Risposta rapida: il bar con tavola calda di un'area di servizio, da 60 a 90 pasti caldi nel giorno di punta, monta il degrassatore inox 70 L sottolavello a 499 € IVA esclusa. Un self con cucina vera, fino a 220 pasti, il 120 L da appoggio a 799 € IVA esclusa. Il disoleatore del piazzale è un altro impianto.
Pagina aggiornata il 6 ottobre 2026, a cura del team tecnico di Separatori Grassi.
Degrassatore inox 70 L · Calcolate i pasti del giorno di punta · Chiedete un'offerta
Chi gestisce il punto di ristoro di un'area di servizio vive in un luogo dove l'acqua sporca ha due origini completamente diverse. Fuori, sul piazzale, la pioggia lava l'asfalto dove sostano auto e camion e si carica di idrocarburi e polveri. Dentro, in cucina e al banco, il lavello riceve il grasso di panini piastrati, primi, cotolette e piatti caldi. Le due acque si somigliano solo per il fatto di essere sporche: si trattano con impianti diversi, sono regolate da norme diverse e spesso fanno capo a responsabili diversi.
Questa pagina mette a confronto due configurazioni tipiche del ristoro su strada, spiega dove finisce la competenza del degrassatore e dove comincia quella del disoleatore, e ricostruisce le pratiche da sistemare quando si apre o si rinnova un punto di ristoro.
Disoleatore e degrassatore: due impianti, due mestieri
Il degrassatore tratta le acque di cucina: acqua calda, detersivi, grassi alimentari animali e vegetali. Il grasso, più leggero dell'acqua, sale in superficie quando la corrente rallenta e resta nella vasca. Il disoleatore, o separatore di idrocarburi, tratta invece le acque meteoriche e di lavaggio dei piazzali, dove il rischio sono carburanti e oli minerali. Lavorano entrambi per differenza di densità, ma su liquidi, portate e temperature che non hanno nulla in comune.
Per questo non si può usare uno al posto dell'altro. Un disoleatore dimensionato per la pioggia del piazzale riceverebbe dalla cucina acqua calda e detersivi che tengono il grasso in sospensione; un degrassatore sottolavello collegato alle caditoie sarebbe sommerso alla prima pioggia. Il disoleatore del piazzale è un'opera della rete esterna che non rientra nella nostra gamma: qui ci occupiamo solo della cucina.
Che cosa dice la legge sulle acque del piazzale
L'articolo 113 del D.Lgs. 152/2006 affida alle Regioni la disciplina delle acque meteoriche di dilavamento. Il comma 3 precisa che le Regioni stabiliscono i casi in cui le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne devono essere convogliate e trattate, quando le attività svolte comportano il rischio di dilavare da superfici impermeabili scoperte sostanze pericolose. Il comma 4 vieta in ogni caso lo scarico diretto di acque meteoriche nelle acque sotterranee.
Il messaggio pratico per il gestore del ristoro è semplice: la regola sulle acque del piazzale la trovate nella normativa della vostra Regione e nei documenti dell'impianto di distribuzione, non nel regolamento che riguarda la cucina. Le due reti dovrebbero restare separate fino al punto in cui il progetto prevede che si incontrino.
Le acque della cucina, invece
Le acque del bar e della cucina seguono la disciplina degli scarichi. L'articolo 124 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce al comma 1 che tutti gli scarichi devono essere autorizzati in via preventiva; il comma 4 ammette sempre gli scarichi di acque reflue domestiche in rete fognaria, nel rispetto dei regolamenti fissati dal gestore del servizio idrico integrato. Le acque di un punto di ristoro i cui scarichi terminali provengono soltanto da bagni, cucina e sala sono di regola trattate come assimilate alle domestiche, secondo il D.P.R. 227/2011, salvo diversa disciplina regionale.
La differenza vera, per un'area di servizio, è un'altra: molte stanno lungo strade extraurbane o tratti autostradali lontani dai centri abitati, dove la fognatura pubblica non arriva. In quel caso il comma 4 non si applica, perché parla di scarichi in rete fognaria.
Area di servizio isolata, senza fognatura
L'articolo 100, comma 3, prevede che per insediamenti ed edifici isolati che producono acque reflue domestiche le Regioni individuino sistemi individuali o altri sistemi adeguati, con lo stesso livello di protezione ambientale. L'articolo 103 vieta lo scarico sul suolo e negli strati superficiali del sottosuolo, salvo le eccezioni elencate, tra cui proprio i casi dell'articolo 100, comma 3.
Qui il degrassatore diventa ancora più importante. Un impianto di trattamento individuale, che sia una fossa, una vasca o un piccolo depuratore, soffre molto il grasso: il grasso forma croste, intasa le tubazioni di dispersione e riduce l'efficacia del trattamento biologico. Trattenerlo alla fonte, sotto il lavello, protegge un impianto che il titolare dovrà comunque mantenere a proprie spese.
Due configurazioni a confronto
Il ristoro su strada si presenta in molte forme. Per ragionare sulla scelta conviene guardare due casi estremi: il bar con tavola calda, che scalda e assembla, e il self con cucina, che cucina davvero. Le descrizioni sono esempi costruiti per il confronto, non punti vendita esistenti.
| Aspetto | Configurazione A: bar con tavola calda | Configurazione B: self con cucina |
|---|---|---|
| Cosa si prepara | Panini piastrati, toast, tramezzini, qualche primo rigenerato | Primi, secondi di carne, contorni, fritti, piatti del giorno |
| Fonti di grasso nel lavello | Piastre, pinze, vaschette dei condimenti, tazze e piattini | Pentole, teglie, padelle, cestelli della friggitrice, vassoi del self |
| Lavaggio | Lavabicchieri e un lavello | Lavello di prelavaggio, lavastoviglie, lavapentole |
| Pasti caldi nel giorno di punta (esempio) | 70 | 190 |
| Modello consigliato | 70 L sottolavello, 499 € IVA esclusa | 120 L da appoggio, 799 € IVA esclusa |
| Ingombro | 60 × 40 × 30 cm, sotto il lavello del banco | 70 × 50 × 35 cm, a pavimento accanto al lavapentole |
| Portata massima | 140 L/h | 240 L/h |
| Punto critico | Spazio sotto il banco, spesso occupato da lavabicchieri e cassette | Portata della lavastoviglie che si somma al lavapentole |
Configurazione A, nel dettaglio
Il bar con tavola calda lavora soprattutto con la piastra e con stoviglie leggere. Il grasso arriva al lavello dalle pinze, dai taglieri e dalle vaschette di salse e verdure grigliate. Il carico è moderato ma continuo, dalle sei del mattino alla sera, con picchi a pranzo. Settanta pasti caldi nel giorno di punta rientrano nella fascia del 70 L, da 60 a 90 coperti.
Il 70 L è basso, 30 cm, e largo 60: si adatta bene sotto i banchi bar a due vasche. Se il banco è stretto e i pasti caldi non superano i 60, scegliete il 60 L a 459 € IVA esclusa: è un cubo di 39 cm di lato e trova posto in vani dove il modello più largo non passa.
Configurazione B, nel dettaglio
Il self con cucina ha un lavaggio pentole, una friggitrice e una lavastoviglie che lavora a ondate dopo ogni picco. Centonovanta pasti caldi nel giorno di punta stanno nella fascia del 120 L, da 140 a 220 coperti. Il 120 L è un modello da appoggio: non va sotto il lavello, ma a pavimento accanto, con l'ingresso a 294,5 mm e l'uscita a 264,5 mm da terra.
Se il self serve anche la sala di un ristorante con servizio al tavolo, o se nei giorni dell'esodo i pasti superano i 220, il passo successivo è il 200 L da appoggio, 1.049 € IVA esclusa, previsto da 250 a 400 coperti. Tra 220 e 250 non c'è una taglia intermedia: scegliete il 200 L.
Il giorno di punta di un'area di servizio
Un ristorante di città ha il sabato sera; un'area di servizio ha i giorni dell'esodo, i ponti, le partenze e i rientri di agosto. Il degrassatore va dimensionato su quel giorno, non sulla media. Se il bar serve 40 pasti caldi in un martedì di novembre e 85 nella domenica di rientro dalle ferie, la taglia si sceglie su 85.
Che cosa contare
- Ogni pasto caldo servito, al tavolo o al self, conta come un coperto.
- Ogni panino piastrato o toast conta come mezzo coperto: richiede piastra e pinze, ma poche stoviglie.
- Caffè, bevande e prodotti confezionati non contano: non mandano grasso nello scarico.
- I pasti da asporto in vaschetta contano come quelli in sala, perché le pentole sono le stesse.
Queste regole sono una prudenza di calcolo, non un dato normativo. Se avete i dati di cassa dell'anno precedente, usate il giorno con più pasti caldi venduti: è il numero più affidabile. Il calcolatore di capacità traduce il risultato nella taglia.
Tabella delle taglie per il ristoro su strada
| Pasti caldi nel giorno di punta | Tipo di punto di ristoro | Modello | Posa | Prezzo IVA esclusa |
|---|---|---|---|---|
| 15 a 25 | Chiosco con piastra in un distributore di carburante | 30 L | Sottolavello | 295 € |
| 25 a 40 | Bar di stazione di servizio con toast e panini | 40 L | Sottolavello | 345 € |
| 40 a 60 | Bar con primi rigenerati | 60 L | Sottolavello | 459 € |
| 60 a 90 | Bar con tavola calda | 70 L | Sottolavello | 499 € |
| 90 a 140 | Tavola calda con piccola cucina | 100 L | Sottolavello, mobile alto | 639 € |
| 140 a 220 | Self con cucina | 120 L | Da appoggio | 799 € |
| 250 a 400 | Self e ristorante nello stesso edificio | 200 L | Da appoggio | 1.049 € |
| Oltre 400 | Grande area con più punti di somministrazione | Su misura | Su progetto | da 990 € |
Le pratiche, nell'ordine in cui si incontrano
Aprire o rilevare un punto di ristoro in un'area di servizio richiede di mettere in fila più adempimenti. L'ordine qui proposto parte dal titolo per somministrare e arriva alla gestione quotidiana dello scarico.
1. Il titolo per somministrare
Il D.Lgs. 59/2010, articolo 64, comma 1, sottopone l'apertura, il trasferimento e il subingresso negli esercizi di somministrazione a segnalazione certificata di inizio attività allo sportello unico del comune, con autorizzazione solo nelle zone soggette a tutela. La legge 287/1991, articolo 3, comma 6, lettera c), esclude dalla programmazione comunale gli esercizi posti nelle aree di servizio delle autostrade e all'interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime.
Essere esclusi dalla programmazione non significa essere esclusi dalle regole: il comma 7 dello stesso articolo ricorda che la somministrazione va esercitata nel rispetto delle norme edilizie, urbanistiche e igienico-sanitarie. Lo scarico della cucina è una di queste.
2. La destinazione dello scarico
Chiedete al titolare dell'area o al concessionario dove recapitano le acque del fabbricato: pubblica fognatura, rete privata dell'area, impianto di trattamento proprio. È la domanda da cui dipende tutto il resto.
3. Il regolamento applicabile
Se lo scarico va in fognatura, leggete il regolamento del gestore del servizio idrico integrato del territorio: indica se il separatore di grassi è obbligatorio, di che tipo e come va mantenuto. Se recapita in un impianto proprio, l'autorizzazione allo scarico dell'area contiene le prescrizioni da rispettare.
4. L'autorizzazione, quando serve
Per uno scarico fuori fognatura serve l'autorizzazione dell'articolo 124. L'articolo 133, comma 2, punisce chi apre o effettua scarichi di acque reflue domestiche senza quell'autorizzazione con una sanzione amministrativa da 6.000 a 60.000 euro. Se rilevate un'attività esistente, verificate che l'autorizzazione sia intestata correttamente e in corso di validità.
5. Il degrassatore e il registro
Installato il separatore della taglia giusta, si apre il registro degli svuotamenti. Nelle aree di servizio, dove i turni ruotano su molte persone, il registro è anche lo strumento per sapere se lo svuotamento della settimana è stato fatto.
Installazione in un banco bar o in una cucina di passaggio
Le cucine delle aree di servizio sono spesso progettate per occupare il minor spazio possibile, con banchi lunghi e retro stretti. Prima di ordinare, misurate il vano sotto il lavello: larghezza, profondità, altezza utile fino al sifone. Gli attacchi sono da Ø 50 mm su ogni taglia, e la quota di uscita sta sempre 30 mm sotto quella di entrata.
- Il 70 L ha l'ingresso a 244,5 mm da terra: il lavello deve scaricare sopra quella quota con la sua pendenza.
- Il 100 L ha l'ingresso a 356,5 mm: serve un mobile alto o un lavello rialzato.
- Il 120 L e il 200 L stanno a pavimento: lasciate davanti almeno lo spazio per aprire il coperchio ed estrarre il cestello.
I raccordi EPDM, 29,90 € IVA esclusa, permettono di collegarsi a uno scarico esistente senza colla. La guida installare il degrassatore sottolavello descrive quote e passaggi. Per il collegamento di lavabicchieri e lavastoviglie sulla stessa linea vale quanto spiegato in collegare più lavelli e lavastoviglie a un separatore.
Le caditoie non vanno collegate
Sembra ovvio, ma nelle ristrutturazioni capita di trovare la caditoia del retro o lo scarico della pedana esterna collegati alla linea della cucina. Con la pioggia, la portata supera di molto quella del separatore e il grasso accumulato viene spinto fuori. Fate verificare all'idraulico che sul degrassatore arrivino solo lavelli e apparecchi della cucina.
Manutenzione con turni lunghi e personale che ruota
Un punto di ristoro su strada può restare aperto dalle prime ore del mattino a tarda sera, a volte tutta la notte. La regola resta quella di ogni cucina: cestello svuotato a fine giornata, svuotamento completo della vasca almeno una volta alla settimana, più spesso se si frigge molto. Con il personale che cambia a ogni turno, serve renderla impossibile da dimenticare.
- Assegnate lo svuotamento del cestello al turno di chiusura, o al turno della notte se l'esercizio non chiude mai.
- Fissate il giorno dello svuotamento completo, di preferenza quello con meno traffico.
- Nei giorni dell'esodo, aggiungete un controllo del cestello a metà giornata.
- Conservate il documento di ogni ritiro del grasso eseguito da un operatore autorizzato.
- Tenete il registro vicino al lavello, non in ufficio.
L'olio delle friggitrici segue una strada sua: l'articolo 233 del D.Lgs. 152/2006 obbliga chi detiene oli e grassi esausti per attività professionale a conferirli al Consorzio, direttamente o tramite incaricati, e a stoccarli in un contenitore conforme in attesa del ritiro. Il kit manutenzione, a 49,90 € IVA esclusa, raccoglie spazzola, schiumarola e spatola. Per la frequenza si veda ogni quanto svuotare il degrassatore.
Chi risponde dello scarico in un'area di servizio
In un'area di servizio convivono spesso tre soggetti: chi è titolare dell'area o della concessione, chi gestisce l'impianto di distribuzione dei carburanti e chi gestisce il bar o il ristoro. Il degrassatore riguarda soprattutto il terzo, ma lo scarico finale può essere intestato al primo. Chiarire i ruoli prima dell'apertura evita di scoprirli durante un controllo.
L'articolo 124, comma 2, del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che l'autorizzazione è rilasciata al titolare dell'attività da cui origina lo scarico. Quando più attività conferiscono le loro acque, tramite condotta, a un terzo soggetto titolare dello scarico finale, l'autorizzazione è rilasciata a quest'ultimo, fermo restando che ciascun titolare risponde della propria attività. Tradotto per il ristoro: anche se lo scarico dell'area è intestato ad altri, le acque che escono dalla vostra cucina restano una vostra responsabilità.
Cosa chiedere al titolare dell'area prima di firmare
- Una copia della planimetria delle reti, con la linea della cucina distinta da quella del piazzale.
- L'indicazione del recapito finale: fognatura, rete privata, impianto proprio.
- Se lo scarico è autorizzato, la data di rilascio e le prescrizioni che riguardano le acque di cucina.
- Chi paga e chi organizza il ritiro del grasso separato e lo svuotamento degli impianti comuni.
- Dove si trova il pozzetto di ispezione a valle del degrassatore.
Se l'area cambia gestore del ristoro, il registro degli svuotamenti e i documenti dei ritiri dovrebbero passare al nuovo gestore insieme alle chiavi. Senza quella storia il nuovo arrivato non sa se il separatore è stato curato o se eredita mesi di grasso accumulato.
Il controllo prima della stagione di punta
Per molte aree il traffico cresce in modo netto con le partenze estive e con i grandi ponti di primavera. Qualche giorno prima conviene un controllo dedicato, che richiede meno di un'ora e riduce di molto il rischio di fermarsi proprio quando il ristoro incassa di più.
- Svuotamento completo della vasca, raschiatura delle pareti e pulizia del cestello.
- Verifica della guarnizione del coperchio: se è indurita o rotta, gli odori salgono in cucina.
- Controllo dei raccordi in ingresso e in uscita, con una prova a pieno carico aprendo insieme lavello e lavastoviglie.
- Verifica che lo scarico a valle defluisca bene: un rallentamento indica grasso già depositato nel tubo.
- Aggiornamento del registro con la data del controllo e il nome di chi l'ha eseguito.
Nei giorni di punta il cestello si riempie più in fretta del solito. Prevedete chi lo svuota a metà giornata e lasciate a portata di mano guanti, sacchi e la schiumarola del kit. Dopo la stagione, un secondo svuotamento completo riporta il separatore alle condizioni di partenza.
Panini, piastre e griglie: dove nasce il grasso al banco
Al banco di un'area di servizio il grasso non arriva da un unico punto. La piastra per i panini si raschia a secco, ma le spugne e gli stracci usati per rifinirla vengono sciacquati nel lavello. Le pinze e le palette passano sotto l'acqua decine di volte al giorno. Le vaschette di verdure grigliate, maionese e salse tornano al lavaggio con un velo d'olio. I bicchieri e le tazze, invece, portano soprattutto latte e zucchero.
Ridurre il grasso alla fonte allunga la vita utile del separatore tra due svuotamenti. Tre abitudini semplici aiutano: passare carta assorbente su piastre e vaschette prima di sciacquarle, raccogliere i residui di salse nei rifiuti organici, non lasciare in ammollo per ore le teglie dei primi rigenerati. Nessuna di queste abitudini sostituisce il degrassatore, ma tutte gli tolgono lavoro.
Errori tipici dei punti di ristoro su strada
- Pensare che il disoleatore del piazzale basti anche per la cucina. Tratta acque diverse, con portate diverse: la cucina ha bisogno del suo separatore.
- Dimensionare sulla media annuale. Il separatore deve reggere il giorno dell'esodo.
- Collegare caditoie o pedane esterne alla linea della cucina. La prima pioggia svuota il degrassatore del suo grasso, verso valle.
- Dimenticare l'impianto di trattamento proprio. Se l'area non è in fognatura, il grasso danneggia il sistema individuale che dovete mantenere.
- Lasciare il registro senza responsabile. Con turni che ruotano, se non c'è un nome accanto al compito, il compito non si fa.
- Usare la soda caustica sugli scarichi lenti. Il grasso si scioglie e si riforma più avanti, in tratti più difficili da raggiungere.
Quanto si spende e come ordinare
Per un bar di area di servizio la spesa sta di solito tra il 60 L a 459 € e il 70 L a 499 €, sempre IVA esclusa; un self con cucina sale al 120 L a 799 € o al 200 L a 1.049 €. Tutti i modelli sono in acciaio inox 304L, con cestello estraibile e coperchio a tenuta. Garanzia 2 anni. Preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026; poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi.
Per un'offerta intestata alla società che gestisce il ristoro, scrivete dalla pagina contattateci indicando i pasti caldi del giorno di punta, la presenza di lavastoviglie e friggitrice, le misure del vano e dove recapita lo scarico. Per chi sta aprendo, la lista aprire un ristorante: checklist conformità scarichi aiuta a non dimenticare nulla.
Domande frequenti sulle aree di servizio
Un'area di servizio con disoleatore deve avere anche il degrassatore?
Sì, se ha un bar o una cucina che lava stoviglie unte. Il disoleatore tratta le acque del piazzale, il degrassatore quelle della cucina: sono impianti diversi, con regole diverse.
Quale degrassatore serve a un bar con tavola calda in autostrada?
Con 60 a 90 pasti caldi nel giorno di punta, il degrassatore inox 70 L sottolavello, a 499 € IVA esclusa. Se il banco è stretto e i pasti non superano i 60, il 60 L a 459 € IVA esclusa.
Le acque della cucina possono andare nel disoleatore del piazzale?
No. L'acqua calda e i detersivi della cucina tengono il grasso in sospensione e un impianto pensato per le acque meteoriche non lo trattiene. Le due reti vanno tenute separate secondo il progetto approvato.
Che cosa succede se l'area di servizio non è collegata alla fognatura?
Lo scarico va in un sistema individuale previsto dalla Regione e serve l'autorizzazione allo scarico. Senza autorizzazione, la sanzione per gli scarichi di acque domestiche va da 6.000 a 60.000 euro, secondo l'articolo 133 del D.Lgs. 152/2006.
Il bar di un'area di servizio autostradale ha bisogno della SCIA?
La legge 287/1991 esclude questi esercizi dalla programmazione comunale, ma l'apertura degli esercizi di somministrazione resta soggetta a segnalazione certificata di inizio attività allo sportello unico, come previsto dal D.Lgs. 59/2010. Restano ferme anche le norme igienico-sanitarie.
Come si contano i pasti di un bar per dimensionare il separatore?
Ogni pasto caldo vale un coperto, ogni panino piastrato mezzo coperto, caffè e bevande non contano. Usate il giorno con più pasti caldi dell'anno, di solito un giorno di esodo o di rientro.
Ogni quanto va svuotato il degrassatore in un'area di servizio?
Il cestello a fine giornata o a fine turno, la vasca almeno una volta alla settimana, più spesso se si frigge molto. Nei giorni di traffico intenso conviene un controllo in più.
Il degrassatore va bene anche per un distributore con solo chiosco e piastra?
Sì: un chiosco che vende da 15 a 25 panini piastrati o piatti caldi al giorno può montare il 30 L sottolavello, a 295 € IVA esclusa, largo 40 cm e alto 25. Conviene comunque leggere il regolamento del gestore, perché alcuni prevedono un tipo di separatore preciso.
Chi deve tenere il registro se lo scarico dell'area è intestato al concessionario?
Il registro del degrassatore della cucina lo tiene chi gestisce il ristoro, perché è lui a usare e svuotare il separatore. Una copia dei documenti dei ritiri è utile anche al titolare dello scarico finale, che risponde dell'autorizzazione.
Norme consultate
- D.Lgs. 152/2006, articolo 113: acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia
- D.Lgs. 152/2006, articolo 124: criteri generali sull'autorizzazione degli scarichi
- D.Lgs. 152/2006, articolo 100: reti fognarie e edifici isolati
- D.Lgs. 152/2006, articolo 103: scarichi sul suolo
- D.Lgs. 152/2006, articolo 133: sanzioni amministrative
- Legge 287/1991, articolo 3: esercizi nelle aree di servizio delle autostrade
- D.Lgs. 59/2010, articolo 64: somministrazione di alimenti e bevande
Testi letti il 6 ottobre 2026. Per le acque del piazzale fa fede la disciplina regionale; per quelle della cucina, il regolamento del gestore o l'autorizzazione dell'area.
Mettete in regola la cucina del vostro punto di ristoro. 70 L a 499 € IVA esclusa · 120 L a 799 € IVA esclusa · Tutti i sottolavello · Preventivo