Quando un cliente ci chiede un degrassatore inox (separatore di grassi) "a norma", spesso intende due cose diverse senza saperlo: un apparecchio costruito bene e un apparecchio della grandezza giusta. La norma UNI EN 1825 tiene insieme proprio questi due aspetti, ma lo fa in due parti distinte. La UNI EN 1825-1 riguarda la costruzione, i materiali, le prestazioni di separazione e le prove. La UNI EN 1825-2 riguarda il dimensionamento, cioè come si sceglie la grandezza nominale in base alla portata reale della tua cucina. Comprare "secondo norma" significa rispettarle entrambe: un pozzetto costruito a regola d'arte, ma della taglia corretta per i tuoi coperti. Qui spieghiamo cosa cambia davvero all'acquisto, cosa guardare in un prodotto e quale capacità scegliere per non ritrovarti fuori norma il giorno del controllo.
Risposta rapida: un separatore di grassi certificato secondo la norma UNI EN 1825 è progettato per costruzione (parte 1) e dimensionato per portata (parte 2). All'acquisto conta scegliere la grandezza nominale adatta ai coperti: 30 L per 15-25 coperti, 70 L per 60-90 (il nostro best-seller a 499 €), 100 L per 90-140. Un apparecchio ben costruito ma sottodimensionato resta comunque fuori norma all'uso.
Da ricordare
- La UNI EN 1825-1 fissa costruzione e prestazioni, la UNI EN 1825-2 fissa il dimensionamento (grandezza nominale NS).
- Il nostro acciaio inox e la geometria interna seguono la logica della parte 1, dal 30 L (295 €) al 200 L (1049 €).
- La grandezza si sceglie sui coperti del servizio di punta: il 70 L (499 €) copre 60-90 coperti al giorno, la fascia dove atterra la maggior parte dei ristoranti.
Cosa significa "conforme UNI EN 1825" quando compri?
Significa due garanzie che viaggiano insieme. La prima è costruttiva: l'apparecchio è pensato per separare i grassi in modo efficace, con i materiali giusti e una geometria che rallenta l'acqua quanto basta. La seconda è dimensionale: la grandezza è calcolata sulla portata reale, non scelta a caso o al risparmio. La norma non è un bollino da appiccicare, è un metodo di progettazione.
Attenzione a una confusione che sentiamo spesso al telefono. Un separatore può essere costruito benissimo e restare comunque non conforme all'uso, semplicemente perché è troppo piccolo per la cucina in cui lavora. La conformità non è solo nell'oggetto: è nell'accoppiamento tra l'oggetto e il tuo scarico. Ecco perché insistiamo tanto sui coperti prima ancora che sull'acciaio.
Nella pratica italiana, la UNI EN 1825 è la norma tecnica di riferimento richiamata dai regolamenti di fognatura e dagli enti gestori quando devono valutare un pretrattamento delle acque reflue grasse. Il quadro ambientale generale resta il D.Lgs 152/2006, ma è la norma tecnica a dire come deve essere fatto e dimensionato il separatore.
Parte 1 e parte 2: perché la norma è divisa?
Perché rispondono a due domande diverse. La parte 1 risponde a "com'è fatto e quanto separa"; la parte 2 risponde a "quanto deve essere grande per la mia portata". Sono complementari, e serve rispettarle entrambe.
La UNI EN 1825-1 definisce i principi costruttivi, i requisiti dei materiali, le prestazioni di separazione e le prove che l'apparecchio deve superare. È la parte che ti dice se il pozzetto è progettato per fare bene il suo mestiere: trattenere i grassi, resistere nel tempo, restare stagno. Fonte: UNI, Ente Italiano di Normazione.
La UNI EN 1825-2 definisce invece il metodo di dimensionamento. Introduce la grandezza nominale, chiamata NS, e la formula che la calcola a partire dalla portata di punta e da alcuni fattori correttivi. È la parte che ti dice quale taglia scegliere. Un installatore o un progettista la usa quando l'ente gestore chiede un calcolo formale.
Il punto pratico: un venditore che ti parla solo di "acciaio conforme" ti sta raccontando metà della storia. La conformità completa passa anche dalla taglia. Noi partiamo sempre dai tuoi coperti prima di consigliarti un modello, proprio per non venderti un apparecchio giusto sulla carta e sbagliato nella tua cucina.
Cosa controllare in un separatore progettato secondo norma?
Ci sono alcuni segnali concreti che distinguono un apparecchio pensato secondo la logica della parte 1 da un contenitore qualsiasi. Non serve leggere il testo della norma per riconoscerli.
Il materiale. L'acciaio inox alimentare resiste alla corrosione delle acque grasse e ai detergenti aggressivi, non trattiene odori e si pulisce a fondo. Un pozzetto in plastica economica invecchia male, si deforma con l'acqua calda della lavastoviglie e ingrigisce. Tutti i nostri modelli sono in inox proprio per questo.
La geometria interna. Un separatore serio ha setti e deflettori che obbligano l'acqua a rallentare e a cambiare direzione, così i grassi hanno il tempo di risalire e restare intrappolati. È il cuore del principio di separazione della parte 1. Un semplice secchio con un tubo dentro non separa niente.
La tenuta e gli accessi. Coperchio a tenuta contro gli odori, ingresso e uscita ben posizionati, accesso facile per lo svuotamento e la pulizia. Un buon degrassatore si mantiene senza smontare mezza cucina.
La grandezza dichiarata. Il modello deve corrispondere a una fascia di portata coerente. È qui che entra la parte 2, e dove la nostra griglia coperti ti fa da bussola.
Come sceglie la taglia la UNI EN 1825-2?
Con un calcolo, non a occhio. La parte 2 definisce la grandezza nominale NS a partire dalla portata di punta delle acque reflue, corretta da tre fattori. La formula di riferimento è NS = Qs × ft × fd × fr, e il risultato si arrotonda alla classe normalizzata superiore.
Qs è la portata massima delle acque di scarico, espressa in litri al secondo. Si ricava dagli apparecchi collegati (lavelli, lavastoviglie, vasche di risciacquo) oppure dai pasti serviti nel periodo di punta. È il dato più tecnico, ed è spesso qui che si appoggia a un professionista.
Poi i tre fattori. Il fattore di temperatura (ft) resta a 1,0 per acque fino a 60 °C e cresce oltre: l'acqua molto calda tiene i grassi liquidi e li rende meno separabili, quindi serve vedere più grande. Il fattore di densità (fd) parte da 1,0 per i grassi comuni e sale per materie più dense. Il fattore relativo ai detergenti (fr) aumenta quando si usano molti sgrassanti, perché emulsionano il grasso e gli impediscono di risalire pulito.
Questi valori sono di logica generale. Per l'applicazione esatta al tuo caso fai fede al testo ufficiale della norma o fai validare il calcolo da un installatore: noi non forniamo qui un calcolo certificato, ma la traduzione pratica che segue copre la grande maggioranza delle cucine.
Quale capacità scegliere per i tuoi coperti?
Ecco la parte 2 tradotta in griglia leggibile. Il ristoratore conosce i suoi coperti, raramente la portata in litri al secondo, quindi partiamo da lì. Individua la fascia del tuo servizio più carico, leggi la capacità di fianco, apri il modello.
| Capacità | Coperti al giorno | Prezzo | Modello |
|---|---|---|---|
| 30 L | 15-25 coperti/g | 295 € | Degrassatore inox 30 L |
| 40 L | 25-40 coperti/g | 345 € | Degrassatore inox 40 L |
| 60 L | 40-60 coperti/g | 459 € | Degrassatore inox 60 L |
| 70 L (best-seller) | 60-90 coperti/g | 499 € | Degrassatore inox 70 L |
| 100 L | 90-140 coperti/g | 639 € | Degrassatore inox 100 L |
| 120 L (da posare) | 140-220 coperti/g | 799 € | Degrassatore inox 120 L |
| 200 L (da posare) | 250-400 coperti/g | 1049 € | Degrassatore inox 200 L |
| Oltre o caso particolare | Volume fuori griglia | Su preventivo | Degrassatore su misura |
Due regole d'oro che diamo sempre. Prima: conta il servizio più carico, non la media giornaliera. Una trattoria che fa 55 coperti a pranzo e 30 la sera resta sulla fascia del picco, quindi intorno al 60 L, non la somma dei due servizi. Seconda: se cadi esattamente tra due righe, sali di un gradino. Il margine lo paghi una volta sola; un separatore in saturazione lo paghi a ogni svuotamento e, prima o poi, con un controllo che va storto.
I modelli fino a 100 L stanno sotto il lavello. Il 120 L e il 200 L sono da posare, appoggiati a terra di fianco al lavello, per le portate che non entrano più sotto un mobile. Non sei sicuro della fascia? Il calcolatore di capacità fa la stima a partire dai coperti e dal tipo di cucina.
La costruzione influisce sul dimensionamento?
Sì, più di quanto sembri. Un apparecchio ben progettato secondo la parte 1 lavora al meglio della sua classe; uno costruito male perde efficacia e, a parità di litri, separa peggio. Ma la norma non ti autorizza a "compensare" un dimensionamento scarso con una costruzione ottima: le due parti restano separate proprio per questo.
Lo vediamo sul campo. Un pozzetto con setti ben disegnati trattiene la crosta di grasso in modo pulito, e allo svuotamento si capisce subito che ha lavorato bene. Uno mal fatto lascia passare emulsione anche quando la taglia sarebbe corretta. Per questo consigliamo di non giocare al ribasso su nessuno dei due fronti: né sulla qualità costruttiva, né sulla grandezza.
Il caso peggiore che incontriamo è il contenitore economico sottodimensionato: costruzione povera più taglia risicata. Sembra un affare all'acquisto, poi si traduce in condotte intasate, tappi di grasso che solidificano d'inverno quando la rete è fredda, odori dai sifoni e autospurgo ravvicinato. Il risparmio iniziale torna caro entro pochi mesi.
La conformità serve davvero al controllo?
Sì, e nei modi più concreti. Quando chiedi l'autorizzazione allo scarico, l'ente gestore del servizio idrico o il Comune valutano il pretrattamento delle acque grasse. Un separatore che segue la UNI EN 1825 è il linguaggio che si aspettano: dice che l'apparecchio è progettato per lo scopo e dimensionato sulla portata.
Ci sono poi i controlli in corso d'opera. Un'ispezione ambientale o un sopralluogo dell'ente gestore possono verificare che il separatore ci sia, che sia della grandezza coerente con l'attività e che venga svuotato con regolarità. Qui la parte 2 diventa decisiva: un pozzetto palesemente sottodimensionato per i coperti serviti è un rilievo che salta all'occhio. La costruzione da sola non basta a mettersi al riparo.
Un consiglio operativo che diamo a tutti: tieni traccia degli svuotamenti. Il registro delle manutenzioni e delle asportazioni, con date e ditta incaricata, è spesso ciò che un controllo chiede per primo. Un separatore ben dimensionato riduce la frequenza degli interventi e rende quel registro più leggero da gestire.
Quando serve un calcolo formale o un su misura?
La griglia coperti copre la stragrande maggioranza delle cucine. Ma alcuni casi richiedono di salire di livello.
Il requisito dell'ente gestore. Se il regolamento di fognatura locale o l'ufficio di controllo impone una grandezza nominale UNI EN 1825-2 precisa, serve il calcolo formale con Qs e fattori. In quel caso il degrassatore su misura permette di centrare esattamente la classe richiesta.
Il volume fuori scala. Oltre 400 coperti al giorno, o per una produzione continua tipo cucina centralizzata e catering pesante, i modelli standard non bastano più e si passa al su misura sulla portata reale.
Lo spazio atipico. Un lavello incassato con quote particolari, una nicchia bassa, un passaggio di tubazioni vincolato. Costruiamo il separatore sulle dimensioni esatte del tuo spazio, invece di forzare un modello che non entra. Se hai dubbi sulla classe o sul requisito locale, scrivici per un preventivo: sgrossiamo insieme la situazione.
Che differenza c'è tra prodotto conforme e impianto conforme?
È la distinzione che genera più equivoci e che vale la pena chiarire prima di qualunque acquisto, perché cambia il modo in cui si legge una scheda tecnica.
Un prodotto progettato secondo la norma è un apparecchio le cui caratteristiche costruttive e il cui dimensionamento seguono i criteri previsti. È una qualità del singolo oggetto, verificabile sulla documentazione.
Un impianto conforme è un'altra cosa: è l'insieme del prodotto giusto, installato correttamente, dimensionato sul carico reale di quella cucina e mantenuto nel tempo. Nessuna di queste condizioni deriva automaticamente dall'acquisto.
La conseguenza pratica è che un separatore progettato secondo norma può far parte di un impianto che, in sede di verifica, viene contestato. Succede quando la capacità è inferiore al carico reale, quando il collegamento è stato eseguito senza rispettare pendenze e verso di flusso, o quando non esiste alcuna traccia della manutenzione.
Detto in altri termini: la scheda tecnica risponde alla domanda che apparecchio ho comprato, non alla domanda il mio scarico è a posto. La seconda richiede anche il dimensionamento corretto, l'installazione corretta e il registro.
Quali termini si incontrano leggendo una scheda tecnica?
Il vocabolario tecnico della norma compare nelle schede prodotto e nei capitolati, e non sapere cosa significano quelle sigle rende difficile confrontare due offerte.
| Termine | Che cosa indica | Perché ti riguarda |
|---|---|---|
| Dimensione nominale | Il parametro con cui si identifica la taglia dell'apparecchio secondo la norma | È il dato che compare nei capitolati e nelle richieste degli enti |
| Portata trattata | Quanta acqua l'apparecchio può ricevere continuando a separare | Determina la compatibilità con lavastoviglie e più punti di scarico |
| Capacità | Il volume disponibile per l'accumulo tra due pulizie | Determina ogni quanto va aperto e svuotato |
| Camera di separazione | Il volume in cui i grassi risalgono e vengono trattenuti | È la parte che si apre e si pulisce |
| Deflettore | L'elemento interno che guida il flusso e favorisce la separazione | Se si deforma il rendimento cala senza segnali evidenti |
| Comparto fanghi | La parte destinata a raccogliere i solidi sedimentati | Spiega perché i residui solidi vanno fermati a monte |
Le due righe centrali sono quelle che vengono più spesso confuse tra loro. Capacità e portata sono grandezze diverse: la prima dice quanto puoi accumulare, la seconda quanta acqua puoi far passare nello stesso momento. Una cucina con lavastoviglie professionale può risultare corretta sulla prima e insufficiente sulla seconda, ed è un caso tutt'altro che raro.
Cosa fare se ti chiedono un dato che non trovi sulla scheda?
Capita spesso in fase di pratica: l'ufficio o il tecnico chiedono un'informazione precisa e la scheda del prodotto non la riporta in quella forma.
La prima regola è non stimare. Un dato dichiarato per approssimazione in una pratica resta scritto e diventa il riferimento su cui verranno fatte le verifiche successive. Se il valore reale è diverso, la discordanza emerge nel momento peggiore.
La seconda è chiedere per iscritto al fornitore, indicando esattamente la formulazione usata da chi ti ha posto la domanda. Spesso il dato esiste ma è espresso in modo diverso, e serve semplicemente che qualcuno faccia la traduzione tra i due linguaggi.
La terza è conservare la risposta ricevuta insieme alla scheda tecnica. Diventa parte della documentazione del presidio e ti evita di rifare lo stesso percorso l'anno successivo.
Se la richiesta riguarda un calcolo formale di dimensionamento, cioè non un dato di prodotto ma un valore da determinare sulla base delle caratteristiche della tua cucina, l'interlocutore corretto è il tecnico che segue la pratica. La scheda del separatore fornisce i dati di partenza, non il risultato.
Per qualsiasi dato tecnico sui nostri modelli, dal 30 L a 295 € al 200 L a 1049 €, puoi scrivere a assistenza@separatorigrassi.it indicando la formulazione esatta della richiesta ricevuta.
Domande frequenti
Cosa vuol dire che un separatore di grassi è conforme UNI EN 1825?
Vuol dire che rispetta due parti della norma: la parte 1 sulla costruzione, i materiali e le prestazioni di separazione, e la parte 2 sul dimensionamento della grandezza nominale. Conforme davvero significa apparecchio ben costruito e della taglia giusta per la portata della tua cucina.
Qual è la differenza tra UNI EN 1825-1 e UNI EN 1825-2?
La 1825-1 riguarda com'è fatto il separatore: materiali, geometria interna, prove e prestazioni. La 1825-2 riguarda quanto deve essere grande: introduce la grandezza nominale NS e la formula di calcolo sulla portata di punta. Servono entrambe per essere a norma.
Un separatore in inox è automaticamente a norma?
No. L'acciaio inox è un ottimo materiale e segue la logica costruttiva della parte 1, ma la conformità completa dipende anche dalla grandezza. Un buon inox sottodimensionato per i coperti serviti resta non conforme all'uso e a rischio in caso di controllo.
Che capacità scelgo per essere conforme ai miei coperti?
Parti dal servizio più carico: 15-25 coperti verso il 30 L, 60-90 verso il 70 L best-seller a 499 €, 250-400 verso il 200 L da posare. Se la cucina è grassa, con lavastoviglie calda o in crescita, sali di una fascia.
Mi serve un calcolo UNI EN 1825-2 firmato da un tecnico?
Non sempre. Per la maggior parte delle attività la griglia coperti basta a scegliere bene. Se però l'ente gestore o il regolamento locale chiede una grandezza nominale formale, allora serve il calcolo con Qs e fattori, che un installatore o un progettista mette in sicurezza.
Comprare un separatore conforme basta per essere in regola?
No. La conformità del prodotto riguarda l'apparecchio, mentre l'impianto è conforme quando il prodotto giusto è anche dimensionato sul carico reale, installato correttamente e mantenuto con traccia documentale. Nessuna di queste tre condizioni deriva automaticamente dall'acquisto di un apparecchio conforme.
Che differenza c’è tra capacità e portata trattata?
Sono grandezze diverse. La capacità indica quanto grasso l'apparecchio può accumulare tra due pulizie, la portata trattata quanta acqua può ricevere continuando a separare. Una cucina con lavastoviglie professionale può risultare corretta sulla prima e insufficiente sulla seconda, ed è un caso tutt'altro che raro.
Cosa fare se manca un dato richiesto per la pratica?
Non stimarlo. Va chiesto per iscritto al fornitore riportando la formulazione esatta usata da chi lo ha domandato, perché spesso il dato esiste ma è espresso diversamente. La risposta va poi conservata insieme alla scheda tecnica nel fascicolo del presidio.
Fonti ufficiali
- Norma tecnica UNI EN 1825-1 e -2: UNI, Ente Italiano di Normazione
- Scarichi di acque reflue, D.Lgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale): Normattiva
- Igiene alimentare e HACCP, Reg. CE 852/2004: Ministero della Salute
- Tutela delle acque e ambiente: ISPRA
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Che cosa chiede il vostro comune
L'obbligo si definisce a livello locale, nel regolamento del gestore del servizio idrico e nell'autorizzazione allo scarico. Le nostre pagine locali riassumono che cosa vale sul posto e quale separatore conviene, per esempio a Padova, Oristano o Sulmona, e anche per la provincia di Cagliari e la provincia di Pescara.
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