A Napoli una pizzeria o una trattoria che serve da 60 a 90 coperti al giorno si attrezza con il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, a 499 € IVA esclusa: è il modello che vendiamo di più. In città la ristorazione deve chiedere all'Ente Idrico Campano l'attestazione di scarico assimilato al domestico (Regolamento EIC, art. 17, comma 5).
Aggiornato il 6 ottobre 2026.
Quale degrassatore serve a un ristorante di Napoli?
Serve un degrassatore dimensionato sui coperti serviti nel giorno più pieno della settimana, non sui posti a sedere. Per un locale napoletano che arriva a 60, 70 o 90 coperti in quella giornata il modello giusto è il 70 litri; sotto i 60 coperti basta il 60 litri, sopra i 90 si passa al 100 litri.
Il 70 litri è in acciaio inox 304, si monta sotto il lavello e tratta fino a 140 litri d'acqua all'ora. Misura 60 x 40 x 30 cm (lunghezza, larghezza, altezza), ha raccordi di entrata e uscita da 50 mm di diametro e l'asse dell'entrata a 244,5 mm d'altezza, quello dell'uscita a 214,5 mm. Costa 499 € IVA esclusa.
I due modelli vicini coprono le fasce adiacenti. Il 60 litri serve da 40 a 60 coperti, porta 120 litri all'ora, misura 39 x 39 x 39 cm e costa 459 € IVA esclusa. Il 100 litri serve da 90 a 140 coperti, porta 200 litri all'ora, misura 65 x 45 x 42 cm e costa 639 € IVA esclusa.
Tutti i degrassatori sono in preordine. Preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026; poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi. Ogni apparecchio ha garanzia 2 anni.
| Modello inox 304 | Coperti al giorno | Posa | Portata massima | Dimensioni (L x l x H) | Prezzo IVA esclusa |
|---|---|---|---|---|---|
| 30 litri | 15 a 25 | sottolavello | 60 L/h | 40 x 30 x 25 cm | 295 € IVA esclusa |
| 40 litri | 25 a 40 | sottolavello | 80 L/h | 45 x 30 x 30 cm | 345 € IVA esclusa |
| 60 litri | 40 a 60 | sottolavello | 120 L/h | 39 x 39 x 39 cm | 459 € IVA esclusa |
| 70 litri | 60 a 90 | sottolavello | 140 L/h | 60 x 40 x 30 cm | 499 € IVA esclusa |
| 100 litri | 90 a 140 | sottolavello | 200 L/h | 65 x 45 x 42 cm | 639 € IVA esclusa |
| 120 litri | 140 a 220 | da appoggio a pavimento | 240 L/h | 70 x 50 x 35 cm | 799 € IVA esclusa |
| 200 litri | 250 a 400 | da appoggio a pavimento | 400 L/h | 70 x 55 x 50 cm | 1.049 € IVA esclusa |
| Su misura | oltre 400 | su preventivo | su progetto | su progetto | da 990 € IVA esclusa |
| Kit di manutenzione | tutti i modelli | 49,90 € IVA esclusa |
La gamma è interamente in inox 304 e si appoggia: sotto il lavello fino a 100 litri, a pavimento per 120 e 200 litri, senza scavi né opere murarie. L'elenco completo è in tutti i prodotti; se i vostri numeri non rientrano nella tabella, usate il calcolatore di capacità.
Perché a Napoli una pizzeria deve pensare al grasso nello scarico?
Perché a Napoli la pizzeria è il locale più diffuso di una tradizione riconosciuta: nel 2017 l'UNESCO ha iscritto l'arte del pizzaiuolo napoletano nel patrimonio culturale immateriale e la scheda ufficiale stima in circa 3.000 i pizzaiuoli che vivono e lavorano in città. Ogni bottega lava ogni giorno teglie, contenitori e utensili unti.
Il forno a legna, descritto dall'UNESCO come fase centrale del mestiere, non produce acqua di scarico. Il grasso arriva al lavello da altre parti: le bacinelle dell'olio per i panetti, le padelle della cucina, i cestelli della friggitrice e la lavastoviglie. Sono queste acque calde e unte che vanno fatte passare dal degrassatore prima della fognatura.
Napoli contava 909.013 residenti al 1° gennaio 2025 secondo l'ISTAT. Una rete che serve una città di queste dimensioni riceve gli scarichi di migliaia di cucine: per questo il regolamento regionale distingue le attività di ristorazione dalle semplici abitazioni e chiede loro una verifica in più.
Chi controlla gli scarichi di un locale a Napoli?
Due soggetti: ABC Napoli, che gestisce la rete e rilascia la licenza di fognatura, e l'Ente Idrico Campano, che fissa le regole sugli scarichi in pubblica fognatura e verifica le condizioni di assimilazione. Ai controlli sul territorio possono partecipare entrambi.
ABC Napoli è l'azienda speciale del Comune che gestisce il servizio idrico. Dal 1° marzo 2020 le attività dell'unità Fognatura Privata del Comune sono passate ad ABC, che da allora istruisce le pratiche di allaccio e di modifica delle reti interne secondo il Regolamento comunale approvato con deliberazione n. 1990 del 9 agosto 1941.
L'Ente Idrico Campano è l'ente di governo dell'ambito regionale e ha approvato il Regolamento per la disciplina delle autorizzazioni allo scarico di acque reflue in pubblica fognatura con deliberazione del Comitato Esecutivo n. 3 del 9 gennaio 2019. È il testo che decide quali documenti deve avere una cucina e quali limiti valgono per il suo scarico.
Come si ottiene la licenza di fognatura privata di ABC Napoli?
La licenza si chiede ad ABC prima di allacciare il locale alla fogna pubblica, di modificare o sostituire un allaccio esistente o di cambiare la rete di scarico interna. Se aprite un ristorante in un fondo che aveva un'altra destinazione e rifate la cucina, rientrate quasi sempre nel terzo caso.
Secondo la pagina Fognatura privata di ABC, l'istanza va inviata in duplice copia cartacea e su CD o DVD, per raccomandata A/R a via Argine 929, 80147 Napoli, oppure consegnata a mano all'accettazione dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16. Sul modulo RLF R1 va apposta una marca da bollo da 16 euro.
Gli elaborati richiesti sono la planimetria di inquadramento, la pianta dello stato dei luoghi e la planimetria di progetto della rete interna, con diametri delle condotte, sifoni, pozzetti, griglie e posizione degli eventuali impianti di trattamento. Il degrassatore della cucina va disegnato lì, sulla linea che arriva dai lavelli.
ABC chiede anche un pozzetto di ispezione, da realizzare preferibilmente al confine tra proprietà privata e pubblica, da cui parte la condotta di immissione in fogna. Se la fogna pubblica è promiscua, nello stesso pozzetto di ispezione confluiscono sia le acque reflue sia quelle meteoriche.
La relazione tecnica deve descrivere la rete di progetto e allegare le schede tecniche delle apparecchiature installate, impianti di trattamento compresi. Per un ristorante significa allegare la scheda del degrassatore con capacità, portata e dimensioni. La relazione contiene anche il calcolo della condotta di immissione, con un grado di riempimento inferiore all'80%.
L'istruttoria segue passaggi fissi: esame dei documenti, sopralluogo tecnico preventivo, eventuali pareri di altri enti e richieste di integrazione, atto preliminare, pagamento dei diritti di istruttoria, atto definitivo e sopralluogo conclusivo alla scadenza dei lavori. Il degrassatore deve quindi essere già installato quando il tecnico di ABC torna a verificare.
Cosa chiede l'allegato 2 di ABC per i locali non abitativi
L'allegato 2 sulle specifiche tecniche degli insediamenti non abitativi chiede gli allegati tecnici in tre copie più una digitale. La relazione deve indicare superfici, attrezzature, approvvigionamento idrico con consumo mensile e le portate giornaliere medie e massime in litri al secondo, distinte tra acque domestiche, meteoriche e di lavorazione.
Se le attività usano acqua, la qualità dello scarico deve rientrare nella tabella 3 dell'allegato 5 al D.Lgs. 152/2006 e, se serve, va installato un impianto di trattamento di cui descrivere caratteristiche e smaltimento dei residui. A valle va posto un pozzetto di prelievo campioni, previsto in ogni caso anche senza impianto.
Le stesse specifiche chiedono reti separate per acque domestiche, meteoriche delle coperture e di lavorazione, che si uniscono solo nell'ultimo pozzetto al limite della proprietà se la fogna è promiscua. Negli ambienti chiusi servono chiusini ermetici o tubazioni con tappo d'ispezione, pozzetti ai cambi di direzione e lungo la linea ogni 10 o 15 metri.
La pendenza non deve superare il 2%, con pozzetti di salto se il tratto è lungo; il salto d'acqua dentro un pozzetto va limitato a circa venti centimetri dal fondo. Le piante vanno in scala 1:100 o 1:200 e devono mostrare posizione e dettaglio dell'impianto di trattamento, i particolari costruttivi in scala 1:50.
Locali sotto il livello della strada
Molti fondi napoletani hanno la cucina in un piano ribassato. L'allegato 3 di ABC chiede in questo caso un pezzo speciale antiriflusso in un pozzetto posto a una quota tale che un'eventuale esondazione defluisca verso la strada e non verso il locale, con profilo quotato in scala 1:100 o 1:200.
Se serve un impianto di sollevamento, l'allegato 3 indica una vasca di accumulo con due elettropompe a funzionamento alternato, allarmi visivi e acustici, un gruppo elettrogeno ad avvio automatico e un sistema antiriflusso sulla mandata. L'immissione in fogna deve sempre avvenire a gravità, attraverso un pozzetto di disconnessione.
In una cucina con sollevamento conviene mettere il degrassatore prima della vasca: le pompe ricevono acqua già separata e il grasso non si accumula intorno ai galleggianti. Lo stesso allegato precisa che i pozzi a tenuta a svuotamento periodico sono autorizzabili da ABC solo per immobili abitativi, quindi non per un ristorante.
Una pizzeria di Napoli deve chiedere l'attestazione all'Ente Idrico Campano?
Sì. L'articolo 17, comma 5, del Regolamento EIC obbliga ristorazione e mense a chiedere l'attestazione di acque reflue assimilate alle domestiche, perché i loro scarichi hanno un carico inquinante potenzialmente significativo. La pagina Istanze e Autorizzazioni dell'EIC elenca le voci della tabella A regionale soggette all'obbligo.
| Attività (Tabella A, R.R. Campania 6/2013) | Soglia per l'assimilazione | Cosa fare con l'EIC |
|---|---|---|
| Voce 3: ristorazione, trattorie, rosticcerie, friggitorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucina | meno di 200 posti a sedere | istanza obbligatoria con Mod. 02 |
| Voce 4: mense | meno di 500 pasti al giorno | istanza obbligatoria con Mod. 02 |
| Voce 14: laboratori di dolciumi, gelati, pane, biscotti e alimenti freschi | consumo idrico sotto 5 m3 al giorno nel periodo di punta | Mod. 02 indicato come obbligatorio dalla pagina EIC, non elencato all'art. 17, comma 5: chiedete conferma all'EIC |
| Voce 16: bar, caffè, gelaterie, enoteche con somministrazione | nessuna soglia indicata | dichiarazione sostitutiva tenuta nel locale |
Il bar, voce 16 della tabella A, non è nell'elenco obbligatorio. Per queste attività l'EIC chiede solo una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi del DPR 445/2000, da tenere nel locale e mostrare in caso di controllo con i documenti che la giustificano (art. 16, comma 2). La richiesta all'EIC resta possibile su base volontaria.
L'istanza si presenta con il modulo Mod. 02, indirizzato all'Ente Idrico Campano in via A. De Gasperi 28, Napoli, via PEC a protocollo@pec.enteidricocampano.it, con marca da bollo. Nel modulo si indicano i dati catastali, le coordinate geografiche del locale e di ogni punto di scarico, con un codice che lo individua sulla planimetria allegata.
Per la voce 3 il modulo chiede due allegati precisi: la dichiarazione del numero di posti a sedere e un documento del Comune o dell'ASL che attesti la capienza massima in posti a sedere. Il titolare dichiara inoltre di sapere che sono previste spese di istruttoria da versare prima del rilascio.
Secondo l'articolo 17, l'EIC verifica la documentazione entro 60 giorni; trascorso il termine, la dichiarazione si intende accolta e l'attestazione viene rilasciata. Il comma 7 chiede una nuova dichiarazione quando cambiano il titolare, la natura dello scarico o il ciclo produttivo: anche un subentro in pizzeria va quindi comunicato.
Il comma 6 precisa che la sola mancanza dell'attestazione non è sanzionabile se, al momento del controllo, il locale possiede i requisiti del regolamento regionale. Se invece lo scarico non li rispetta, l'assenza del documento non vi protegge e si applicano le sanzioni del D.Lgs. 152/2006.
Posti a sedere e coperti non sono la stessa cosa
La soglia regionale dei 200 posti misura la capienza della sala, mentre il degrassatore si sceglie sui coperti serviti in un giorno. Una pizzeria con 110 posti che fa due turni pieni la sera resta sotto la soglia dell'EIC ma può servire 200 coperti: per lei il modello giusto è il 120 litri.
Quali limiti di grassi e oli valgono a Napoli?
Per le cucine della tabella A il regolamento regionale non fissa un valore in milligrammi: lo scarico è assimilato di diritto se l'attività rispetta le soglie. Per gli scarichi assimilabili l'articolo 21 del Regolamento EIC applica invece la tabella B del Regolamento regionale 24 settembre 2013, n. 6, da rispettare prima di ogni trattamento.
La tabella B fissa grassi e oli animali e vegetali a 30 mg/l, una portata massima di 15 metri cubi al giorno, una temperatura non oltre 30 gradi, tensioattivi fino a 15 mg/l, solidi sospesi fino a 450 mg/l, COD fino a 500 mg/l e materiali grossolani assenti. Per altri scarichi il regolamento riporta la tabella del DPR 227/2011, con 40 mg/l di grassi.
L'articolo 3, comma 1, lettera a), del regolamento regionale stabilisce che per gli scarichi in rete fognaria delle attività della tabella A non è prevista autorizzazione. Questo non vi esonera dalla licenza di fognatura di ABC, che riguarda l'allaccio fisico e la rete interna, né dall'attestazione EIC per pizzerie, ristoranti e mense.
Un degrassatore dimensionato sui coperti e svuotato con regolarità è il modo più diretto per tenere un'acqua unta lontana dalla soglia dei 30 mg/l. Senza separatore, l'acqua calda della lavastoviglie porta il grasso emulsionato oltre il sifone, dove si raffredda e torna solido nelle tubazioni condominiali.
Cosa verifica un controllo dell'EIC o di ABC in un locale napoletano?
Verifica le condizioni che formano lo scarico, i documenti e, se serve, preleva campioni. L'articolo 27 del Regolamento EIC autorizza Ente e gestore a ispezioni, controlli e prelievi; il titolare deve dare le informazioni richieste, consentire l'accesso ai locali da cui nasce lo scarico e permettere il campionamento.
Al controllo vanno messi a disposizione gli atti autorizzativi, i pareri, i verbali di sopralluoghi precedenti e la documentazione che prova il corretto smaltimento dei rifiuti liquidi prodotti dall'attività. Per una cucina significa tenere pronti i formulari degli svuotamenti del degrassatore e quelli del ritiro dell'olio esausto.
L'articolo 28 chiede al gestore controlli periodici, diffusi e imparziali, con una frequenza che l'utenza non possa prevedere. Per gli scarichi assimilati della tabella A non c'è obbligo di analisi da parte del gestore, ma restano i controlli sul territorio per verificare le condizioni di assimilabilità. Il costo del programma ricade sulla tariffa, non sul locale controllato.
Impedire l'accesso agli incaricati è un reato: l'articolo 31 del Regolamento EIC richiama l'articolo 137, comma 8, del D.Lgs. 152/2006, che prevede l'arresto fino a due anni, salvo che il fatto costituisca reato più grave. Conviene quindi lasciare il degrassatore raggiungibile, senza casse o scorte davanti allo sportello del lavello.
Quali sanzioni rischia un ristorante di Napoli?
Le sanzioni sono quelle del D.Lgs. 152/2006, richiamate dall'articolo 31 del Regolamento EIC. Uno scarico assimilato che non possiede più le condizioni di assimilabilità e supera i limiti della tabella 3 è punito con una sanzione amministrativa da 3.000 a 30.000 euro, secondo l'articolo 133, comma 1.
Chi effettua o mantiene uno scarico senza osservare le prescrizioni del provvedimento di assimilazione o quelle del Regolamento EIC rischia da 1.500 a 15.000 euro (art. 133, comma 3). Aprire un nuovo scarico non assimilabile senza titolo è invece una contravvenzione: arresto da due mesi a due anni o ammenda da 1.500 a 10.000 euro (art. 137, comma 1).
Secondo l'articolo 32 del Regolamento EIC, le sanzioni pecuniarie sono irrogate dalla Regione con ordinanza-ingiunzione, mentre il gestore, durante i suoi controlli, può svolgere le funzioni di organo accertatore. Un verbale redatto da ABC in cucina può quindi avviare il procedimento senza ulteriori sopralluoghi.
Dove si porta l'olio della friggitrice a Napoli?
Mai nel lavello e mai nel degrassatore: l'olio esausto è un rifiuto e va consegnato a parte. ASIA Napoli ricorda nella pagina sugli oli vegetali esausti che l'olio versato nel lavandino raggiunge gli impianti di depurazione, che ne smaltiscono solo una piccola quantità, mentre il resto finisce in mare.
Per chi produce olio per lavoro vale l'articolo 233 del D.Lgs. 152/2006: il comma 12 obbliga chi detiene oli e grassi vegetali e animali esausti in ragione della propria attività professionale a conferirli al consorzio, direttamente o tramite soggetti da esso incaricati. Il comma 13 impone di stoccarli, in attesa del ritiro, in un apposito contenitore.
ASIA organizza una raccolta itinerante in ventiquattro punti stradali e installa gratuitamente, su richiesta, contenitori anche presso attività commerciali, dopo un sopralluogo tecnico senza impegno. La richiesta si fa al numero verde 800-161010. Prima di aderire chiedete se il servizio copre anche l'olio della vostra attività professionale o se dovete restare con il vostro raccoglitore.
Tenete separati i due flussi anche nella pratica quotidiana. L'olio della friggitrice va nel fusto del raccoglitore; l'acqua di lavaggio di cestelli, padelle e teglie va al lavello e passa dal degrassatore. Mischiarli significa riempire il separatore in pochi giorni e ridurre la sua capacità di trattenere il grasso emulsionato.
Come si dimensiona il degrassatore per una pizzeria napoletana?
Si contano i coperti del giorno più carico e si sceglie la fascia della tabella. In una pizzeria napoletana il coperto è anche la pizza a portafoglio venduta al banco o la margherita da asporto: ogni pasto servito genera stoviglie o utensili da lavare e va contato.
Esempio 1, pizzeria di quartiere con 45 posti: nel giorno di punta, di solito il sabato sera, serve 85 coperti tra sala e asporto. La fascia da 60 a 90 indica il degrassatore inox da 70 litri, a 499 € IVA esclusa, montato sotto il lavello che raccoglie anche lo scarico della lavastoviglie.
Esempio 2, pizzeria con friggitoria che arriva a 130 coperti la domenica: serve il 100 litri, a 639 € IVA esclusa. La friggitoria non cambia il modello, perché l'olio si raccoglie a parte, ma rende necessario svuotare il degrassatore più spesso della frequenza minima.
Esempio 3, trattoria del centro con 55 coperti a pranzo e nessun servizio serale: il 60 litri da 459 € IVA esclusa è sufficiente. Esempio 4, mensa aziendale da 300 pasti: si passa al 200 litri da appoggio a pavimento, a 1.049 € IVA esclusa. Oltre 400 coperti si progetta un degrassatore su misura, da 990 € IVA esclusa.
Il progettista che preferisce calcolare in litri al secondo può usare il metodo di dimensionamento della UNI EN 1825-2, che parte dalla portata di punta delle acque grasse e la corregge con fattori per temperatura, densità del grasso e uso di detergenti. Le portate in litri al secondo sono le stesse che ABC chiede nella relazione tecnica.
Dove si installa il degrassatore in una cucina piccola?
Sotto il lavello principale, dove arrivano le acque più unte. I modelli da 30 a 100 litri entrano in un mobile sottolavello: il 70 litri richiede 60 cm di lunghezza, 40 di profondità e 30 di altezza, più lo spazio per aprire il coperchio. Il 120 e il 200 litri si appoggiano a pavimento nel retrocucina.
Collegate al degrassatore anche la lavastoviglie, se scarica nella stessa linea: l'acqua calda del lavaggio scioglie il grasso dei piatti, e solo un separatore a monte lo ferma prima che si raffreddi nei tubi. I servizi igienici restano invece su una rete separata, come chiedono le specifiche di ABC.
Nella planimetria per ABC disegnate il degrassatore sulla linea delle acque di lavorazione e il pozzetto di prelievo campioni subito a valle, prima che questa linea si unisca al resto. Schemi di collegamento e quote utili sono nella guida installazione e manutenzione.
Ogni quanto si svuota il degrassatore e quali documenti conservare?
Prevedete lo svuotamento completo almeno una volta a settimana, più spesso se la cucina frigge molto. Lo svuotamento del contenuto va affidato a un operatore autorizzato, che trasporta il rifiuto con il formulario di identificazione; secondo l'articolo 193 del D.Lgs. 152/2006 le copie del formulario vanno conservate per tre anni.
Tra uno svuotamento e l'altro rimuovete lo strato di grasso in superficie e pulite il cestello filtro, così la capacità di separazione resta costante. Il kit di manutenzione costa 49,90 € IVA esclusa. Un registro con data, operatore e numero di formulario rende immediata la risposta all'ispettore che chiede la prova dello smaltimento.
Quanto pesa lo scarico sulla bolletta a Napoli?
Ogni metro cubo che scaricate paga anche la depurazione. Nella pagina Tariffe di ABC la tariffa di depurazione è indicata in 0,310423 euro al metro cubo, fissata dalla Regione Campania con comunicazione del 6 novembre 2015; le tariffe del servizio idrico dal 1° gennaio 2024 seguono la delibera ARERA 639/2023 e la delibera EIC n. 48 del 30 ottobre 2024.
Un degrassatore non riduce i metri cubi fatturati, ma evita le spese che non compaiono in bolletta: spurghi d'urgenza, rotture della rete condominiale, chiusure del locale durante gli interventi. Per segnalare un guasto alla rete pubblica ABC indica il numero verde 800.00.95.85, attivo 24 ore su 24.
Avete un locale anche fuori dal Comune di Napoli?
Fuori dai confini comunali le regole regionali e il Regolamento EIC restano gli stessi, ma il gestore della rete può cambiare e con lui la procedura di allaccio. Per i comuni vicini trovate guide dedicate: San Giorgio a Cremano, Casoria e Marano di Napoli.
Per il quadro nazionale, dal D.Lgs. 152/2006 ai criteri di assimilazione, vedete la pagina normativa in vigore. Per un locale con più lavelli, un laboratorio separato o una cucina sotto il piano stradale con sollevamento, richiedete un preventivo indicando coperti, turni e pianta della cucina.
Domande frequenti sul degrassatore a Napoli
Quale degrassatore serve a una pizzeria di Napoli da 80 coperti al giorno?
Il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, che copre da 60 a 90 coperti al giorno e tratta fino a 140 litri all'ora. Costa 499 € IVA esclusa ed è in preordine con spedizione dal 12 ottobre 2026.
La pizzeria deve chiedere qualcosa all'Ente Idrico Campano?
Sì. L'articolo 17, comma 5, del Regolamento EIC obbliga la ristorazione con meno di 200 posti a sedere a chiedere l'attestazione di acque reflue assimilate alle domestiche con il modulo Mod. 02, inviato via PEC.
Un bar senza cucina deve presentare il Mod. 02?
No. Il bar è la voce 16 della tabella A e non è tra le attività obbligate: basta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà tenuta nel locale e mostrata in caso di controllo, come prevede l'articolo 16, comma 2, del Regolamento EIC.
Serve la licenza di fognatura di ABC anche se il locale è già allacciato?
Sì, se modificate la rete di scarico interna o l'allaccio esistente. ABC chiede la licenza di fognatura privata per nuovi allacci, modifiche e sostituzioni, con marca da bollo da 16 euro sul modulo RLF R1.
Quale limite di grassi vale per lo scarico a Napoli?
Per gli scarichi assimilabili la tabella B del Regolamento regionale campano n. 6/2013, richiamata dall'articolo 21 del Regolamento EIC, fissa 30 mg/l di grassi e oli animali e vegetali prima di ogni trattamento.
Posso mettere un pozzo a tenuta invece dell'allaccio?
No per un ristorante. L'allegato 3 delle specifiche di ABC precisa che i pozzi a tenuta a svuotamento periodico sono autorizzabili solo per immobili a destinazione abitativa.
Che cosa mostro all'ispettore?
Gli atti autorizzativi, l'eventuale attestazione EIC, i verbali precedenti e i documenti che provano lo smaltimento dei rifiuti liquidi, cioè i formulari degli svuotamenti del degrassatore e del ritiro dell'olio esausto, come chiede l'articolo 27 del Regolamento EIC.
Fonti ufficiali consultate
- Fognatura privata, ABC Napoli, consultato il 6 ottobre 2026
- All. 2, Specifiche tecniche insediamenti produttivi, ABC Napoli, consultato il 6 ottobre 2026
- All. 3, Specifiche tecniche per impianti di sollevamento, ABC Napoli, consultato il 6 ottobre 2026
- Tariffe, ABC Napoli, consultato il 6 ottobre 2026
- Regolamento per la disciplina delle autorizzazioni allo scarico di acque reflue in pubblica fognatura, Ente Idrico Campano, consultato il 6 ottobre 2026
- Istanze e Autorizzazioni, Ente Idrico Campano, consultato il 6 ottobre 2026
- Mod. 02, Istanza per il rilascio dell'attestazione di acque reflue assimilate alle acque reflue domestiche, Ente Idrico Campano, consultato il 6 ottobre 2026
- Regolamento Regione Campania 24 settembre 2013, n. 6, Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche, consultato il 6 ottobre 2026
- Tabella A, Regolamento Regionale n. 6/2013, consultato il 6 ottobre 2026
- Oli vegetali esausti, ASIA Napoli, consultato il 6 ottobre 2026
- Art of Neapolitan 'Pizzaiuolo', UNESCO Intangible Cultural Heritage, consultato il 6 ottobre 2026
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 233, Normattiva, consultato il 6 ottobre 2026
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 193, Normattiva, consultato il 6 ottobre 2026
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 133, Normattiva, consultato il 6 ottobre 2026
- ISTAT, Popolazione residente al 1° gennaio 2025 (POSAS), file comunale, consultato il 6 ottobre 2026