento completo del degrassatore, raschiatura dello strato di grasso, pulizia delle pareti con acqua calda e detergente neutro, controllo della guarnizione del coperchio. Con un sottolavello o un modello da appoggio lo fa il personale, senza aspettare una ditta.
  • Vasca interrata: lo svuotamento richiede l'autospurgo; nel frattempo il grasso che attraversa le tubazioni interne va tenuto sotto controllo, soprattutto nei tratti lunghi e poco pendenti.
  • Sempre: ogni intervento si annota nel registro di manutenzione, con data, operazione e firma, insieme ai formulari della ditta che ritira il rifiuto.

Guida pratica: manutenzione del separatore di grassi e ogni quanto svuotare il separatore.

Dove finisce il grasso raccolto

Il grasso e i fanghi tolti dal degrassatore sono un rifiuto, non vanno nella pattumiera dell'indifferenziato né, tanto meno, nel water. Il regolamento Veritas, per esempio, chiede di consegnarli a una ditta specializzata con il codice CER 200306. Chi li trasporta compila il formulario di identificazione dei rifiuti e il locale ne conserva la sua copia per tre anni, come prevede l'art. 193 del D.Lgs. 152/2006. L'olio di frittura esausto segue un circuito a parte, con il proprio raccoglitore: tenerlo fuori dal lavello è il modo più semplice per non saturare il degrassatore.

Sette domande da fare prima di ordinare

  1. Quanti coperti servo al giorno, in una settimana normale e in una settimana di punta?
  2. Collego una lavastoviglie o una lavapentole allo stesso scarico?
  3. La mia cucina frigge, griglia o lavora la piastra tutto il giorno?
  4. Quanto spazio c'è sotto il lavello (larghezza, profondità, altezza) e a che altezza è lo scarico?
  5. Che cosa chiede il regolamento del mio gestore: vasca condensa grassi, sottolavello in deroga, altro?
  6. Chi svuota il degrassatore ogni settimana e dove si annota l'intervento?
  7. A quale ditta consegno il rifiuto e dove conservo i formulari?

Con queste sette risposte il calcolatore o il nostro preventivo indicano il modello giusto in pochi minuti.

Quattro equivoci da evitare

  1. «Il separatore è più grande del degrassatore». Falso: sono due nomi dello stesso apparecchio. Conta la capacità in litri o la grandezza nominale, non il nome.
  2. «Il disoleatore va bene anche per la cucina». Di norma no: il disoleatore è pensato per gli idrocarburi delle acque di piazzale. Per la cucina serve un separatore di grassi secondo la UNI EN 1825.
  3. «Con la vasca interrata le tubazioni interne sono protette». No: il grasso le attraversa prima di arrivare alla vasca. Il degrassatore in cucina lo ferma all'uscita del lavello.
  4. «Un degrassatore grande si svuota una volta al mese». No: lo svuotamento completo va fatto almeno una volta alla settimana con qualsiasi taglia. La taglia giusta evita che si saturi prima.

Domande frequenti

Degrassatore e separatore di grassi sono la stessa cosa?

Sì. Separatore di grassi è il termine della UNI EN 1825, degrassatore il nome più usato in Italia. Indicano lo stesso apparecchio che trattiene oli e grassi sullo scarico della cucina; cambiano taglia, materiale e punto di installazione.

Cos'è una vasca condensa grassi?

È il separatore di grassi posto sulla rete delle acque saponate, nella pratica quasi sempre interrato all'esterno. È il termine usato in molti regolamenti di fognatura, per esempio all'art. 14 del regolamento Veritas.

Che differenza c'è tra pozzetto degrassatore e degrassatore sottolavello?

Il pozzetto è interrato, richiede scavo e si svuota con autospurgo. Il sottolavello sta in cucina, si collega allo scarico del lavello senza opere murarie e lo svuota il personale almeno una volta alla settimana.

Il disoleatore va bene per una cucina?

Di solito no: disoleatore indica i separatori di idrocarburi per officine e piazzali. Per le acque di cucina serve un separatore di grassi secondo la UNI EN 1825.

Il sottolavello è ammesso al posto della vasca condensa grassi?

Dipende dal regolamento del gestore. Quello di Veritas lo ammette in deroga per le utenze assimilate alle domestiche, su asseverazione di un tecnico. Verifica il regolamento del tuo comune.

Che cos'è la grandezza nominale NS?

È la misura della UNI EN 1825-2 per i separatori: si calcola dalla portata massima delle acque reflue con fattori per temperatura, densità dei grassi e detergenti (NS = Qs × ft × fd × fr). I litri indicano invece il volume del contenitore.

Si possono avere sia il degrassatore in cucina sia la vasca interrata?

Sì. Il degrassatore in cucina ferma il grasso prima delle tubazioni interne, la vasca esistente resta sulla rete. Ognuno ha il proprio svuotamento e va annotato nel registro.

Quale materiale scegliere per un degrassatore in cucina?

L'acciaio inox 304L: regge l'acqua calda della lavastoviglie e i detergenti, non trattiene odori e si pulisce a fondo. La plastica costa meno all'acquisto ma soffre calore e urti.

Quanto costa un degrassatore inox per ristorante?

Nel nostro negozio da 295 € IVA esclusa (30 L, 15-25 coperti) a 1.049 € IVA esclusa (200 L da appoggio, 250-400 coperti). Il 70 L per 60-90 coperti costa 499 €, il su misura parte da 990 €.

Ogni quanto si svuota?

Svuotamento completo almeno una volta alla settimana, più spesso nelle cucine molto grasse. Ogni intervento si annota nel registro di manutenzione.

Cosa rischio con uno scarico non in regola?

L'art. 133 del D.Lgs. 152/2006 prevede da 6.000 a 60.000 euro per gli scarichi senza autorizzazione e da 1.500 a 15.000 euro per chi non rispetta le prescrizioni dell'autorizzazione o del regolamento del gestore.

Chi può collegare il degrassatore allo scarico?

Un'impresa abilitata per gli impianti idrici e sanitari (D.M. 37/2008, art. 1), che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità (art. 7). Non servono opere murarie.

Quanti documenti devo conservare?

Il certificato di conformità del degrassatore, la dichiarazione di conformità dell'installatore, il registro di manutenzione e le copie dei formulari dei rifiuti, che l'art. 193 del D.Lgs. 152/2006 chiede di conservare per tre anni.

Dove va l'olio della friggitrice?

Mai nel lavello né nel degrassatore: si raccoglie a parte e si consegna a un raccoglitore di oli esausti. Tenerlo fuori dallo scarico è il modo più semplice per non saturare il degrassatore prima dello svuotamento settimanale.

Cosa devo misurare prima di scegliere un sottolavello?

Larghezza, profondità e altezza dello spazio sotto il lavello e l'altezza dello scarico. Le misure di ogni modello sono nella tabella: dal 30 L (40 × 30 × 25 cm) al 100 L (65 × 45 × 42 cm).

Fonti ufficiali

Tutti i degrassatori inox Calcola la taglia Chiedi un preventivo

Aggiornato il 6 ottobre 2026 dal team Separatori Grassi. Prezzi letti nel nostro negozio in quella data.