Degrassatore a Firenze: regole Publiacqua, centro storico e modelli inox

A Firenze, per una trattoria o un ristorante da 60 a 90 coperti al giorno, consigliamo il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, a 499 € IVA esclusa: è il modello che vendiamo di più. Publiacqua, però, può prescrivere anche un pozzetto sgrassatore da almeno 1 metro cubo, che il sottolavello non sostituisce.

Aggiornato il 6 ottobre 2026.

Quale degrassatore scegliere per una trattoria di Firenze?

Scegliete la capacità sul servizio più pieno della settimana. Se il vostro locale arriva a 85 coperti il sabato e a 55 il mercoledì, la vasca deve reggere il sabato: è in quelle ore che lavello e lavastoviglie mandano allo scarico la quantità maggiore di grasso.

Il degrassatore inox da 70 litri copre da 60 a 90 coperti al giorno con una portata massima di 140 litri all'ora. Il corpo misura 60 × 40 × 30 cm; l'asse dell'entrata è a 244,5 mm e quello dell'uscita a 214,5 mm, con attacchi da 50 mm. Il prezzo è 499 € IVA esclusa.

Preordine: spedizione dal 12 ottobre 2026; poi consegna con BRT in 3-4 giorni lavorativi. È in acciaio inox 304, si posa senza scavi e ha garanzia 2 anni.

I due modelli vicini servono quando il vostro picco esce dalla fascia. Il 60 litri, 39 × 39 × 39 cm e 120 litri all'ora, regge da 40 a 60 coperti e costa 459 € IVA esclusa. Il 100 litri, 65 × 45 × 42 cm e 200 litri all'ora, va da 90 a 140 coperti e costa 639 € IVA esclusa.

Modello Coperti al giorno Dove si mette Portata Ingombro (L × P × H) Prezzo
30 litri 15 a 25 sottolavello 60 L/h 40 × 30 × 25 cm 295 € IVA esclusa
40 litri 25 a 40 sottolavello 80 L/h 45 × 30 × 30 cm 345 € IVA esclusa
60 litri 40 a 60 sottolavello 120 L/h 39 × 39 × 39 cm 459 € IVA esclusa
70 litri 60 a 90 sottolavello 140 L/h 60 × 40 × 30 cm 499 € IVA esclusa
100 litri 90 a 140 sottolavello 200 L/h 65 × 45 × 42 cm 639 € IVA esclusa
120 litri 140 a 220 a pavimento, da appoggio 240 L/h 70 × 50 × 35 cm 799 € IVA esclusa
200 litri 250 a 400 a pavimento, da appoggio 400 L/h 70 × 55 × 50 cm 1.049 € IVA esclusa
Su misura oltre 400 secondo progetto su preventivo su preventivo da 990 € IVA esclusa

Il calcolatore di capacità fa il conto partendo dai coperti. Se la cucina è divisa su due livelli, se lavate teglie del forno a legna in un locale a parte o se avete più colonne di scarico, descriveteci la situazione dalla pagina richiedi un preventivo.

Publiacqua obbliga i ristoranti fiorentini ad avere un degrassatore?

Publiacqua richiede un pretrattamento dei reflui domestici laddove necessario, e per le cucine il dispositivo previsto dai suoi schemi è il pozzetto sgrassatore. La regola non è scritta come un obbligo unico per tutta la Toscana: il Regolamento di fornitura dell'Autorità Idrica Toscana lascia al gestore le specifiche tecniche dell'allaccio.

L'articolo 24.1 del Regolamento AIT affida infatti al gestore le specifiche per l'allacciamento alla fognatura, in particolare sulla separazione dei reflui e sull'obbligatorietà degli impianti interni di pretrattamento. L'articolo 24.2 aggiunge che, dove il sistema fognario e depurativo lo consente, i reflui possono arrivare in fognatura con i soli livelli di pretrattamento strettamente necessari individuati dal gestore.

Il Regolamento AIT è in vigore dall'entrata in vigore dell'Addendum del gestore e comunque dal 1° luglio 2022, e ha abrogato i regolamenti precedenti dei gestori (articolo 47). Restano confermati gli allegati tecnici, gli schemi grafici e i moduli già usati da Publiacqua (articolo 43.2), insieme alle tabelle dei prezzi (articolo 43.3).

L'Addendum per Publiacqua scende nel concreto. L'articolo 19.1 chiede all'utente di realizzare a proprie spese, laddove necessario, un adeguato impianto di pretrattamento dei reflui domestici; il 19.2 impone di adeguarlo alle norme vigenti in occasione di trasformazioni, ristrutturazioni o modifiche degli edifici; il 19.4 rinvia agli allegati per il dimensionamento e gli schemi.

L'articolo 17.1 completa il quadro: gli impianti di pretrattamento, sia quelli degli scarichi domestici sia quelli imposti agli scarichi industriali, vanno mantenuti attivi ed efficienti dai titolari degli scarichi. Un pozzetto sgrassatore pieno o un degrassatore mai svuotato non soddisfano questa condizione, anche se fisicamente presenti.

Cosa dice il Regolamento Edilizio di Firenze sulle acque della cucina?

Il Regolamento Edilizio del Comune di Firenze, approvato con la deliberazione del Consiglio comunale 2025/C/00035 del 10 giugno 2025, separa le acque nere dalle acque saponose e prescrive un pretrattamento per ciascuna. Le acque dei lavelli di cucina sono acque saponose e seguono la regola del pozzetto ad interruzione idraulica.

L'articolo 31, comma 1, chiede che ogni edificio abbia impianti distinti per raccogliere le acque piovane e quelle reflue, nere o saponose, e per condurle a idonei dispositivi di depurazione prima del recapito in fognatura. Il comma 2 vuole l'impianto delle acque pluviali del tutto indipendente dagli altri.

Il comma 5 dimensiona i dispositivi sugli abitanti equivalenti e fissa per gli esercizi di somministrazione un abitante equivalente ogni 5 posti mensa. Il comma 6, per gli scarichi in fognatura mista o nera, prescrive per le acque saponose un pozzetto ad interruzione idraulica di capacità utile pari a 0,05 metri cubi per abitante equivalente.

Lo stesso comma 6 ammette, in alternativa, un dispositivo di depurazione capace di dare un refluo con caratteristiche qualitative conformi alle normative vigenti, secondo le eventuali prescrizioni del gestore della rete. Per le acque nere la tabella indica una fossa settica bicamerale, salvo diverse istruzioni del gestore.

Il comma 4 contiene la clausola che interessa chi lavora in un edificio storico. I requisiti valgono fatte salve le situazioni di dimostrata impossibilità negli interventi sul patrimonio edilizio esistente che migliorano le condizioni presenti, e le situazioni valutate in modo specifico dal gestore della fognatura con le sue prescrizioni.

Questa clausola non è un'esenzione automatica. Significa che, in un fondo del centro dove non c'è spazio per un pozzetto da un metro cubo, la soluzione si decide caso per caso con Publiacqua e con il tecnico che firma la pratica: un degrassatore sotto il lavello può far parte del miglioramento, ma l'ultima parola sulle prescrizioni resta al gestore.

Il pozzetto sgrassatore da 1 metro cubo e il degrassatore sottolavello sono la stessa cosa?

No, e a Firenze la differenza conta. Il modello DIM1 di Publiacqua, dell'ottobre 2024, chiede per il pozzetto ad interruzione idraulica, cioè lo sgrassatore, una capacità utile di 0,05 metri cubi per abitante equivalente con un minimo assoluto di 1 metro cubo. Il modello CAE1, del novembre 2024, stabilisce come contare gli abitanti equivalenti.

Gli schemi tecnici vigenti pubblicati da Publiacqua, aggiornati al 6 agosto 2025, mostrano dove sta questo manufatto. Nello schema tipo di smaltimento a gravità le acque saponose passano dal pozzetto degrassatore, con capacità minima di 1 metro cubo, le acque nere dalla fossa biologica bicamerale da almeno 3 metri cubi; poi entrambe arrivano al pozzetto di raccordo con sifone antiodore.

Dopo il pozzetto di raccordo lo schema prevede la valvola antiriflusso, il pozzetto di accesso al tubo d'ispezione e il punto di consegna sulla rete fognaria. Lo schema dell'allacciamento tipo indica un tee da 160 mm con tappo e chiusini di classe C250 sul marciapiede e D400 sulla sede stradale.

Diciamolo con chiarezza: i nostri degrassatori inox, dal 30 al 200 litri, non sostituiscono il pozzetto sgrassatore da almeno 1 metro cubo quando Publiacqua lo prescrive nello schema del vostro allaccio. Se è richiesto, va realizzato come indicano gli schemi del gestore; prima di ogni lavoro fatelo verificare a Publiacqua dal vostro tecnico.

Il degrassatore sottolavello lavora un passo prima. Trattiene il grasso all'uscita del lavello, quando l'acqua è ancora calda, prima che si raffreddi nelle colonne dell'edificio e si depositi nei tubi. Così arriva meno grasso al pozzetto sgrassatore, che si riempie più lentamente e richiede vuotature meno pesanti.

Negli edifici storici questo passaggio protegge anche le tubazioni condominiali. Una colonna di scarico lunga e vecchia che si ostruisce per il grasso di un ristorante al piano terra coinvolge tutto il palazzo, e i danni causati da scarichi vietati restano a carico di chi li ha provocati (articolo 15.3 dell'Addendum).

Come si calcola il degrassatore per una trattoria del centro?

Servono due calcoli distinti, uno per Publiacqua e uno per il lavello. Prendiamo come esempio una trattoria di 48 posti, con due servizi e una cucina di sei metri quadri dotata di lavello a due vasche e lavastoviglie, che serve 85 coperti il sabato e circa 55 nei giorni feriali.

Il primo calcolo segue il Regolamento Edilizio e il modello DIM1. Con 48 posti mensa diviso 5 si ottengono 9,6 abitanti equivalenti; moltiplicati per 0,05 metri cubi danno 0,48 metri cubi. Il minimo assoluto di Publiacqua è però 1 metro cubo, quindi, se lo schema di allaccio prevede il pozzetto sgrassatore, quello deve misurare almeno 1 metro cubo.

Il secondo calcolo riguarda il degrassatore sotto il lavello e guarda al giorno di punta. Con 85 coperti il sabato siete nella fascia da 60 a 90, quella del modello da 70 litri, a 499 € IVA esclusa. Con soli 55 coperti basterebbe il 60 litri, ma il sabato la vasca lavorerebbe satura.

Se la stessa trattoria aggiungesse una seconda sala e arrivasse a 150 coperti nei giorni di punta, il sottolavello non basterebbe più: servirebbe il 120 litri da appoggio, a 799 € IVA esclusa, da collocare a pavimento nel retrocucina, sempre a monte dell'eventuale pozzetto sgrassatore.

Per cucine di albergo o mense il tecnico può affiancare il metodo di dimensionamento della UNI EN 1825-2, che parte dalla portata massima degli apparecchi collegati e applica fattori per temperatura dell'acqua, densità del grasso e uso di detergenti. È una verifica utile quando lavastoviglie a nastro e lavapentole scaricano insieme.

Si può ampliare la cucina nel centro storico UNESCO di Firenze?

Sì, ma solo per funzioni di servizio in locali contigui e a parità di superficie di somministrazione. Il Centro storico di Firenze è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 17 dicembre 1982, e il Comune lo tutela con un regolamento che limita l'insediamento e la crescita delle attività alimentari.

Il Regolamento per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del Centro storico, approvato con la delibera del Consiglio comunale 20/2023 e modificato dalle delibere 76/2024 e 19/2026, all'articolo 2 vieta per cinque anni nuove attività di somministrazione e l'ampliamento in locali che non fossero già contigui e collegati funzionalmente alla sede.

Il comma 3 dello stesso articolo prevede però un'eccezione utile a chi deve sistemare la cucina. Il divieto di ampliamento non si applica se l'ampliamento, a superficie di vendita o di somministrazione immutata, serve a ospitare funzioni di servizio, cioè cucina, servizi igienici o locali tecnici, in locali contigui all'attività principale.

In pratica un ristorante che deve fare spazio a un pozzetto sgrassatore o a un vano tecnico può, a certe condizioni, usare un fondo contiguo senza aggiungere tavoli. Le condizioni vanno verificate con gli uffici comunali prima di firmare un contratto d'affitto.

Per alcune tipologie il regime è più rigido. L'articolo 4 vieta, senza limite di tempo, nuovi insediamenti, trasferimenti dall'esterno e ampliamenti per le attività che preparano o vendono pizza in forma esclusiva o prevalente e per quelle che lavorano in modalità fast food o self-service; per queste ultime fanno eccezione i locali interni alla stazione di Santa Maria Novella.

Per queste attività la cucina esistente è, di fatto, quella su cui lavorare. Un degrassatore da 70 o da 100 litri sotto il lavello si collega allo scarico che c'è già e non richiede opere che tocchino la superficie autorizzata.

Quanto costa e chi esegue l'allaccio fognario a Firenze?

L'allaccio lo realizza Publiacqua, a spese di chi lo chiede. L'articolo 23.1 dell'Addendum stabilisce che i lavori di allacciamento degli scarichi domestici e industriali sono eseguiti dal gestore a carico del richiedente; solo in via eccezionale, per preventivi superiori a 7.500 euro, il gestore può permettere lavori in autonomia, con verifica dello schema e del lavoro finito.

Il tariffario di preventivazione, Allegato 2 al Regolamento nella versione con i prezzi vigenti 2024, fissa i costi a corpo. Un allacciamento fognario su strada bitumata, fino a 4 metri dall'asse stradale e fino a 2 metri di profondità, costa 1.566,15 euro; ogni metro in più, fino a 20 metri, 183,42 euro.

Nel centro storico molte strade sono lastricate, e il prezzo cambia. Su strada con pavimentazione in porfido o lastricato l'allacciamento a corpo costa 2.010,59 euro, e ogni metro di eccedenza 303,35 euro; oltre 20 metri, oltre 2 metri di profondità o con scarico in pressione si passa a un preventivo analitico.

Il Regolamento AIT fissa le regole di fondo. Nelle zone servite, i titolari di scarichi domestici e industriali devono allacciarsi con costi a loro carico (articolo 42.1); i progetti di allacciamento vanno approvati prima dal gestore (articolo 42.8); se l'obbligo non viene rispettato, il Comune può imporre l'allaccio con un'ordinanza (articolo 42.9).

Il pozzetto di consegna sta di norma su suolo pubblico; solo per problemi tecnici particolari il gestore può autorizzarlo in proprietà privata, e in quel caso l'utente deve mantenerlo accessibile (articolo 24.3). Il gestore può ispezionare gli impianti interni con congruo preavviso, salvo urgenze (articolo 23.3).

Autorizzazione allo scarico o semplice allacciamento per una cucina fiorentina?

Dipende da come viene classificato lo scarico della vostra attività. L'articolo 43.1 del Regolamento AIT indica le fonti che disciplinano le autorizzazioni: il D.Lgs. 152/2006, il D.P.R. 59/2013, la legge regionale toscana 20/2006, il regolamento regionale 46/R del 2008 e il regolamento AIT di accettabilità degli scarichi industriali.

Se la cucina produce acque reflue domestiche o assimilate, la pratica riguarda l'allacciamento e il rispetto delle prescrizioni del gestore. Se invece lo scarico è classificato come industriale, come può accadere per un laboratorio che produce per la vendita a terzi, serve un'autorizzazione e si applica un regime diverso.

Per gli scarichi industriali l'Addendum rinvia al Regolamento di applicazione tariffaria e di accettabilità in pubblica fognatura degli scarichi industriali, approvato dall'AIT con la delibera n. 28 del 15 dicembre 2023 (articolo 20.1). Le caratteristiche del pretrattamento vengono valutate in sede di autorizzazione (articolo 21.3).

Gli insediamenti produttivi devono anche realizzare, prima del pozzetto di raccordo con le acque meteoriche, un pozzetto di ispezione per il prelievo di campioni a caduta (articolo 18.3). Per tutti, i pozzetti di ispezione devono permettere campionamenti in sicurezza; se il gestore prescrive modifiche e non vengono eseguite, si applica una penale dell'Allegato 1 (articolo 22).

Cosa non si può scaricare nella fognatura di Publiacqua?

Nessun rifiuto, e in particolare nessuna sostanza che solidifica nei tubi. L'articolo 15.1 dell'Addendum vieta di scaricare in fognatura ogni sostanza classificabile come rifiuto; l'elenco del 15.2, alla lettera f, comprende i reflui che possono causare incrostazioni o che, fra 10 e 38 gradi, possono precipitare, solidificare o diventare gelatinosi.

È la descrizione esatta del grasso di cucina: liquido nell'acqua calda del lavaggio, solido quando la temperatura scende lungo la rete. L'articolo 19.5 aggiunge che i rifiuti non si smaltiscono in fognatura nemmeno triturati, quindi un trituratore sotto il lavello non è una soluzione per gli scarti di cucina.

Chi viola questi divieti risponde verso Publiacqua dei danni a persone e cose ai sensi dell'articolo 2043 del Codice civile, ferme restando le sanzioni amministrative e penali e l'eventuale risarcimento del danno ambientale (articolo 15.3).

Se in cucina si rovescia una sostanza inquinante che può finire in fognatura, l'articolo 16.1 impone di avvisare subito il gestore al numero verde guasti o via PEC, anche se l'episodio avviene all'interno del locale. Le spese sostenute da gestore, ARPAT, ASL, Comune e altri enti per contenere i danni sono a carico del responsabile (articolo 16.3).

Chi pulisce l'allaccio e ogni quanto si svuota il degrassatore a Firenze?

La pulizia dell'allaccio spetta a voi, e il degrassatore va svuotato completamente almeno una volta a settimana. L'articolo 19.3 dell'Addendum chiede ai titolari degli scarichi di garantire il buon funzionamento degli impianti, con particolare riferimento alla periodica vuotatura dei pozzetti a interruzione idraulica e delle fosse biologiche.

L'articolo 23.3 precisa i confini. La sostituzione della condotta di allaccio è a carico dell'utente fino al pozzetto di consegna; se il pozzetto di consegna manca, anche la manutenzione ordinaria, la stasatura e lo spurgo dell'allacciamento restano all'utente fino alla condotta stradale. Il sopralluogo del gestore per un malfunzionamento è a pagamento, salvo guasti sulla rete pubblica (articolo 23.7).

Per i nostri degrassatori lo svuotamento completo almeno una volta a settimana è la base; aumentate la frequenza se friggete molto o se il locale lavora con due servizi pieni. Affidatelo a un operatore autorizzato e conservate il giustificativo: è la prova che l'impianto è mantenuto attivo ed efficiente come chiede l'articolo 17.1.

Tra uno svuotamento e l'altro svuotate il cestello dei solidi nei rifiuti, non versate olio nel lavello ed evitate detergenti che emulsionano il grasso e lo trascinano oltre la vasca. Il kit di manutenzione costa 49,90 € IVA esclusa; le istruzioni sono nella pagina installazione e manutenzione.

Dove si consegna l'olio di frittura di un ristorante a Firenze?

L'olio esausto di un ristorante si consegna al sistema consortile, mai al lavello. L'articolo 233 del D.Lgs. 152/2006 obbliga chi detiene oli e grassi vegetali e animali esausti per la propria attività professionale a conferirli al Consorzio e, in attesa del ritiro, a stoccarli in un apposito contenitore.

Alia Servizi Ambientali gestisce la raccolta degli oli alimentari delle famiglie nelle aree di Firenze e Prato. Dal 10 giugno 2023, nelle 100 postazioni del territorio, l'olio si conferisce direttamente in bottiglie e flaconi usati; il comunicato del gestore ricorda che l'olio versato negli scarichi delle cucine danneggia le fognature e inquina falde e mare.

Quelle postazioni sono pensate per l'uso domestico. Per le quantità di una friggitoria o di una trattoria serve un operatore incaricato del ritiro, con il contenitore apposito in cucina e i documenti di ogni consegna conservati insieme a quelli degli svuotamenti del degrassatore.

Quali sanzioni rischia un ristorante di Firenze per gli scarichi?

Le sanzioni amministrative sono quelle dell'articolo 133 del D.Lgs. 152/2006. Il superamento dei valori limite di emissione costa da 3.000 a 30.000 euro; chi apre o effettua scarichi senza autorizzazione dove è richiesta rischia da 6.000 a 60.000 euro; chi scarica senza rispettare le prescrizioni dell'autorizzazione rischia da 1.500 a 15.000 euro.

A queste si sommano la responsabilità per danni dell'articolo 15.3 dell'Addendum, le spese di intervento dell'articolo 16.3 e le penali dell'Allegato 1 per le prescrizioni sui pozzetti. In un palazzo del centro il danno più costoso resta spesso la colonna condominiale ostruita, con la cucina ferma per giorni.

Dove si posa il degrassatore in un fondo fiorentino?

Quasi sempre sotto il lavello di lavaggio, collegato al suo scarico. Fino al 100 litri il degrassatore entra nel mobile sotto la vasca; prima dell'ordine misurate l'altezza utile del vano e la quota della tubazione a muro, che deve stare sotto l'uscita del modello, a 214,5 mm dal fondo per il 70 litri.

Se la lavastoviglie scarica in un punto separato, collegatela a un degrassatore sulla propria linea: l'acqua calda della macchina porta grasso sciolto che si ricompatta appena si raffredda. In cucine strette due apparecchi piccoli su due linee spesso entrano meglio di un solo modello grande.

Il 120 e il 200 litri si appoggiano a pavimento in un retrocucina o in un vano tecnico, dove confluiscono più scarichi. In ogni configurazione il degrassatore sta a monte del pozzetto sgrassatore e del pozzetto di raccordo previsti dagli schemi Publiacqua, mai al loro posto.

Quale modello per bar, gastronomie e ristoranti grandi a Firenze?

Dipende sempre dai coperti del giorno di punta. Un bistrot o una gastronomia con 15 a 25 coperti usa il 30 litri, a 295 € IVA esclusa; tra 25 e 40 coperti il 40 litri, a 345 € IVA esclusa. Un ristorante fra 90 e 140 coperti resta sotto il lavello con il 100 litri.

Fra 250 e 400 coperti al giorno, come in una cucina d'albergo o in una mensa, serve il 200 litri da appoggio, a 1.049 € IVA esclusa. Se il picco cade fra 220 e 250 coperti, scegliete il 200 litri o chiedeteci un parere. Oltre i 400 coperti si progetta un degrassatore su misura, da 990 € IVA esclusa.

Firenze contava 361.705 residenti al 1° gennaio 2025 secondo l'ISTAT, ma le sale del centro storico lavorano anche per i visitatori. Dimensionate sul periodo dell'anno in cui il vostro locale fa più coperti, perché è allora che la vasca riceve più grasso.

Avete un locale nei comuni vicini a Firenze?

Trovate le pagine dedicate a degrassatore a Scandicci, degrassatore a Bagno a Ripoli e degrassatore a Sesto Fiorentino. Il quadro nazionale delle norme sugli scarichi è riassunto nella pagina normativa in vigore.

Domande frequenti sul degrassatore a Firenze

Publiacqua obbliga un ristorante di Firenze ad avere uno sgrassatore?

Publiacqua chiede un impianto di pretrattamento dei reflui domestici laddove necessario (Addendum, articolo 19.1) e i suoi schemi prevedono per le acque saponose un pozzetto degrassatore da almeno 1 metro cubo. Cosa serve nel vostro allaccio lo verifica il tecnico con il gestore.

Il degrassatore sottolavello sostituisce il pozzetto sgrassatore da 1 metro cubo?

No. Se Publiacqua prescrive il pozzetto sgrassatore nello schema del vostro allaccio, va realizzato come indica il gestore; il degrassatore inox sotto il lavello lavora a monte e riduce il grasso che arriva al pozzetto.

Come si calcola il pozzetto sgrassatore secondo Publiacqua?

Si contano gli abitanti equivalenti, uno ogni 5 posti mensa per gli esercizi di somministrazione, e si moltiplicano per 0,05 metri cubi, con un minimo assoluto di 1 metro cubo secondo il modello DIM1.

Che degrassatore serve a una trattoria da 85 coperti il sabato?

Il degrassatore inox da 70 litri sottolavello, per 60 a 90 coperti al giorno e 140 litri all'ora, a 499 € IVA esclusa, con svuotamento completo almeno una volta a settimana.

Nel centro storico posso usare un locale contiguo per la cucina?

L'articolo 2, comma 3, del Regolamento per il Centro storico esclude dal divieto l'ampliamento in locali contigui destinato a cucina, servizi igienici o locali tecnici, a superficie di somministrazione immutata; per pizzerie prevalenti e fast food valgono i divieti più rigidi dell'articolo 4.

Quanto costa un allaccio fognario Publiacqua su strada lastricata?

Il tariffario con i prezzi vigenti 2024 indica 2.010,59 euro a corpo fino a 4 metri e 2 metri di profondità, più 303,35 euro per ogni metro in eccedenza fino a 20 metri.

Chi paga lo spurgo dell'allaccio intasato dal grasso?

L'utente: in assenza di pozzetto di consegna, manutenzione ordinaria, stasatura e spurgo sono a suo carico fino alla condotta stradale (Addendum, articolo 23.3), oltre ai danni causati dagli scarichi vietati (articolo 15.3).

Fonti ufficiali consultate

Vedi anche