Chi apre o rinnova una cucina dentro la rupe di Orvieto lo scopre al primo sopralluogo: lo spazio è quello che è. Muri spessi, volte, soglie in pietra, cantine scavate nel tufo e scarichi che corrono in tubazioni posate decenni fa. Il problema non è decidere se serve un separatore di grassi, ma dove metterlo senza aprire un pavimento storico e senza perderlo di vista. Questa pagina parte da lì.
Una città costruita sopra un'altra città
Il portale turistico nazionale ricorda che sotto le vie del centro esiste una città sotterranea fatta di grotte, pozzi e cunicoli lasciati dagli etruschi, e che il Pozzo di San Patrizio scende per 54 metri con una doppia scala a spirale di 248 gradini. La fragilità del masso è nota da tempo: nel 1978 lo Stato approvò la legge n. 230, intitolata ai provvedimenti urgenti per il consolidamento della rupe di Orvieto e del colle di Todi. Per chi gestisce un locale, questo contesto ha una conseguenza pratica: ogni intervento sulle condotte interne costa fatica, permessi e tempo, e un intasamento da grasso in una colonna condivisa di un palazzo antico coinvolge anche i vicini.
Per questo, nei locali del centro storico, conviene ragionare al contrario rispetto a una cucina nuova in periferia. Invece di cercare un punto dove scavare, si cerca un punto dove appoggiare. Un degrassatore in acciaio inox 304 da posare sotto il lavello o accanto alla zona lavaggio non richiede scavi, si collega con tubi e raccordi, e resta a vista per lo svuotamento.
Modelli inox e prezzi IVA esclusa per Orvieto
| Capacità | Coperti al giorno | Installazione | Prezzo |
|---|---|---|---|
| 60 litri | 40 a 60 | sottolavello | 459 € IVA esclusa |
| 70 litri | 60 a 90 | sottolavello | 499 € IVA esclusa |
| 100 litri | 90 a 140 | sottolavello | 639 € IVA esclusa |
Tre posizioni possibili in un locale antico
Sotto il lavello di lavaggio. È la soluzione più comune nelle trattorie e nelle osterie dei vicoli: l'acqua grassa delle pentole e dei piatti entra subito nel degrassatore, prima di mescolarsi con altri scarichi. Serve una profondità libera sotto la vasca e uno sportello che si apra del tutto, perché il coperchio va sollevato ogni settimana.
In un vano tecnico o in un retro. Se sotto il lavello non c'è spazio, il separatore si mette poco più a valle, sulla tubazione che raccoglie lavelli e lavastoviglie, purché resti accessibile. In molti edifici del centro il retro è una stanza piccola con soffitto a volta: misurate l'altezza utile, perché il coperchio si deve poter togliere senza smontare nulla.
In un locale al piano inferiore. Quando la cucina sta sopra un ambiente seminterrato, a volte lo scarico scende in verticale fino a lì. Un separatore appoggiato al piede della discesa funziona, ma solo se chi lo svuota ci arriva facilmente. Un degrassatore difficile da raggiungere finisce per essere svuotato tardi, e un separatore pieno non separa più.
In ogni caso il degrassatore va prima del pozzetto d'ispezione e raccoglie solo le acque della cucina, non quelle dei bagni.
Cosa chiede SII prima di allacciare
A Orvieto acquedotto, fognatura e depurazione sono gestiti da SII, Servizio Idrico Integrato S.c.p.a., il gestore dei 32 comuni dell'ATI Umbria 4 in provincia di Terni, con un presidio territoriale proprio a Orvieto. La domanda per uno scarico domestico si compila sui moduli del gestore e si invia via PEC. Il percorso prevede un sopralluogo, richiesto con il Mod. A, per il quale il modulo indica un addebito di 100 euro per spese di verifica; poi la domanda di autorizzazione con il Mod. B, con un versamento di 50 euro fino a cinque unità immobiliari.
Il Mod. B è il documento che interessa di più a chi ha una cucina professionale. Chiede una pianta in scala 1:100 o 1:200 con i tracciati delle tubazioni, separati per acque bianche e nere, fino al pozzetto d'ispezione al limite della proprietà, e chiede di indicare gli eventuali impianti di pretrattamento. È lì che il separatore va disegnato, con la sua posizione esatta. Al sopralluogo chiedete al tecnico se per il vostro locale il degrassatore è prescritto e con quale capacità minima: non abbiamo trovato online il testo del regolamento di fognatura del gestore, e la risposta scritta di SII vale più di qualunque stima.
Le regole umbre per ristoranti e pizzerie
La pagina del gestore sugli scarichi assimilabili rimanda alla direttiva tecnica regionale sugli scarichi, modificata dalla delibera di Giunta regionale n. 717 del 2 luglio 2013. Le attività di ristorazione, trattorie, rosticcerie, friggitorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucina fino a 100 abitanti equivalenti rientrano nella tabella 7A: se scaricano in pubblica fognatura non devono presentare dichiarazione di assimilazione né domanda di autorizzazione. Sopra i 100 abitanti equivalenti si passa alla tabella 7B, che richiede una dichiarazione di assimilazione da presentare al SUAP del Comune, e un punto di controllo dello scarico prima dell'allaccio.
Esenzione dalle pratiche non vuol dire libertà di scaricare grasso. Il documento sulle procedure sanzionatorie pubblicato dal gestore richiama l'art. 124, comma 4, del D.Lgs. 152/2006: gli scarichi domestici in fognatura sono sempre ammessi purché osservino i regolamenti del gestore. Un'ostruzione causata da oli di cottura resta un problema vostro. La sintesi delle norme nazionali è nella pagina normativa in vigore.
Un esempio di calcolo: osteria in un vicolo con 50 coperti
Prendiamo un'osteria del centro con due sale piccole, 32 posti a sedere e una cucina che fa primi, carni alla brace e qualche fritto. A pranzo serve in media 20 coperti, a cena 30. Il conto si fa sul giorno più pieno dell'anno: un sabato di primavera con i tavoli girati due volte a cena arriva a 50 coperti in tutto. Con 50 coperti la fascia giusta è 40 a 60, cioè il degrassatore inox 60 L a 459 € IVA esclusa, da posare sotto il lavello. Se invece il locale è un'enoteca con taglieri e due piatti caldi, e non supera mai 25 coperti, basta il 30 L a 295 € IVA esclusa. Per il vostro caso usate il calcolatore di capacità.
Nei locali antichi la capacità va confrontata subito con lo spazio. Prima di ordinare misurate il vano sotto il lavello e l'altezza dello scarico rispetto al pavimento: l'uscita del lavello deve stare sopra l'ingresso del separatore. Se il vano non basta, scegliete la posizione nel retro descritta sopra, non un modello più piccolo del necessario.
Svuotamento in un vicolo stretto
Lo svuotamento completo almeno una volta a settimana è la regola che consigliamo, più spesso se la cucina frigge molto. Il grasso raccolto va affidato a un operatore autorizzato e il documento di ritiro va conservato. Nel centro storico conviene accordarsi con l'operatore su un orario fisso, fuori dal servizio, e tenere libero il passaggio fino al separatore. Il kit di manutenzione costa 49,90 € IVA esclusa; le istruzioni sono nella pagina installazione e manutenzione.
Tutti i separatori sono in preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026; poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi. La garanzia è di 2 anni. Se la cucina ha una pianta particolare, mandateci misure e foto del vano tramite la pagina richiedi un preventivo: vi diciamo quale modello entra.
Domande frequenti
A Orvieto chi gestisce la fognatura?
SII, Servizio Idrico Integrato S.c.p.a., gestore dell'ATI Umbria 4 per 32 comuni della provincia di Terni, Orvieto compreso, con un presidio territoriale in città.
Si può mettere un degrassatore in un locale del centro storico senza scavare?
Sì, con un modello da appoggio: i nostri degrassatori in inox 304 si posano sotto il lavello o in un vano tecnico e si collegano con tubi e raccordi, senza opere nel pavimento.
Il degrassatore va indicato nella domanda di allaccio a SII?
Il Mod. B di SII chiede una pianta con i tracciati fino al pozzetto d'ispezione e gli eventuali impianti di pretrattamento: è lì che va disegnato il separatore.
Un'osteria con 50 coperti nel giorno più pieno che modello prende?
Il degrassatore inox 60 L sottolavello, a 459 € IVA esclusa, copre da 40 a 60 coperti al giorno.
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