In sintesi: un pastificio artigianale che produce anche paste ripiene e lava in una sola vasca trafile, stampi e bacinelle dei ripieni monta di norma il degrassatore inox 60 L sottolavello, a 459 € IVA esclusa. Se nel laboratorio si cucinano anche ragù, lasagne o sughi per la vendita, conviene il 70 L a 499 € IVA esclusa.
Testo rivisto il 6 ottobre 2026 dal team tecnico di Separatori Grassi, con i riferimenti normativi riletti lo stesso giorno.
Scheda del degrassatore 60 L · Calcolatore di capacità · Preventivo per il vostro laboratorio
Chi entra in un pastificio vede farina, uova, sfoglia stesa e vassoi di tortellini. Pochi pensano al grasso. Eppure basta guardare cosa torna al lavaggio a fine mattina: la vasca dell'impastatrice con il velo di tuorlo, la ravioliera con i residui di ripieno al burro e parmigiano, le bacinelle della mortadella, il tegame dove si è rosolata la carne per gli agnolotti. Tutto questo passa dall'acqua calda e dai detergenti, e finisce nello scarico.
Un pastificio non è una cucina di ristorante. Il carico non dipende dai coperti serviti in sala ma dal numero di macchine smontate e lavate, da quanti ripieni diversi si preparano e da quanto spesso si sanifica, perché la pasta fresca impone una disciplina igienica stretta. Questa guida fa il giro del laboratorio una postazione alla volta, poi spiega come misurare il vostro carico reale, quale degrassatore scegliere e come montarlo, passaggio per passaggio.
Il giro del laboratorio: che cosa arriva allo scarico da ogni macchina
Il grasso di un pastificio arriva quasi sempre da tre fonti: il tuorlo d'uovo dell'impasto, i ripieni (burro, formaggi, carni, salumi) e la cucina dei condimenti venduti al banco. Le macchine in sé non producono grasso, ma lo raccolgono e lo cedono all'acqua quando vengono lavate.
Impastatrice e vasca dell'impasto
L'impasto all'uovo lascia sulle pareti della vasca e sulle fruste una pellicola appiccicosa di farina e tuorlo. Con l'acqua fredda si stacca male; con l'acqua calda si scioglie e scorre via. Il tuorlo contiene grassi che, una volta nel tubo e raffreddati, contribuiscono alle incrostazioni insieme all'amido. Il primo gesto utile è raschiare la vasca con una spatola di plastica e buttare i residui di pasta nei rifiuti organici prima di aprire il rubinetto.
Sfogliatrice, trafilatrice e trafile
Le trafile sono il cuore del pastificio e anche la parte più delicata da lavare. Una trafila al bronzo intasata di impasto secco si mette spesso in ammollo per ore, poi si spazzola o si lava con apparecchi dedicati. L'acqua di ammollo è torbida di amido e di uovo: poco grasso in assoluto, ma tanto materiale che sedimenta. Nel degrassatore questo significa che il cestello si riempie di pasta e che il fondo della vasca raccoglie un fango bianco da togliere a ogni svuotamento. La sfogliatrice si pulisce soprattutto a secco, con spazzole, e manda poca acqua allo scarico.
Ravioliera e formatrici
Qui il grasso cresce. I rulli, gli stampi e le tramogge della ravioliera trattengono il ripieno: ricotta, burro, parmigiano, mortadella, prosciutto, carne brasata, zucca con amaretti e burro. Lo smontaggio a fine produzione porta in vasca pezzi di ripieno e sfoglia. Se il ripieno contiene burro o carne, l'acqua calda del lavaggio scioglie il grasso e lo trascina. È la postazione che decide la taglia del degrassatore più di qualunque altra.
La cucina dei ripieni
Molti pastifici preparano i ripieni in laboratorio: brasano la carne, rosolano la salsiccia, cuociono le verdure nell'olio, fondono il burro con la salvia per i tortelli. I tegami, le casseruole e il cutter che trita la carne cotta sono le stoviglie più grasse della giornata. Una casseruola di brasato lasciata in ammollo nel lavello manda nello scarico in pochi minuti più grasso di tutte le trafile della settimana.
Gastronomia e sughi da banco
Se al banco vendete ragù, sugo ai funghi, lasagne pronte, cannelloni o crespelle, il vostro pastificio è anche una piccola cucina. Le pirofile gratinate e le pentole del ragù cambiano completamente il profilo dello scarico: da laboratorio di impasti a cucina vera, con grasso animale e formaggio fuso.
Pastorizzatore e raffreddamento
Le paste fresche confezionate devono subire un trattamento termico; il pastorizzatore e il tunnel di raffreddamento usano acqua e vapore. Le condense e l'acqua di raffreddamento sono in genere pulite: non vanno fatte passare dal degrassatore se possono essere separate, perché aggiungono portata senza portare grasso e riducono il tempo che il grasso ha per salire in superficie.
Pavimenti e sanificazione
Il lavaggio dei pavimenti del laboratorio trascina farina, briciole di sfoglia e detergente. Se la piletta a pavimento scarica nella stessa linea del lavello, conviene che l'acqua passi prima da una griglia che trattiene i solidi.
| Postazione | Che cosa porta nello scarico | Gesto a secco prima dell'acqua | Peso sul degrassatore |
|---|---|---|---|
| Impastatrice | Amido, tuorlo, grumi di impasto | Raschiare la vasca e le fruste | Basso |
| Trafile e trafilatrice | Acqua d'ammollo torbida, frammenti di pasta | Togliere l'impasto dai fori prima dell'ammollo | Basso in grasso, alto in sedimenti |
| Ravioliera | Ripieno con burro, formaggi, carni | Recuperare il ripieno residuo dalle tramogge | Alto |
| Cucina dei ripieni | Grasso di cottura, sughi di brasato | Versare il grasso in un contenitore, pulire con carta | Molto alto |
| Banco gastronomia | Pirofile gratinate, pentole di ragù | Raschiare le pirofile nei rifiuti organici | Molto alto |
| Pastorizzatore | Condense e acqua di raffreddamento | Tenerle separate se l'impianto lo consente | Nullo in grasso, aumenta la portata |
La pasta fresca impone lavaggi frequenti: cosa dice il DPR 187/2001
Il regolamento sulla produzione e la vendita di sfarinati e paste alimentari è il D.P.R. 9 febbraio 2001, n. 187, articolo 9, dedicato alle paste fresche e stabilizzate. Le paste fresche vendute sfuse vanno conservate, dalla produzione alla vendita, a una temperatura non superiore a +4 °C, con le tolleranze indicate dal testo. Quelle vendute in imballaggi preconfezionati devono avere un tenore di umidità non inferiore al 24 per cento, un'attività dell'acqua libera fra 0,92 e 0,97, essere state sottoposte a un trattamento termico equivalente almeno alla pastorizzazione ed essere conservate a non più di +4 °C, con tolleranza di 2 °C.
Che cosa c'entra con il degrassatore? Un prodotto umido, ricco di uovo e spesso ripieno di latticini o carni, è un prodotto delicato. Il piano di autocontrollo di un pastificio prevede quindi pulizie e sanificazioni frequenti delle macchine e delle superfici. Più lavaggi significano più acqua calda con detergenti che scende nello scarico, a ondate concentrate alla fine di ogni produzione. Il degrassatore va scelto per reggere proprio quelle ondate, non la media della giornata.
Il testo serve anche a un'altra cosa: se producete paste stabilizzate, che l'articolo 9 definisce con umidità non inferiore al 20 per cento e Aw non superiore a 0,92, i trattamenti termici e i tunnel di raffreddamento sono parte del processo. È un motivo in più per progettare lo scarico con l'idraulico separando, dove possibile, le acque pulite di processo dalle acque grasse di lavaggio.
Come si misura il carico di un pastificio
La tabella del catalogo ragiona in coperti al giorno, un'unità che in un laboratorio di pasta va adattata. Il criterio che proponiamo è prudente e facile da applicare: ogni porzione venduta al banco di gastronomia conta come un coperto, e la produzione di pasta conta per il tipo di lavaggio che genera più che per i chili prodotti.
Tre domande per collocarvi nella tabella
- Che cosa lavate nella vasca? Solo impastatrice e trafile vi tengono nelle prime righe; la ravioliera smontata ogni giorno vi sposta in basso di una riga; tegami di brasato e pentole di ragù di un'altra ancora.
- Quante porzioni pronte vendete nel giorno di punta? Lasagne, cannelloni, tortellini conditi, sughi in vaschetta: contatele tutte, anche quelle da asporto, e confrontatele con la fascia di coperti di ogni modello.
- Quanta acqua scaricate insieme? Una vasca piena svuotata di colpo, più una lavapentole collegata alla stessa linea, si avvicina presto alla portata massima dei modelli piccoli. La portata massima di ogni taglia è indicata in tabella: se lo scarico simultaneo è frequente, salite di misura.
Quando le risposte indicano due righe diverse, scegliete la più bassa della tabella, cioè il modello più grande: un degrassatore un po' abbondante si svuota con la stessa fatica, uno sottodimensionato lascia passare il grasso proprio nei giorni di produzione intensa.
| Tipo di pastificio | Portata massima del modello | Porzioni di gastronomia nel giorno di punta | Modello consigliato | Prezzo IVA esclusa |
|---|---|---|---|---|
| Laboratorio di sola pasta liscia, un lavello | 60 L/h | nessuna, o fino a 25 | Degrassatore inox 30 L, sottolavello | 295 € |
| Pasta liscia e qualche ripieno a freddo | 80 L/h | 25 a 40 | Degrassatore inox 40 L, sottolavello | 345 € |
| Ravioliera quotidiana, ripieni cotti in laboratorio | 120 L/h | 40 a 60 | Degrassatore inox 60 L, sottolavello | 459 € |
| Ripieni e banco con ragù, lasagne, crespelle | 140 L/h | 60 a 90 | Degrassatore inox 70 L, sottolavello | 499 € |
| Pastificio con lavapentole e gastronomia intensa | 200 L/h | 90 a 140 | Degrassatore inox 100 L, sottolavello in mobile alto | 639 € |
| Produzione per ristoranti e negozi, più vasche | 240 L/h | 140 a 220 | Degrassatore inox 120 L, da appoggio | 799 € |
| Laboratorio semi industriale con più linee | 400 L/h | 250 a 400 | Degrassatore inox 200 L, da appoggio | 1.049 € |
Tutti i prezzi sono IVA esclusa. Per carichi superiori, o con spazi che nessun modello standard occupa bene, si progetta un degrassatore inox su misura, da 990 € IVA esclusa. Il calcolatore rifà il conto per la parte di gastronomia.
Due calcoli di esempio
Gli esempi seguenti sono ipotesi costruite per mostrare il metodo, non laboratori esistenti.
Primo caso: una bottega di pasta fresca con un solo lavello, che produce tagliatelle, pappardelle e due tipi di ravioli di ricotta e spinaci, senza banco di gastronomia. Nella vasca si lavano impastatrice, trafile e una piccola ravioliera; il ripieno è a freddo, senza burro fuso né carne. È la seconda riga della tabella: il 40 L sottolavello a 345 € IVA esclusa, largo 45 cm e alto 30, che lascia spazio alle cassette delle trafile accanto.
Secondo caso: un pastificio con banco di gastronomia che vende ogni sabato 70 porzioni tra lasagne, cannelloni e tortellini al ragù. Settanta porzioni cadono nella fascia 60 a 90 del 70 L, che ha una portata massima di 140 L/h e misura 60 × 40 × 30 cm. L'altezza ridotta permette di metterlo sotto una vasca da laboratorio a una o due vasche senza alzare il lavello.
Prima di comprare: le misure del vostro sottolavello
In un pastificio lo spazio sotto la vasca di lavaggio è spesso occupato da carrelli, cassette di trafile o dal boiler. Prendete le misure prima di scegliere:
- 30 L: 40 × 30 × 25 cm, ingresso a 194,5 mm, uscita a 164,5 mm.
- 40 L: 45 × 30 × 30 cm, ingresso a 244,5 mm, uscita a 214,5 mm.
- 60 L: 39 × 39 × 39 cm, ingresso a 334,5 mm, uscita a 304,5 mm.
- 70 L: 60 × 40 × 30 cm, ingresso a 244,5 mm, uscita a 214,5 mm.
- 100 L: 65 × 45 × 42 cm, ingresso a 356,5 mm, uscita a 326,5 mm.
- 120 L: 70 × 50 × 35 cm, da appoggio a pavimento.
- 200 L: 70 × 55 × 50 cm, da appoggio a pavimento.
La quota d'ingresso è decisiva: lo scarico della vasca deve arrivare al degrassatore con una pendenza, quindi più alto dell'ingresso. Un 60 L con ingresso a 334,5 mm richiede una vasca di lavaggio con lo scarico abbastanza alto; un 70 L, più basso, entra quasi ovunque ma è largo 60 cm.
Installazione passo per passo in un laboratorio di pasta
Il montaggio di un degrassatore sottolavello è un lavoro da idraulico di una mattinata, se lo scarico è già predisposto. Questi sono i passaggi, nell'ordine in cui conviene farli in un pastificio.
- Scegliete il giorno. Fate l'intervento in un giorno di chiusura o dopo l'ultima produzione, con le macchine già lavate e il laboratorio sanificato: lavorare sullo scarico con impasti aperti non è compatibile con l'igiene della pasta fresca.
- Individuate la vasca giusta. Il degrassatore va sotto la vasca dove si lavano ravioliera, bacinelle dei ripieni e pentole. Se le trafile si mettono in ammollo in un'altra vasca, valutate con l'idraulico se collegare anche quella.
- Separate le acque pulite. Condense del pastorizzatore, acqua di raffreddamento e lavamani non devono passare dal degrassatore se è possibile evitarlo: aggiungono portata senza grasso.
- Verificate le quote. Misurate l'altezza dello scarico della vasca da terra e confrontatela con la quota d'ingresso del modello. Serve una pendenza continua verso il degrassatore, senza contropendenze dove il grasso possa ristagnare.
- Posizionate la vasca del degrassatore. Appoggiatela su una base piana e stabile, con il coperchio accessibile: dovrete aprirlo almeno ogni sera per il cestello. Lasciate spazio sopra per sollevare il coperchio e sfilare il cestello senza smontare nulla.
- Collegate l'ingresso. Gli attacchi sono da Ø 50 mm. Il collegamento con i raccordi EPDM, a 29,90 € IVA esclusa, si fa senza colla e si smonta facilmente se un giorno dovete spostare il degrassatore.
- Collegate l'uscita. L'uscita è più bassa dell'ingresso e va collegata allo scarico verso la fognatura, mantenendo la pendenza.
- Riempite d'acqua pulita. Prima del primo utilizzo il degrassatore va riempito: una vasca vuota lascerebbe passare la prima acqua grassa direttamente nel tubo.
- Fate la prova. Riempite la vasca di lavaggio, scaricatela tutta in una volta e guardate: nessun ristagno nel lavello, nessuna perdita dai raccordi, coperchio chiuso a tenuta.
- Documentate. Fotografate il degrassatore montato con il modello visibile, annotate data e installatore nel registro di manutenzione. Saranno le prime cose richieste durante un controllo.
La guida installare un degrassatore sotto lavello mostra i collegamenti in dettaglio; se le vasche sono più di una, leggete anche collegare più lavelli e lavastoviglie a un separatore.
Le regole sullo scarico di un pastificio
La disciplina nazionale degli scarichi sta nel decreto legislativo 152/2006. L'articolo 124 stabilisce che ogni scarico deve essere preventivamente autorizzato, con una deroga importante al comma 4: le acque reflue domestiche che finiscono in fognatura sono sempre ammesse, se rispettano i regolamenti del gestore del servizio idrico integrato. L'articolo 107, al comma 2, ripete lo stesso principio per le reti fognarie e, al comma 3, vieta di smaltire rifiuti in fognatura, anche triturati. Ritagli di sfoglia, ripieno avanzato e scarti di impasto sono rifiuti: vanno nell'organico, non nel lavello.
Il vostro scarico è assimilato al domestico?
Qui serve prudenza. Il D.P.R. 227/2011, articolo 2, assimila alle domestiche, fra le altre, le acque di insediamenti che producono beni o servizi i cui scarichi terminali provengono esclusivamente da servizi igienici, cucine e mense, oltre a quelle delle attività elencate nella tabella 2 del suo allegato A con i limiti indicati. Il comma 2 precisa che questi criteri valgono in assenza di disciplina regionale. Un pastificio con banco di vendita e un solo lavello è spesso trattato come una cucina; un laboratorio che produce per la grande distribuzione, con linee di pastorizzazione e lavaggi industriali, può non esserlo. La risposta la danno la vostra Regione e il gestore: chiedetela prima di aprire o di ampliare la produzione.
Che cosa rischia chi sbaglia
L'articolo 133 prevede, al comma 2, una sanzione amministrativa da 6.000 a 60.000 euro per chi apre o mantiene uno scarico senza l'autorizzazione richiesta dall'articolo 124; al comma 3, da 1.500 a 15.000 euro per chi scarica senza rispettare le prescrizioni dell'autorizzazione o quelle fissate ai sensi dell'articolo 107, comma 1. Nel caso di un laboratorio non assimilato, quindi, il degrassatore richiesto dal gestore diventa una prescrizione da rispettare, non un consiglio.
L'igiene del laboratorio
Il regolamento (CE) 852/2004, allegato II, capitolo I, punto 8, chiede che i sistemi di scarico delle acque reflue siano adeguati, progettati e costruiti in modo da evitare il rischio di contaminazione. In un pastificio questo vuol dire anche un degrassatore con coperchio a tenuta, che non riporti odori o ristagni nel locale dove si stende la sfoglia. Per una visione d'insieme, la pagina normativa in vigore e l'articolo autorizzazione allo scarico e degrassatore raccolgono il resto.
Manutenzione: come inserirla nel piano di pulizia del pastificio
Il degrassatore va trattato come una macchina del laboratorio, con il suo posto nel piano di sanificazione.
- Ogni sera, dopo l'ultimo lavaggio, sfilate il cestello inox, svuotatelo nei rifiuti organici e sciacquatelo. In un pastificio il cestello raccoglie soprattutto pasta e ripieno, e si riempie in fretta.
- Almeno una volta alla settimana fate lo svuotamento completo: togliete lo strato di grasso in superficie con la schiumarola, svuotate la vasca, raschiate il fango di amido dal fondo, risciacquate e riempite d'acqua pulita. Se nel laboratorio si cucina molto, ragù e brasati, fatelo più spesso.
- Il grasso estratto è un rifiuto: affidatelo a un operatore autorizzato e conservate il documento dell'intervento.
- Segnate ogni operazione nel registro, accanto alle sanificazioni delle macchine: chi controlla il piano di autocontrollo vede in un colpo solo che lo scarico è gestito.
Il kit manutenzione a 49,90 € IVA esclusa comprende spazzola, schiumarola e spatola. Per l'impostazione del registro c'è l'articolo registro di manutenzione del degrassatore.
Gli sbagli che intasano lo scarico di un pastificio
- Lasciare le trafile in ammollo nella vasca collegata al degrassatore per tutta la notte, con il tappo aperto. L'impasto ammorbidito scende a pezzi e riempie il cestello prima del mattino.
- Lavare la casseruola del brasato con acqua bollente senza raschiarla. Il grasso fuso attraversa il degrassatore troppo caldo per separarsi bene. Versate prima il fondo grasso in un contenitore e passate la carta.
- Buttare il ripieno avanzato nel lavello. È un rifiuto: va nell'organico. Il divieto dell'articolo 107, comma 3, vale anche per gli scarti alimentari.
- Far passare dal degrassatore le condense del pastorizzatore. Acqua pulita in più significa meno tempo di sosta per il grasso.
- Scegliere la taglia guardando solo la pasta liscia. Il giorno in cui inizia la produzione di ripieni di carne o il banco di gastronomia, il degrassatore diventa piccolo.
- Dimenticare il fondo. L'amido sedimenta e indurisce: se togliete solo il grasso in superficie, la capacità utile si riduce settimana dopo settimana.
- Usare prodotti caustici per sturare. Spostano il problema più avanti nel tubo e non sono compatibili con un laboratorio alimentare a ridosso della sfoglia.
Se lo scarico rallenta nonostante tutto, l'articolo degrassatore otturato: cause e soluzioni aiuta a trovare il punto critico.
Quando il pastificio cresce
Molti pastifici nascono come bottega e diventano fornitori di ristoranti. È il momento in cui cambiano le vasche, arriva la lavapentole, si aggiunge una seconda ravioliera. Prima di comprare macchine nuove, rifate la prova del secchio con il nuovo assetto e controllate se il degrassatore esistente regge ancora. Passare dal 60 L al 100 L sottolavello, o a un 120 L da appoggio accanto alla vasca, è più semplice se lo spazio è stato previsto quando si è progettato il laboratorio.
Chi vende ai ristoranti spesso riceve richieste documentali: schede dei prodotti, piano di autocontrollo, a volte domande sullo smaltimento dei rifiuti. Un registro del degrassatore tenuto in ordine è un documento in più da mostrare, senza costi aggiuntivi.
Acciaio inox in un laboratorio di pasta
Un laboratorio di pasta fresca si sanifica con detergenti e acqua calda ogni giorno. I nostri degrassatori sono in acciaio inox 304L, con cestello inox rimovibile e coperchio a tenuta: si lavano con gli stessi prodotti usati per le superfici del laboratorio e non assorbono odori. La garanzia è di 2 anni. Per chi sta valutando di sostituire una vecchia vasca in plastica c'è l'articolo sostituire il vecchio degrassatore in plastica con l'inox.
Se il gestore del vostro comune chiede una vasca condensagrassi esterna, interrata, si tratta di un'opera edile da far progettare e realizzare a un'impresa: non è un prodotto che vendiamo. Il degrassatore sottolavello resta comunque utile a monte, per trattenere il grasso alla fonte.
Domande frequenti dei pastifici
Un pastificio artigianale deve avere il degrassatore?
Dipende dal regolamento del gestore del servizio idrico del vostro comune e dalla classificazione del vostro scarico. Se producete ripieni con burro, formaggi o carni, o vendete gastronomia, il grasso nello scarico c'è comunque, e molti gestori lo richiedono per tutte le attività alimentari con lavaggi.
Quale degrassatore per un pastificio che fa tortellini e ravioli?
Per un laboratorio che usa la ravioliera ogni giorno e cucina i ripieni sul posto, il riferimento è il 60 L sottolavello a 459 € IVA esclusa, con portata massima di 120 L/h. Con un banco di gastronomia con ragù e lasagne si sale al 70 L a 499 € IVA esclusa.
L'acqua di ammollo delle trafile deve passare dal degrassatore?
Sì, se esce dalla vasca di lavaggio collegata. Porta poco grasso ma molto amido e frammenti di impasto, che il cestello trattiene. Togliete prima l'impasto dai fori e svuotate il cestello ogni sera.
Il pastorizzatore va collegato al degrassatore?
Meglio di no, se l'impianto permette di separare le condense e l'acqua di raffreddamento. Sono acque senza grasso che aumentano solo la portata e riducono l'efficacia della separazione.
Con il DPR 187/2001 cambia qualcosa per lo scarico?
Il decreto non parla di scarichi: fissa i requisiti delle paste fresche, come la conservazione a non più di +4 °C e la pastorizzazione per le preconfezionate. Indirettamente conta, perché un prodotto così delicato richiede sanificazioni frequenti e quindi più acqua di lavaggio.
Ogni quanto va svuotato il degrassatore di un pastificio?
Il cestello ogni sera, lo svuotamento completo almeno una volta alla settimana, togliendo anche il sedimento di amido dal fondo. Se cucinate brasati e ragù tutti i giorni, aumentate la frequenza.
Posso mettere il degrassatore lontano dalla vasca, in un ripostiglio?
È sconsigliato: nel tratto di tubo prima del degrassatore il grasso si raffredda e aderisce alle pareti. Più è vicino alla vasca di lavaggio, meglio lavora. Il 120 L e il 200 L da appoggio vanno comunque accanto alla zona di lavaggio.
Quanto tempo serve per riceverlo?
I modelli sono in preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026, poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi. Conviene ordinare prima di un ampliamento del laboratorio, così l'idraulico monta tutto in un solo intervento.
Testi consultati per questa guida
- D.P.R. 187/2001, articolo 9: paste alimentari fresche e stabilizzate
- D.Lgs. 152/2006, articolo 107: scarichi in reti fognarie
- D.Lgs. 152/2006, articolo 124: criteri generali dell'autorizzazione
- D.P.R. 227/2011, articolo 2: criteri di assimilazione
- D.Lgs. 152/2006, articolo 133: sanzioni amministrative
- Regolamento (CE) 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari
Letture eseguite il 6 ottobre 2026. Le prescrizioni puntuali per il vostro indirizzo restano quelle del gestore del servizio idrico integrato e della Regione.
Il vostro laboratorio è pronto per il degrassatore? Degrassatore inox 60 L a 459 € IVA esclusa · 70 L a 499 € IVA esclusa · Tutti i sottolavello · Chiedete un preventivo con le misure della vasca